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Napoli-Torino 1-0, Kone: “L’esordio un sogno. Ma sono stato male per il rigore”

NAPLES, ITALY - OCTOBER 17: Piotr Zielinski of SSC Napoli battles for possession with Ben Lhassine Kone of Torino FC during the Serie A match between SSC Napoli and Torino FC at Stadio Diego Armando Maradona on October 17, 2021 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Le parole dei protagonisti del match al termine della sfida tra Napoli e Torino dell'ottavo turno di Serie A

Redazione Toro News

Il 17 ottobre 2021 è un giorno da ricordare per Ben Kone, che in Napoli-Torino ha messo a segno l’esordio in Serie A subentrando all’ottavo minuto all’infortunato Rolando Mandragora. “Un’emozione incredibile – ha detto il giovane centrocampista a Torino Channel dopo la partita -, un momento che si sogna fin da bambini. Quella di stasera era una partita importantissima e io non mi aspettavo di entrare. Il mister mi ha fatto rimanere dopo il mercato e l’ho fatto con l’idea di allenarmi forte e farmi trovare pronto. Il lavoro in settimana è ciò che mi ha fatto reggere questi minuti”.

IL LEGAME CON SOCIETA' E COMPAGNI - Kone parla così del suo rapporto con Juric: “Lui esige il massimo da tutti noi, dal momento in cui entriamo al Filadelfia. Con lui ho un rapporto quasi di “nonnismo”, quando sbaglio qualcosa mi rimprovera e mi dice cosa devo fare. Lui dà molta importanza al lavoro e chiede massima concentrazione”. Sul rigore procurato da Kone e poi parato da Vanja: “In quel momento mi sono sentito male. Ho sbagliato anzitutto il posizionamento iniziale. Dovevo stare più avanti per dargli meno spazio di inserirsi e invece mi sono schiacciato troppo verso la porta. Arrivata la palla, ho messo il piede e lui è stato furbo nell’anticiparmi. Non deve più succedere”.

IL PASSATO E IL FUTURO - Kone parla poi del suo legame con la maglia granata: “Il Torino mi ha dato tutto, mi ha preso dai dilettanti della Vigor Perconti che non ero nessuno e hanno lavorato su di me per tanti anni. Posso solo ringraziare società e mister per la fiducia e promettere il massimo dell’impegno per farmi trovare pronto. Con i compagni siamo una famiglia, ci troviamo bene e scherziamo ma sul campo ci impegniamo al massimo. Passo spesso del tempo con Singo, viene spesso a casa mia, siamo sempre insieme. Il fatto di fare spesso cena e colazione con i compagni è un’altra cosa che ci aiuta a fare gruppo. Izzo dice sempre che l’allenamento comprende anche il pranzo e ha ragione, è una bella idea”.

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