Guberti: “Il Torino? Un grande ricordo! La mia squalifica? Un’ingiustizia…”

Guberti: “Il Torino? Un grande ricordo! La mia squalifica? Un’ingiustizia…”

L’ex esterno granata in esclusiva TN: “Cairo e Petrachi possono fare bene a lungo con Ventura. Un anno di stop non avrà fatto bene a Gillet. Cerci? Sarebbe difficile sostituirlo…”

di Marco De Rito, @marcoderito

Stefano Guberti è arrivato al Torino nell’anno della promozione in Serie A, 2011/2012: avrebbe dovuto essere la vera e propria “stella” della stagione ma, purtroppo, si è dovuto immediatamente arrendere alla rottura del legamento crociato che lo ha tenuto per quasi tutto l’anno lontano dai campi. In seguito, la nota vicenda del calcioscommesse, l’ha portato a dover rinunciare a proseguire la propria esperienza in granata, della quale l’esterno offensivo ha parlato ai nostri microfoni, senza trascurare anche gli aspetti più “spinosi”.

Stefano Guberti, che ricordi ha legati al Torino?

Ho dei bei ricordi, è stato un anno molto bello dato che siamo riusciti a risalire in Serie A.

Lei, nell’unica stagione in cui ha militato al Toro, ha subito un infortunio che l’ha tenuta ferma per gran parte del campionato. Come ha vissuto quell’annata?

E’ stata una bella stagione, più per la squadra che al livello personale però. L’unica cosa che contava era la promozione, ed è stata raggiunta quindi l’anno è stato sicuramente positivo. Mi è dispiaciuto per l’infortunio ma sono cose che capitano nel calcio.

Quell’anno vi è pesato non arrivare primi?

L’importante era salire. Io, a Bari con Conte, sono arrivato primo ed è stata una grande soddisfazione ma comunque, quell’anno, l’importante era salire ed il primo posto mancato è passato in secondo piano.

Lei in quell’anno aveva Ventura come tecnico. Cosa ci può dire dell’allenatore granata?

Ventura è un allenatore molto preparato, non sono solo io a dirlo ma anche i risultati. E’ riuscito a riportare il Torino in Serie A e anche in Europa League dopo tanti anni.

Gillet è stato fermo, anche lui, un anno per la vicenda calcioscomesse. Adesso che rientra chi vede meglio tra lui e Padelli?

Non sono decisioni che competono a me. Certamente Gillet è stato tanti anni con Ventura e di conseguenza si conoscono benissimo, Padelli non lo conosco bene, l’ho incontrato solo ogni tanto giocandoci contro quindi per me è difficile esprimere un’opinione. A Gillet la faccenda calcioscomesse ha fatto perdere un anno importante e sicuramente non gli ha fatto bene, sarà una bella lotta.

Cairo e Petrachi, potrebbero risultare la coppia vincente ancora per molti anni?

Lo possono essere sicuramente, se riescono a mantenere i risultati e sopratutto la preparazione che hanno avuto in questi anni, possono far bene insieme a mister Ventura ancora a lungo. Nel calcio si vive di risultati e quindi sicuramente dipenderà molto da questo fattore, se riescono a proseguire nel percorso intrapreso possono migliorare di anno in anno.

Che ricordi ha del tifo granata?

Bello, per la storia e per attaccamento alla maglia che hanno i tifosi. Dev’essere stato ancora più bello negli anni d’oro. Quando sono arrivato io, purtroppo, il Torino veniva da due anni di Serie B, e l’umore non era dei migliori, ma le cose si sono immediatamente risollevate.

Secondo lei il Torino si è meritato l’Europa nonostante la diatriba con il Parma?

Io penso che se lo meritassero tutte e due le squadre ma se ci sono delle regole bisogna rispettarle. Sicuramente se lo meritavano sia il Toro che il Parma.

Come vede questa stagione che verrà, con il Toro impegnato anche in Europa?

Non sarà facile. Avere un impegno in più a settimana non è semplice, sia mentalmente che fisicamente. Bisogna avere una rosa all’altezza per avere dei pronti sostituti in caso di assenze o per ricambiare i giocatori stanchi. Presumo che l’impegno del Torino sia quello di fare bene in campionato, l’Europa League è sicuramente una cosa bella ma già arrivare ai gironi sarebbe una bella cosa.

La preparazione anticipata potrebbe influire nel proseguo del campionato?

In teoria si. Anche se, conoscendo il preparatissimo staff di Ventura, cercheranno di arrivare fino a dicembre con la benzina che hanno messo nella preparazione estiva poi a Natale, sicuramente, ci sarà un ulteriore ritiro per preparare la fine del campionato.

Si parla tanto di una probabile cessione di Cerci. Secondo lei è sostituibile l’asso granata?

Non è facile sostituire Cerci. Immobile sono riusciti a sostituirlo con un grande attaccante come Quagliarella mentre Alessio difficilmente sarà sostituibile. Lui è il giocatore ideale per il gioco di Ventura, le azioni granata partono dai suoi piedi, inoltre in campo ti crea superiorità numerica e scompensi nella difesa avversaria. Dovesse partire pure lui sicuramente sarebbe un assenza importante ma ci sono altri giocatori capaci come Barreto, che comunque è un ottimo calciatore e spero possa fare bene quest’anno dato che la stagione scorsa ha giocato sottotono.

Si rivede come gioco in Cerci?

Si, è più o meno simile. Alessio, a differenza mia, ha più potenza. Io ero più bravo nello stretto, lui invece a campo aperto è devastante.

Cosa ci può dire della vicenda calcioscomesse che la sta tenendo fuori dai campi da gioco?

Non l’ho vissuta per niente bene. Ho subito una grandissima ingiustizia e spero che mi venga dato quello che mi hanno tolto. Sto ancora procedendo a livello di iter burocratico perché sono sicuro delle mie ragioni. E’ stata una vicenda trattata in maniera frettolosa perché dovevano iniziare i campionati e si aveva premura di decidere dove far giocare le squadre. Qualcuno doveva pagare, non potevano lasciar perdere tutto e molti giocatori sono stati coinvolti ingiustamente. Sono stati date sentenze in maniera frettolosa e non si è dato peso al fatto che una squalifica a un giocatore genera conseguenze pesanti. Oltre alla parte sportiva, dietro ai calciatori ci sono uomini con famiglia e queste sentenze possono rovinare delle persone.

Pensa di rientrare nel mondo del calcio?

Spero di si, mi manca molto.

In quale ruolo vuole rientrare nella scena calcistica?

Io spero di riuscire entrare ancora per qualche anno come calciatore e poi vorrei allenare, questo è un mio pallino.

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