Fonseca e l’arbitro battono Giampaolo: ma il granata lancia la rivoluzione

Il Confronto / Giampaolo ha puntato nuovamente sul 3-5-2 ma ha cambiato moltissimi interpreti lanciando un messaggio inequivocabile allo spogliatoio

di Andrea Calderoni

L’orgoglio del Torino si è fatto vivo nella parte conclusiva di una gara nata male contro un avversario più forte come la Roma. I granata hanno avuto il merito di non alzare bianca a gara ormai compromessa: né sul 2 a 0 con l’uomo in meno, tanto da colpire una grande traversa con Edera, né sul 3 a 0 sempre naturalmente in 10 contro 11, tanto da segnare il gol della bandiera con Belotti. L’orgoglio granata è emerso anche grazie alle scelte e alle parole d’incitamento spese da Marco Giampaolo. Nel momento della realizzazione del 3 a 1 ha cercato di infondere coraggio alla sua squadra passando alla difesa a quattro. Ha tolto, infatti, un centrale di difesa come Buongiorno e ha inserito un attaccante da affiancare a Belotti, ovvero Bonazzoli. Sono segnali piccoli, ma importanti per un gruppo da recuperare in primo luogo mentalmente. Anche dalla panchina Giampaolo non ha mai smesso di spingere i suoi a provare la giocata in verticale, offensiva e magari rischiosa. I suoi hanno recepito e hanno chiuso in crescendo una partita indirizzata dall’arbitro Abisso.

RIVOLUZIONE – Parlando della gestione di gara del tecnico, il tema di copertina tuttavia è rappresentato da come ha deciso di affrontare dal 1’ la Roma di Paulo Fonseca. Giampaolo ha, difatti, rivoluzionato la squadra. Ha proposto un 11 inedito e ricco di soprese, a partire da Buongiorno e Milinkovic-Savic titolari. Inoltre, Giampaolo ha schierato Meité davanti alla difesa, ha riproposto Lukic da mezzapunta e ha insistito con Vojvoda sulla sinistra. E poi ha soprattutto lasciato in panchina a meditare alcuni (ex) califfi dello spogliatoio, su tutti Nkoulou e Sirigu. Ha voluto scuotere lo spogliatoio, dopo cinque giorni di ritiro e le dichiarazioni molto forti del presidente Urbano Cairo, con scelte coraggiose ma quanto mai necessarie in un momento complicatissimo per il suo Torino. Ha messo davanti le motivazioni alle qualità tecniche e al curriculum dei suoi giocatori. La strada battuta ha già prodotto un risultato: il Torino ieri sera, anche grazie ad una Roma che ha giocato una ripresa ampiamente sotto ritmo, non ha sbracato.

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ORGOGLIO – La sconfitta è arrivata, i gol incassati pure e la conquista di punti è stata (ancora una volta) rimandata, ma in 10 contro 11 all’Olimpico contro una Roma in fiducia era difficile attendersi qualcosa di diverso. I problemi irrisolti nel Torino restano tanti, ma i primi messaggi Giampaolo li ha spediti forti e chiari. Aveva annunciato che “prima di tutto viene il Toro” e dalle scelte effettuate sembra aver individuato chi al momento mette realmente il Toro davanti a tutto. Dal punto di vista tattico, infine, ha tentato di arginare la Roma, la miglior squadra in Serie A per possesso palla, con la densità a metà campo. Il piano partita è stato ovviamente mandato all’aria dall’espulsione di Singo e le sostituzioni seguenti sono state condizionate da questo. Giampaolo, insomma, ha gestito come poteva la situazione dopo l’affrettata espulsione di Singo. Ma la partita di domenica col Bologna assume ora un’importanza decisiva per il suo futuro.

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  1. Junior - 4 settimane fa

    Voglio vedere se la lasciata in panchina di quei giocatori precede la loro cessione a gennaio. Quindi hanno chiesto di andare via? Come dice Cairo chi non vuole stare sarà ceduto.

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  2. fabio.tesei6_13657766 - 4 settimane fa

    La rivoluzione di Gianpaolo non la si può giudicare ieri sera. La”partita’, è stata già decisa prima si è visto chiaramente. Però credo che lo spogliatoio sia una bomba che bisogna disinnescare con il mercato di gennaio. Chiunque sia l’allenatore. Con Bologna e Parma sei punti sono d’obbligo altrimenti è finita.

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  3. nonnogranata - 4 settimane fa

    Come ulteriore conseguenza dello scandaloso arbitraggio di Abisso ci sarà la squalifica di Singo per domenica : qualcuno dirà che non bisogna appigliarsi a scuse e non si deve piangersi addosso ma lasciatemi dire obiettivamente che, a parte i nostri innumerevoli demeriti (società e giocatori) in tutto questo avvio di campionato la fortuna proprio non ci è stata amica, mentre sappiamo bene quanta importanza hanno nel determinare i risultati anche gli episodi…sarebbe giusto che la ruota girasse anche nell’altro verso, vedremo!

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  4. ivan Jordan - 4 settimane fa

    Col il senno di poi siamo tutti bravi, io per primo.
    Tuttavia ritengo che Gianpaolo ha fatto bene nel tentare la rivoluzione di uomini da un lato e male nel proporla ieri sera.
    Ovvero e per essere chiari: Sirigu lo si doveva panchinare già nel derby, Meitè (comunque insufficiente ma attenzione al fatto che siamo rimasti in dieci subito) regista forse fin dalla prima e via così. I senatori li si doveva mettere in discussione (ed in turnazione) fin dalle prime giornate e non ridursi a giocare le carte della disperazione tutte e tutte insieme.
    Ora se io fossi in Giampaolo (che se non vince col Bologna meglio sarebbe se Natale andasse a farselo al suo paese) lascerei comunque fuori squadra Izzo, Nkoulou, Sirigu, Verdi e Zaza. Farei riposare sua maestà Linetty perchè francamente trovo stucchevole la titolarità fissa di uno che ha giocato una bella partita su millemila e proverei a giocare con gli altri.
    Alla riapertura delle liste via tutti quelli di cui sopra, anche a costo di pagargli parte dell’ingaggio (ma perdere la serie A costerebbe molto di più)e cercare peones.

    Temo che Cairo cambierà l’allenatore e si terrà tutti questi paraprofessionisti accendendo un cero a qualche santo e non capendo, o facendo finta di non capire, che quando arrivano i Raiola arrivano i casini.

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    1. Mix_1 - 4 settimane fa

      invece credo che avverrà il contrario, venderà per monetizzare il più possibile per non portare la rosa attuale al calvario della serie B con conseguente e inevitabile svalutazione dei giocatori e terrà l’attuale incompetente sfigato al timone della nave che affonda.
      ma che sia chiaro, è solo un mio presentimento

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