Torino-Juventus, Mazzarri sfida Sarri: in comune solo le origini toscane e il vizio del fumo

Torino-Juventus, Mazzarri sfida Sarri: in comune solo le origini toscane e il vizio del fumo

Il confronto / In vista del Derby della Mole, ecco la sfida tra i due allenatori

di Andrea Marchello, @AndreaMarchell0

Manca sempre meno al Derby della Mole, Torino-Juventus, che segnerà l’undicesima giornata del campionato di Serie A 2019/2020. A sfidarsi, oltre le due squadre del capoluogo piemontese, anche i rispettivi allenatori: Walter Mazzarri per il Torino e Maurizio Sarri per la Juventus. Vediamo il confronto tra i due.

SCONTRI – Il conto dei precedenti non aiuta a dare elementi utili per valutare la sfida tra i due. Che si sono sfidati solo una volta in carriera, pareggiando (Napoli-Torino 2-2 durante la stagione 2017/2018). Adesso si ritroveranno a sfidarsi in un momento ben diverso delle rispettive carriere: il tecnico bianconero arriva all’Olimpico Grande Torino dopo la felice parentesi inglese che lo ha portato a sostituire Massimiliano Allegri sulla panchina della Juve; il tecnico granata invece si avvicina alla sfida con la necessità di fare risultato, visto il clima burrascoso che gli si è creato intorno.

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FILOSOFIE – Benché simili per certi aspetti umani (entrambi toscani e fumatori) e tattici (entrambi molto attenti alla fase difensiva), i due tecnici differiscono ovviamente per la filosofia di gioco. A partire dallo schieramento tattico in difesa. Sarri ha per legge la retroguardia a 4, rimpolpata quest’anno da arrivi importanti (De Ligt e Danilo) ma anche costretta a reinventarsi dopo gli infortuni (Chiellini): qui la mano del tecnico della Juve non si vede ancora appieno, ed ha reso i bianconeri un po’ più vulnerabili rispetto agli ultimi anni, probabilmente per via dell’adattamento lento di De Ligt; Mazzarri invece utilizza una difesa a tre. Dal punto di vista della qualità di gioco, al di là della contingenza che stanno vivendo le due squadre, Sarri si è sempre contraddistinto per il bel gioco, non a caso è stato coniato il termine “sarrismo” per indicare il modo di giocare delle sue squadre, fatto di triangolazioni continue, tanti passaggi veloci e precisi. Le squadre di Mazzarri sono invece sempre state toste, quadrate e poco spettacolari, anche se in carriera l’attuale tecnico granata si è segnalato per aver sempre fatto segnare parecchio i suoi attaccanti.

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FASE OFFENSIVA – Certo il momento delle due squadre non potrà non influire in qualche modo sulla partita. Quest’anno Mazzarri sta vivendo parecchie difficoltà, la squadra sembra ormai aver smarrito la sua identità – ed ha cambiato praticamente una soluzione d’attacco a gara – non riuscendo a trovare la sintesi e l’alchimia giusta tra Belotti, Zaza, Berenguer, Verdi e Falque. Situazione ben diversa per il bianconero, che può contare su una corazzata in attacco: oltre l’inamovibile Cristiano Ronaldo, Sarri può fare affidamento sulla classe di Dybala come sulla sostanza di Higuain, il tutto con a supporto ora di Bernardeschi, ora di Cuadrado. Chissà però che Mazzarri proprio nella partita più sentita non trovi le contromisure giuste, proprio come aveva fatto in quel Napoli-Torino del 2018.

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  1. Ciccio Graziani - 11 mesi fa

    Che tristezza….Mazzarri a Napoli ha fatto secondo e terzo posto, e una Coppa Italia. Ora sicuramente ha dei problemi al Toro, ma i risultati sono gli stessi di Sarri. Mi ricodo Cavani Lavezzi Hamsik, ma anche Grava, Aronica, Cannavaro, Gargano. Ormai si dimentica tutto e lo paragoniamo a Ventura, Colantuono DeBiasi, Beretta…che tristezza

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  2. frasto - 11 mesi fa

    Più che quadrate le squadre di Mazzarri sono fatte per fare molta melina e giocare sul gioco degli altri quando gli avversari lo fanno. Se no si torna alla melina.

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  3. leoj - 11 mesi fa

    La differenza è che Cazzarri il fumo lo butta negli occhi

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  4. eurotoro - 11 mesi fa

    …uno col vizio del bel gioco…l’altro col vizio del non gioco…che tristezza

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