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Torino, Berenguer per convincere Mazzarri dovrà adattarsi

Marco Notaro

Focus On / Lo spagnolo ha giocato una prima stagione discreta, ma adesso dovrà meritarsi la conferma dimostrando la sua adattabilità tattica al tecnico livornese

Tutti sotto esame: con l’obiettivo del settimo posto ormai lontano, il Toro – per stessa ammissione di Mazzarri, l’allenatore, e di Cairo, il presidente – utilizzerà le partite che restano nella stagione per valutare i calciatori attualmente a disposizione e decidere sulla loro permanenza. Andiamo, quindi, ad analizzare singolarmente le posizioni dei vari elementi della rosa del Torino: impossibile dire con certezza, oggi, quale sarà il loro futuro, possibile invece evidenziare quali sono le premesse.

Nella settimana prima di Pasqua che porterà il Toro a sfidare il Cagliari, Mazzarri e la dirigenza continuano a lavorare in chiave futura. Gli obiettivi sono lontani e bisognerà riflettere su quali giocatori puntare per ripartire. Tra gli acquisti di quest'anno c'era anche Alejandro Berenguer, un giocatore che ha dimostrato qualche buono spunto ma poca continuità nell'arco della stagione. La sua età (classe 1995) e la sua versatilità potrebbero, però, essere due fattori decisivi per riconfermarlo.

ADATTABILITÀ – Seppure non abbia giocato sempre, Berenguer ha dimostrato spesso di essere una freccia in più nell'arco di Walter Mazzarri. Sono 907 i suoi minuti di gioco in Serie A, 19 presenze, solo un gol - nella trasferta di Roma contro la Lazio - e 2 assist. Il tecnico livornese lo ha sfruttato quasi sempre come ala sinistra d'attacco. Il ragazzo di Pamplona ha dimostrato di avere buone doti tecniche ed è bravissimo nel dribbling, ma c'è da migliorare sotto il punto di vista della continuità. Certo non sarà stato facile adattarsi alla Serie A, dopo aver trascorso tutta la carriera all'Osasuna ed è per questo che Berenguer meriterebbe forse un'altra chance. Il numero 21 granata potrebbe aver patito anche il passaggio ad un campionato molto fisico, come il nostro, ma per convincere Mazzarri a confermarlo punterà soprattutto sulla sua adattabilità tattica. Il tecnico granata, in futuro, dovrebbe cominciare a sfruttare la difesa a 3 e lo spagnolo - che ha già giocato anche da terzino in carriera - dovrà saper dimostrare di poter ricoprire il ruolo di esterno. La sua versatilità potrebbe essere, dunque, la chiave per convincere l'allenatore ed il probabile doppio ruolo che riuscirebbe a ricoprire da esterno offensivo e di centrocampo sarebbe fondamentale per la squadra.

PROSPETTIVA - Berenguer era stato strappato quest'estate all'Osasuna, dopo un grande duello di mercato con il Napoli. Tuttavia, nella prima parte di stagione, il giocatore non è partito alla grande: penalizzato anche da una folta concorrenza nel reparto offensivo dei granata con Niang, Iago Falque, LjajicBoyé - passato a gennaio al Celta Vigo - e l'esplosione di Edera e da un fisiologico periodo di adattamento necessario per tutti gli stranieri che arrivano nel campionato italiano. Il suo acquisto, però, è stato fatto soprattutto in prospettiva futura e adesso toccherà allo spagnolo giocarsi la riconferma in maglia granata.

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