A Castiglione nel nome di Aldo Agroppi

CASTIGLIONE TORINESEAldo Agroppi un uomo magico e mistico per i tifosi granata con il cangiante accento toscano, il grande fustigatore dei bianconeri, è il simbolo del Toro Club di Castiglione Torinese, ameno comune della collina di Torino. I cuori granata si sono ritrovati al ristorante “Aprà” per festeggiare il centenario e scambiarsi gli auguri del nuovo anno….

di Ermanno Eandi

CASTIGLIONE TORINESEAldo Agroppi un uomo magico e mistico per i tifosi granata con il cangiante accento toscano, il grande fustigatore dei bianconeri, è il simbolo del Toro Club di Castiglione Torinese, ameno comune della collina di Torino. I cuori granata si sono ritrovati al ristorante “Aprà” per festeggiare il centenario e scambiarsi gli auguri del nuovo anno. Sono circa duecento, tutti allegri e felici per gli ottimi risultati della squadra.
‘Aldo Agroppi è un giocatore che ha la maglia granata incisa sulla pelle – sostiene Remigio Vendramin, il presidente – un eroe del passato e un monito per gli attuali calciatori del Toro’.

Il club è appena nato, esiste da due mesi ma è attivissimo. ‘È una avventura gratificante, esserne il presidente – prosegue Remigio – Il primo requisito dei nostri soci è quello di essere antibianconero, ma sempre con garbo e un grande attaccamento alla fede granata. Attualmente abbiamo trecentoventi soci, in due mesi è una cifra che sfiora l’incredibile’. Per l’occasione della cena sociale è presentata la loro bella maglietta con lo scudetto antichizzato che ricorda gli invincibili eroi di Superga.

‘Effettivamente ci siamo ispirati alla maglia di Valentino Mazzola, perché il passato e il presente sono un tutt’uno per noi del Toro, con il ricavato delle vendite adotteremo un bambino a distanza’. Un luogo caratteristico di Castiglione è il Bar del “tramway”, un locale con il profumo d’antico, e le bandiere granata esposte all’esterno, da sempre avamposto e oasi dei tifosi del Toro, il proprietario, il signor Brunero, ci spiega le difficoltà di essere granata: ‘Negli anni passati palesare la nostra fede è stato molto duro, subire il beffeggiare dei bianconeri. Adesso però la musica è cambiata. Stiamo vivendo un momento da sogno, noi in A, la Juve in B, è bellissimo: attendo lo scudetto per raggiungere l’apice della gioia’.

La serata è piacevolissima, la musica allieta l’anima e i cori della Maratona echeggiano nella sala. Unico ospite della serata è l’avvocato Pier Luigi Marengo, presidente del Toro per un attimo, ricordato per il lodo dai tifosi. ‘Cento, per me, vuol dire tantissimo – spiega Marengo – il giorno del centenario avevo gli occhi umidi, pensavo a quindi mesi prima quando il Toro non c’era più. Mi sono sentito, un po’ complice di quell’evento, con gli amici del Lodo, abbiamo fatto in modo che il Torino non morisse. Noi siamo stati l’ostetrica di questo nuovo Toro, abbiamo tenuto in mano il neonato , gli abbiamo fatto fare il primo vagito e infine l’abbiamo dato a chi poteva allevarlo come Dio comanda, facendone una squadra vera. Come noi granata non c’è nessuno, siamo stati temprati da tutto e non siamo mai morti’.

Anche a Castiglione la fede trionfa, il neonato club è in festa pronto a vivere con orgoglio il futuro del Toro.

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