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Juric sbatte su Cioffi: il tecnico ospite pensa a chiudersi e per poco non vince

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Il confronto tra Ivan Juric e Gabriele Cioffi al termine del match tra Torino e Udinese finito 1 a 1 grazie ai gol di Zarraga e Ilic
Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 

Si sapeva che la fisicità dell'Udinese avrebbe potuto rappresentare un ostacolo per il Torino e proprio per questo la gara contro i bianconeri doveva essere presa con le molle, ancor più di quelle con Atalanta ed Empoli dell'ultimo periodo. Perdere sarebbe stato una beffa, il pareggio non soddisfa pienamente il mondo granata ma è già qualcosa vedendo come si erano sviluppate le operazioni. Dal punto di vista della mole del gioco prodotto Ivan Juric ha fatto meglio del collega Gabriele Cioffi. Tuttavia, la partita di contenimento impostata dall'Udinese è funzionata e sta anzi producendo il massimo risultato. Cioffi si è detto soddisfatto di quanto visto ("Abbiamo fatto quello che dovevamo fare. La nostra idea era quella di lasciare a loro il possesso. Credo che per i contenuti che ha il Torino gli abbiamo concesso pochissimo") e lo stesso ha affermato anche Juric ("La squadra stava bene in campo e ha giocato come doveva fare senza subire contropiede, devi stare molto attento alla loro velocità"). Dal punto di vista tattico, perciò, i due strateghi non hanno nulla da appuntare alle loro squadre, ma entrambi hanno un rammarico: quello granata è di aver concretizzato poco della mole di gioco prodotta, quello bianconero è di aver preso gol nel finale su un cross uscito male.

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Il peso di Linetty e Bellanova in questo Toro di fine 2023

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La chiave della contesa sta in una frase spesa da Juric in conferenza stampa. "Quando arrivi davanti alla porta devi alzare il livello - ha detto -. In altre partite ci siamo riusciti, oggi no". In effetti, i numeri dicono che il Torino ha nettamente dominato l'avversario (14 tiri torali, 62% di possesso palla, quasi 500 passaggi, 8 calci d'angolo) ma è mancata l'ultima giocata. Nel Torino hanno certamente pesato due assenze. La prima riguarda la corsia di destra, la seconda il cuore del centrocampo. Bellanova al momento è l'esterno più incisivo del lotto granata e Soppy, ostacolato da un problema fisico e al rientro da titolare dopo oltre due mesi e mezzo, non ha garantito la stessa qualità in spinta dell'ex Cagliari e Inter. Linetty è stato l'uomo decisivo del cambio di passo del Torino da novembre a oggi perché sa donare quel giusto mix di qualità e quantità. L'apporto che sa offrire Linetty è a oggi preziosissimo e nell'arco della gara la sua assenza ha pesato. Lo stesso Juric ha detto: "Sono molto soddisfatto dalle prestazioni di Ricci e Ilic. A loro però mancano ancora alcune caratteristiche". 

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Le mosse di Cioffi sono vincenti: Zarraga impiega 10 minuti per segnare

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Le mosse dalla panchina di Cioffi sono state promosse dai fatti. L'ingresso di Zarraga ha prodotto il gol del vantaggio. Ci sono voluti appena dieci minuti al neoentrato per bucare Milinkovic-Savic. Tra l'altro, al 70' Cioffi ha optato per un doppio cambio coraggioso togliendo l'uomo più qualitativo del proprio centrocampo, ovvero Samardzic. Sono entrati Zarraga e anche Ehizibue e i due cambi hanno prodotto l'effetto desiderato. Non altrettanto utile è stata la principale mossa del croato che per cercare di vincere la partita è tornato ad affidarsi a Radonjic. "Poteva fare meglio, ma è un giocatore del Toro che io provo ad usare al meglio. Quando penso che possa dare qualcosa alla nostra causa giocherà, lui come tutti quanti" ha precisato categorico Juric. Il serbo ha avuto a disposizione un quarto d'ora più recupero e ha preso il posto di un Vlasic a corrente alternata. Juric si è limitato solamente ad altri due cambi, scegliendo di cambiare interpreti sulle corsie a conferma del fatto che chi ha giocato dal 1' non ha inciso abbastanza: Vojvoda dentro, Soppy al rientro da titolare fuori (57'). Poi, dentro Karamoh per Lazaro. Per riprendere la partita il tecnico non ha gettato nella mischia il terzo attaccante a disposizione, ovvero Pellegri ("Ho già inserito sia Karamoh che Radonjic con Sanabria e Zapata, mi bastava e avanzava"). C'è da dire che togliere Sanabria e Zapata non era facile e aggiungere un'ulteriore prima punta appariva eccessivo. La gestione della gara da parte di Juric è quindi sembrata corretta, certo è che i cambi di Cioffi hanno fatto meglio di quelli del croato.

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