Napoli-Torino, mercati di gennaio a confronto: azzurri “paperoni”, granata al risparmio

Calciomercato / Il Napoli è la squadra che ha speso di più in Serie A nell’ultima sessione di calciomercato, il Torino tra quelle che hanno speso meno

di Nicolò Muggianu

Da una parte la squadra che ha speso di più in tutta la Serie A, dall’altra una di quelle che ha speso meno. Tra le storie da raccontare di Napoli-Torino c’è anche questa: quella che parla di un confronto senza storia per quanto riguarda l’ultimo mercato di riparazione a gennaio. Le cifre investite dai due club sono agli antipodi: 65,5 milioni investiti dal Napoli, contro lo zero spaccato del Torino.

NAPOLI – La squadra di De Laurentiis è stata la regina indiscussa del calciomercato invernale. Prima in Serie A e seconda in Europa per milioni investiti nell’ultimo mercato di riparazione: ben 65,5. Un vero e proprio colpo di spugna quello operato dal ds azzurro Giuntoli, che ha regalato a Gattuso gli acquisti di Demme (12 milioni dal Lipsia), Lobotka (20 milioni al Celta Vigo) e Politano; arrivato dall’Inter per 2,5 milioni ma con un obbligo di riscatto fissato a 19 milioni di euro che scatterà automaticamente nel 2021. Da non dimenticare poi anche gli acquisti di Rrahmani (14 milioni al Verona) e Petagna (17 milioni alla Spal), che vestiranno la maglia azzurra soltanto a fine campionato.

TORINO – Nessun nome, invece, alla voce “acquisti” del mercato invernale del Torino. Un calciomercato improntato, su dirette indicazioni di Mazzarri per quella che è stata la spiegazione del presidente Cairo, più allo sfoltimento della rosa che non al potenziamento della stessa; con le cessioni a titolo definitivo di Bonifazi e Parigini e quella in prestito di Iago Falque. Ma, per la prima volta nell’era Cairo (LEGGI QUI), nessuna operazione in entrata è stato fatto per la prima squadra. Una scelta che ha sortito effetti opposti rispetto a quella del Napoli: la squadra di De Laurentiis si è rialzata e oggi è in piena lotta Europa League, mentre il Torino naviga al 14° posto con la zona retrocessione pericolosamente vicina.

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