In esclusiva su Toro News le parole dell’ex portiere tifoso del Torino in vista dell’ultima giornata di campionato contro l’Inter

Ci sono persone che quando parlano di Toro prendono il cuore e lo mettono in mano. Lo si sente dalla voce e lo si vede dagli occhi; la prima è rotta, i secondi sono sognanti. Lys Gomis rientra in questa meravigliosa categoria granata. Oggi non gioca più ma fa un gran bene alla comunità di Cuneo: allena i giovani portieri e si diverte con le persone disabili. In vista dell’ultimo decisivo match della stagione contro l’Inter, in esclusiva su Toro News l’ex portiere parla di uno dei suoi argomenti preferiti: il Torino e lo fa dapprima come tifoso e poi come sportivo.

TORINO FC stagione calcistica Seriea 2012/2013  nella foto Gomis

Buongiorno Lys. Partiamo da un giudizio relativo alla stagione del Torino: come la reputa? “Da tifoso ti posso dire che è stata una stagione importantissima. Il campionato è stato anomalo a causa della pausa per il Mondiale. Ivan Juric si è dimostrato un top allenatore e la squadra ha risposto alle sue esigenze. Per il gioco espresso comunque vada l’ultima giornata, ritengo l’annata granata sopra le righe. Anzi ti dirò di più: per il gioco espresso e per il carisma l’ottavo o il nono posto finale stanno stretti a questo Toro. Faccio i miei complimenti alla rosa, allo staff tecnico e alla dirigenza”.

Lys Gomis
Selfie con Lys Gomis e i tifosi del Torino (foto Maccario)

Qual è il giocatore che l’ha sorpresa maggiormente? “Sembra scontata la mia risposta, ma dico Antonio Sanabria. È stato messo in grande discussione. Non scordiamoci che a gennaio tutti dicevano che al Torino serviva una punta. Sanabria non ha replicato a parole, l’ha fatto sul campo attraverso i gol e i punti. Ha sfornato prestazioni di grande livello e anche quando non ha segnato si è speso egregiamente per il collettivo. Anche Peer Schuurs ha giocato alla grande durante questa stagione. Non è affatto stupido chi l’ha scovato e l’ha portato a Torino”.

Da tifoso granata si è immedesimato nella parabola di Alessandro Buongiorno? “Penso che sia un esempio per tutti i ragazzi che giocano nel settore giovanile del Toro perché è cresciuto in granata, ha esordito in Prima Squadra e ora veste la fascia da capitano, ha letto i nomi degli Invincibili il 4 maggio e ha conquistato la Nazionale. Invito tutti i ragazzi che sono in lettura a prendere come punto di riferimento Alessandro Buongiorno, uno che a casa sua, in silenzio e lavorando sodo è arrivato a coronare grandi sogni dentro e fuori dal campo. Buongiorno è più un esempio rispetto a tanti altri campioni affermati che tante volte vengono seguiti dai nostri giovani. Questo ragazzo dev’essere uno slogan per tutto il mondo Toro”.

TORINO FC stagione calcistica Serie A 2012/2013  nella foto Gomis

Da portiere come giudica il biennio di Vanja Milinkovic-Savic? “Juric va applaudito perché, nonostante tutte le critiche subite da Vanja, non l’ha mai messo in discussione e gli ha fatto sentire la fiducia che l’intera società ripone in lui. Senza il supporto dell’allenatore il ragazzo poteva andare in tilt. Vanja ha avuto partite migliori e partite peggiori, ma credo che il suo in questo biennio l’abbia fatto. Ha avuto uno straordinario pregio: incassare le critiche senza replicare. Si è impegnato tanto per progredire e migliorare. In questo percorso Juric è stato fondamentale perché ha reso più agevole dal punto di vista psicologico la stagione di Vanja; senza Juric il serbo sarebbe stato messo alla gogna. Le prestazioni in crescendo del portiere, in conclusione, sono state frutto del clima di fiducia che si è instaurato intorno a lui”.

Per Luca Gemello sono stati due anni persi? “Il mio consiglio è molto personale: Gemello in Serie A ci può stare, ma ora deve tornare a mettersi in mostra perché ha appreso tanti insegnamenti ed è giusto che li faccia valere sul campo. Ci sono passato anch’io dalla sua situazione. Ora, per me, è arrivato il momento di giocare. Starà al ragazzo fare le sue valutazioni e le sue scelte insieme alla società. Da esterno e da tifoso io gli consiglierei di andare a giocare”.

Qual è il suo appello ai tifosi del Torino in vista della sfida all’Inter che potrebbe valere l’ottavo posto? “Più che spingere la squadra, bisogna tornare a sognare. Noi tifosi del Toro abbiamo sempre sognato e ora possiamo pensare a un obiettivo concreto come l’Europa. Tutti uniti si possono fare grandi cose. Sarà l’ultima partita e la giochiamo in casa con in palio l’ottavo posto, quindi servirà il tifo della Maratona, della Primavera, dei distinti, della tribuna, delle persone fuori dallo stadio e di quelle sul divano. Tutti uniti a tifare Toro perché comunque vada questa stagione è stata un successo. Abbiamo dato il massimo e se si dà il massimo, si deve essere soddisfatti sia che vinci sia che perdi”.

Oggi Lys non gioca più ma allena. Giusto? “Alleno una squadra di portieri a Cuneo, facendo perfezionamento tecnico. Mi dedico più che altro a quello e poi faccio anche l’osservatore per il Torino. Spero di pescare il nuovo Buongiorno”.

E poi segue da vicino le persone con disabilità. “Per me è importantissimo frequentare e giocare insieme alle persone con disabilità. Non bisogna considerarle diverse e non bisogna aver compassione. Siamo tutti uguali, anche nei problemi. Dobbiamo giudicarli per quello che sono, non per la loro disabilità. Ho la fortuna di stare a contatto stretto con loro, giochiamo spesso a calcio insieme. Vi confesso che non amo perdere e quindi anche con loro mi impegno al massimo”.

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