Sandro Mazzola: “Sogno ancora di giocare con mio padre al Fila”

L’intervista / Il figlio del capitano del Grande Torino: “Dopo la tragedia di Superga la compagna di mio padre mi rapì. Io alla Juventus? C’era la possibilità ma non avrei mai potuto…”

di Redazione Toro News

“Il mio primo ricordo è legato al Filadelfia quando vestito di granata entravo a mano con mio padre per tirare i rigori a Bacigalupo. Il portiere, in accordo con mio papà, mi faceva segnare e poi io facevo il giro del campo esultando”. Così incomincia la commuovente intervista di Sandro Mazzola al “Corriere della Sera”. Il figlio di Valentino si racconta ad Aldo Cazzullo rievocando anche il capitano del Grande Torino.

Sui ricordi dell’epoca l’ex Inter continua a raccontare: “Vivevo con mio padre e la sua compagna, visto che era separato da mia madre. Ero la mascotte della squadra: passavo molto tempo a casa del presidente Ferruccio Novo che non aveva figli e mi aveva un po’ adottato. Al Fila avevo un’armadietto tutto mio a fianco a quello di mio papà e passavo le giornata a giocare con le figlie di Loik e Grezar che sento tutt’oggi”. 

Mazzola e loik

L’ex attaccante prosegue così su Valentino: “Veniva dalla famiglia più povera di Cassano d’Adda e, per non iniziare a rubare come faceva suo fratello, si arruolò alla marina di Venezia dove lo notò un talent scout. Così inizio la sua carriera che poi lo portò al Torino nel periodo della guerra dove fu costretto a fare l’operaio Fiat per non andare in Russia.  Successivamente, per arrotondare lo stipendio, si mise a vendere anche palloni”. 

Andando avanti con gli aneddoti si arriva al tragico 4 maggio 1949: “Nessuno mi avvisò della sciagura aerea. La compagna di mio padre mi rapì e mi affidò ad una coppia di amici: devo ancora capire se l’ha fatto per l’eredità o per tenere con sé un pezzo del suo uomo. Fatto sta che mia madre si fece supportare da carabinieri e tifosi del Toro che dopo un mese mi trovarono e mi riportarono a casa. Dove trovai mio fratello Ferruccio di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza. Non mi raccontarono subito di Superga ma io avevo già intuito qualcosa e dopo che sentii, di nascosto, mia mamma che si sfogava con un’amica al telefono riguardo la morte di mio padre capii che lui non sarebbe più tornato da quel lungo viaggio”. 

Sandro Mazzola
Sandro Mazzola (foto overpress)

Mazzola poi svela come andò la trattativa del suo possibile trasferimento alla Juventus durante la sua carriera da calciatore: “Si era profilata questa possibilità, l’offerta economica era ghiotta. Mia madre però mi disse subito che mio padre si sarebbe rivoltato nella tomba ed aveva ragione: il figlio del capitano del Toro non poteva andare nella Juve. Così saltò tutto”.

Toro, Valentino Mazzola: l’eterno capitano

Infine Sandro conclude il colloquio con il Corriere raccontando come il ricordo di Valentino sia ancora vivo in lui: “Mio padre lo cerco sempre, quando andavo in Rai mi facevo sempre dare i suoi video mentre giocava. Ma non è tutto, di notte sogno che io e mio papà siamo al Fila: io gli passo la palla e lui segna dopo lui la passa a me ed io segno ma questa volta senza Bacigalupo. Penso che dopo la vita troverò mio padre e giocheremo insieme come nei miei sogni”. 

 

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  1. contegranata - 4 anni fa

    Passaggi di un intervista assai toccante, nonostante Sandro Mazzola sia poco legato al colore Granata!
    Sono felice che Sandro abbia avuto tutto con il calcio. La sua infanzia non fu per nulla facile. Certe tragedie segnano l’anima di una persona.

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  2. ddavide69 - 4 anni fa

    Penso non ci sia altro da dire, altri tempi ma soprattutto altri UOMINI.

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