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Il figlio batte il padre calcistico: magistrale lezione di Juric a Gasperini

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Il Torino ha dominato in lungo e in largo l'Atalanta e ha strameritato il 3 a 0 finale. Altra conferma per il passaggio alle due punte
Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 

Il padre calcistico è stato sconfitto dal figlio ed è stato sconfitto in modo eclatante, nonostante tutte le attenuanti del caso (impegno di giovedì in Europa e assenze illustri in tutti i reparti). Ivan Juric ha strameritato di battere per 3 a 0 Gian Piero Gasperini nel monday night di Torino. I granata sono stati superiori in tutto all'Atalanta e hanno sfornato una prestazione finalmente completa di ogni ingrediente. Nelle ultime settimane la crescita era stata evidente ed era stata favorita senz'ombra di dubbio dal cambio di modulo. Il passaggio alle due punte (3-5-2 o 3-4-1-2), tanto sostenuto fin dopo il derby della Mole da Toro News, ha fatto svoltare la squadra, anche se non sempre sono arrivati i risultati (vedi eliminazione dalla Coppa Italia contro il Frosinone). L'unico vero scivolone dell'ultimo periodo, quello che va dalla seconda sosta per le Nazionali in avanti, è stato a Bologna. In tante altre circostanze era sempre mancato il famoso centesimo per fare l'euro e alcune volte era mancato anche per fattori esterni (vedi errori arbitrali). Ieri sera, lunedì 4 dicembre, la ricetta di Juric è uscita squisita e ogni ingrediente ha fatto il proprio effetto. Anche i gol, grandi assenti della prima parte della stagione, sono fioccati e sono stati segnati da due giocatori non casuali: Duvan Zapata e Antonio Sanabria, le due punte tanto funzionali per come è costruita la rosa granata del 2023/2024. Il 3-5-2 (ieri nella veste leggermente rivisitata del 3-4-1-2) ha superato definitivamente l'esame di maturità e ha evidenziato, una volta di più, che Vlasic ne può trarre tanti vantaggi sia da unico trequartista sia da eventuale mezz'ala. La crescita del Torino è stata proporziale a quella del croato e non è un caso che entrambi siano progrediti grazie al passaggio da una a due punte.

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Un Toro aggressivo anche dopo il vantaggio: atteggiamento giusto dall'inizio alla fine

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Il Torino ha dato l'impressione nella serata di ieri di giocare come se dovesse sempre recuperare la partita. Avanti di un gol ha continuato ad aggredire alto e a proporre gioco; lo stesso è accaduto quando si è trovato avanti di due reti. Quest'aspetto è probabilmente uno dei più significativi della serata e anche Juric ha voluto rimarcarlo: "Noi vogliamo giocare sempre allo stesso modo e non cambiare anche se andiamo in vantaggio. I ragazzi hanno gestito benissimo, sul 2-0 ci sono stati tanti momenti di possesso, di calma e di lucidità e bisogna continuare così" (LEGGI QUI). L'atteggiamento del Torino è stato ottimale dall'inizio alla fine e proprio per questo la scusa dell'impegno ravvicinato dell'Atalanta in Europa vale fino a un certo punto. Un conto è calare alla distanza, un conto è essere in difficoltà dal primo all'ultimo minuto. Un aspetto bisogna rimarcarlo: i demeriti dell'Atalanta sono stati amplificati da un Torino frizzante, reattivo e organizzato.

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Status quo fino all'84': Juric conserva a lungo l'11 iniziale

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Tra gli altri, è migliorato sensibilmente nell'ultimo periodo Linetty, che nella prossima giornata a Frosinone sarà squalificato. Il polacco si è confermato prezioso jolly del centrocampo del Torino e sa donare tempi e giocate che facilitano il compito a tutti gli altri. Juric, nonostante l'ammonizione in avvio di gara, ha deciso di mantenerlo in campo fino all'84'. Si è preso un rischio, ma un rischio calcolato perché sapeva di poter contare sull'esperienza del giocatore. Linetty ha convissuto al meglio con la spada di Damocle dell'ammonizione sulla testa ed è stato uno dei segreti del trionfo. Juric è stato bravo a non toglierlo a inizio ripresa o all'ora di gioco, sapendo che un altro Linetty non era pescabile dalla panchina. Anche Buongiorno è stato ammonito a inizio secondo tempo ma non è stato cambiato. Del resto, senza più Schuurs, il Torino non può permettersi di restare anche senza Buongiorno. La lettura tattica di Juric è stata molto lucida. La squadra girava alla perfezione e fino all'84' ha deciso di mantenerla intatta, segno che le cinque sostituzioni sono una possibilità, non un obbligo. Dall'altra parte, Gasperini ha tentato di sovvertire le sorti della partita già a inizio ripresa con Holm e Muriel ma la scossa non è arrivata. Un appunto al tecnico della Dea: Miranchuk in campo per 92 minuti è sembrato davvero eccessivo; il russo è stato impalpabile contro la sua ex squadra e meritava di uscire ben prima.

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