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Scotti (ag. Gineitis) a TN: “Vi racconto Gvidas. Bravo Juric. E quel gesto di Zapata…”

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Protagonista Paolo Scotti, l’agente italiano di Gineitis, colui che lo ha portato al Toro. Ecco cosa ha detto in questa intervista ai microfoni di Toro News
Gianluca Sartori Direttore 

Gvidas Gineitis è forse il giocatore del momento in casa Toro. Il centrocampista lituano si è imposto come titolare nelle ultime partite, sfruttando anche l’infortunio di Ilic, e ha dimostrato di avere le doti per rendersi protagonista in Serie A. Pochi giorni fa è arrivato anche il rinnovo di contratto sino al 2028. Di questa operazione è stato protagonista Paolo Scotti, l’agente italiano di Gineitis, colui che lo ha portato al Toro. Ecco cosa ha detto in questa intervista ai microfoni di Toro News.

Signor Scotti, voi dell’entourage del giocatore vi aspettavate un’esplosione già in questa stagione? Parliamo di un ragazzo del 2004, che avrebbe l’età per giocare ancora in Primavera. “Più che di una esplosione parlerei di una crescita che ha trovato ultimamente conferma nelle partite, ma già negli allenamenti arrivavano da tempo sensazioni positive, bisognava solo aspettare il momento giusto per mettere piede in campo. In questo devo dare molto credito a Ivan Juric: dopo l’errore di Monza altri allenatori lo avrebbero bocciato, mentre lui ha continuato a lavorare sul ragazzo”.

Dal punto di vista umano che tipo è Gvidas? “Un ragazzo di una umiltà incredibile. Da quando lo conosco - e lo abbiamo portato in Italia a 16 anni -non ha mai creato problemi o fatto i capricci. Ha bisogno di poche cose. Non si è mai creato alibi, ha lavorato tanto, ha creduto in quello che gli abbiamo detto noi e i fatti ci stanno dando ragione”.

Come nasce il suo rapporto con Gineitis e come è nata l’operazione che lo ha portato al Torino? “Ho conosciuto il suo agente, Dmitri Vinokourov, tanti anni fa in Africa. Lui è molto attivo nell’area baltica e ha scovato questo giocatore. Il vero protagonista dell’operazione che lo ha portato al Torino è stato Ruggero Ludergnani, attuale responsabile del settore giovanile. A fine gennaio 2022, il Torino stava prendendo Seck e c’è stata la possibilità di inserire nell’affare sia Gineitis che Dell’Aquila. Ruggero mi chiamò prospettando questa possibilità. Il rapporto era già buono perché in precedenza avevamo portato alla sua Spal un altro giocatore, Tunjov. Al Toro è arrivato per la Primavera, e il primo allenatore che ha trovato è stato Coppitelli, poi è arrivato Scurto e di lì a poco sono arrivate le attenzioni della prima squadra. C’è voluto un po’ di tempo per l’adattamento sul piano fisico, ma il percorso è quello giusto”.

Nel frattempo, Gineitis è entrato nel giro della nazionale lituana, quanto lo ha aiutato questa esperienza? Lo ha aiutato non poco perché gli ha permesso di confrontarsi con il calcio dei grandi in un momento in cui nel Toro non giocava. In Lituania sono pazzi di lui, credo sia il miglior 2004 che hanno”.

A gennaio 2024 avete valutato l’opzione del prestito? Noi avremmo voluto portarlo altrove per farlo giocare, non lo nascondo. In quel momento Gvidas faticava a vedere il campo e ci spaventava il fatto che avrebbe avuto a disposizione solo la finestra di marzo per raccogliere minuti in campo con la Lituania. Ma il direttore Vagnati, dopo aver parlato col tecnico Juric, mi ha detto che per loro questa non era una possibilità, e che volevano tenere il giocatore”.

Poi sono arrivate le buone prestazioni e il rinnovo di contratto…“A Vagnati e Moretti avevamo fatto presente che, dal momento in cui avevano negato l’ipotesi del prestito, era nata la necessità di un adeguamento contrattuale del calciatore affinchè raggiungesse standard da Serie A. Hanno risposto che, se il ragazzo avesse dimostrato di meritarlo, l’accordo sarebbe stato trovato. Sono stati di parola e sono stati lungimiranti, perché – come è normale che sia quando in Serie A si affaccia un volto nuovo di questa età – diversi club avevano richiesto informazioni. Ma a nostro avviso, il percorso di Gvidas ad oggi deve prevedere almeno un paio di anni nel Torino, continuando a dimostrare il suo valore e accettando anche eventuali periodi di panchina”.

C’è stato un momento in cui si è reso conto che avete per le mani un talento importante? “Sì, ed è stato quando Gineitis ci ha detto che durante Cagliari-Torino, in occasione di una punizione dal limite, Zapata aveva incaricato Gvidas della battuta. Si è trattata di una sorta di investitura da parte di un giocatore importante. È la dimostrazione che in uno spogliatoio i calciatori più esperti apprezzano un giovane umile e lavoratore come Gineitis”.

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