Torino, le lezioni da imparare: la separazione da Mazzarri, giusta ma tardiva

Approfondimento / L’analisi degli errori commessi dalla dirigenza del Torino da inizio anno ad oggi. Secondo punto: l’esonero di Mazzarri

di Nicolò Muggianu

La stagione del Torino fino a questo momento è stata a dir poco al di sotto delle aspettative. Il progetto di inizio campionato era quello di migliorare il settimo posto dello scorso anno, oggi invece i granata si trovano a navigare pericolosamente in zona retrocessione a sole cinque lunghezze dal terz’ultimo posto. A questo punto, dunque, ci pare doveroso chiederci cosa sia andato storto. Quali siano le ragioni del naufragio del progetto-Mazzarri prima e del progetto-Toro poi. Nel primo punto di questo nostro approfondimento abbiamo parlato della gestione di un mercato estivo sicuramente discutibile. 

PROGETTO – Il secondo punto toccato da questa analisi è quello riguardante il divorzio con Walter Mazzarri. Un divorzio parso necessario dopo il vortice di risultati negativi in cui era (ed è tutt’oggi) finito il Torino, ma che non ha convinto per le tempistiche. Tardiva la separazione dal tecnico toscano, che già dopo lo 0-7 contro l’Atalanta (il peggior risultato casalingo della storia granata) pareva al capolinea della sua esperienza sulla panchina del Torino, ma ancora prima già in un paio di occasioni il campanello d’allarme sarebbe dovuto risuonare (il 4-0 subito in casa della Lazio ma soprattutto, visto che poi c’era la pausa natalizia da sfruttare, la sconfitta interna contro la Spal).

RITARDO – Il presidente Cairo credeva in Mazzarri e ha insistito su di lui contro corrente: una scelta che non ha trovato riscontri sul campo, con il Torino eliminato in Coppa Italia e sconfitto successivamente a Lecce per 4-0. Soltanto in quel momento tecnico e società decisero di dividere consensualmente le proprie strade. Una soluzione che, come detto, pare giusta nelle finalità ma sbagliata nelle tempistiche. Soprattutto per quanto riguarda il calciomercato invernale, operato in base alle specifiche di un allenatore il cui destino pareva essere già segnato. Così il suo successore, Moreno Longo, si è trovato a subentrare in corsa – il 4 di febbraio – senza l’opportunità di operare scelte sul mercato; né in entrata né in uscita.

FUTURO – Inevitabili, di conseguenza, le difficoltà riscontrate dall’ex mister di Frosinone e Pro Vercelli; arrivato in una squadra in grande difficoltà fisica e mentale. Una condizione atletica da rivedere e tante lacune, ma questo Longo poteva immaginarselo accettando quella che – almeno sulla carta – era per molti una mission impossible. Una sfida che l’ex tecnico della Primavera granata è chiamato a portare a termine con l’obiettivo della salvezza, provando a rendere meno amara una stagione già fallimentare. Sempre che il campionato si concluda regolarmente, soltanto una volta salvi si ricomincerà a pensare al futuro, se con o senza Longo sulla panchina del Torino sarà soltanto il tempo a dircelo.

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  1. leggendagranata - 8 mesi fa

    C’ è ancora qualcuno che ritiene Mazzarri solo il capro espiatorio di una situazione di cui sarebbe il meno responsabile. A monte ci sono ovviamente gli errori societari, il primo dei quali è l’ averlo ingaggiato strapagandolo, dopo che una modesta squadra del campionato inglese se ne era liberata. Ma Mazzarri ha avuto due gravi colpe: l’ aver depauperato la rosa della squadra, l’ aver insistito su scelte tattiche e su un gioco assai deficitari. Qualcuno continua a citare i 63 punti ottenuti la scorsa stagione, grazie al bottino raccolto nel girone di ritorno (su quelli dell’ andata si sorvola), dimenticando che già erano evidenti la carenze nella manovra, la scarsa capacità della squadra a creare occasioni da gol e la fortuna nell’ ottenere alcuni risultati favorevoli. Molti tifosi, anche su questo sito, lo avevano segnalato, profetizzando quello che è poi accaduto. Ma Mazzarri ha anche colpe gravi nelle scelte dei giocatori: ha lasciato andare via l’ elemento di maggior classe, quel Ljajic che gli aveva già tolto le castagne dal fuoco in più di un’ occasione, si è messo contro le scelte della campagna acquisti della società (con l’ emarginazione immediata di Zaza e Soriano), ha snaturato un elemento prezioso come Iago Falque, imponendogli un ruolo che non gli era congeniale, ha voluto a caro prezzo Verdi (un attaccante cui pensava di far fare il trequartista, rendendosi conto che quel ruolo era scoperto dopo i siluramenti di Ljajic e Soriano), oltre a Laxalt e Bonfazi (per poi disfarsene a gennaio). Non ha riflettuto sul fatto che i rinforzi dovevano essere a centrocampo, il reparto che già la stagione precedente era stato quello più scricchiolante,non ha chiesto rinforzi nella sessione invernale. Sì, andava mandato via prima, per consentire a chi arrivava di fare almeno alcune scelte di mercato a gennaio. Oppure andava tenuto fino a fine stagione.

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  2. GranaSkin - 8 mesi fa

    Al di là del fatto che non si è trattato di un esonero, ma di una risoluzione contrattuale che ha fatto il bene delle casse del Toro. E in questo mondo di mercenari è stato comunque un gesto nobile che rende onore a Mazzarri, questo va riconosciuto.
    In generale, credo che lui sia stato il capro espiatorio di una situazione ai limiti del surreale, credo che lui lo avesse capito da tempo e dalle insistenti voci che girano aveva in più occasioni presentato le dimissioni per togliere qualsiasi fardello dalla squadra.
    Poi ci sono state quelle 2 partite di un altro pianeta per congiunture e svolgimento, intervallate dall’emblema della partita di coppa con il Milan che era un miracolo fino a 1 minuto dalla fine.
    Mazzarri si è fatto da parte, ma l’inizio di Longo è stato ampiamente al di sotto delle aspettative, anche perchè tutti ci aspettavamo uno scatto d’ira fisiologico.
    E invece il nulla, a testimonianza che probabilmnete Mazzarri l’anno scorso aveva compiuto un vero e proprio miracolo, troppo sottovalutato.

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  3. Prawda - 8 mesi fa

    Premetto che leggere ancora un articolo su Mazzarri e’ sinceramente stucchevole, ognuno avra’ legittimamente le sue opinioni ma e’ evidente che i due anni al Torino non saranno ricordati con piacere: gioco inesistente, tattica sparagnina e speculativa come neanche ai tempi di Nereo Rocco, uscite decisamente infelici come quella sui veri tifosi o quella su Chiellini e senza contare lo stillicidio di scuse sempre pronte e la straordinaria capacita’ di scaricare sempre le responsabilita’ su altri.
    Indubbiamente la separazione e’ arrivata troppo tardi, una stagione iniziata male e continuata peggio, con una squadra sempre in ritardo di preparazione e questa e’ sicuramente la piu’ grande responsabilita’ di Mazzarri; tra l’altro Mazzarri non si e’ dimesso, si e’ semmai trattato di una rescissione consensuale, senza che peraltro sia mai stato indicato cosa esattamente le parti abbiano stabilito ed eventualmente quanto sia stato ancora versato ma in ogni caso non si tratta di dimissioni.
    Infine attaccare Longo adesso e’ davvero risibile; io per diversi motivi non l’avrei preso e avrei fatto scelte diverse ma comprendo, pur non condividendole, le ragioni di questa scelta, detto questo non si possono scaricare su Longo le responsabilita’ di una squadra allo sbando, senza gioco e senza condizione fisica.

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  4. Ciccio Graziani - 8 mesi fa

    Ora ci sta pensando Longo con la sua esperienza tra i ragazzini e la serie B a risollevarci. Siamo riusciti a strapparlo alla concorrenza di tante squadre di A e B che lo volevano quando hanno esonerato l allenatore. Infatti era ancora sotto contratto con il Frosinone da un anno e mezzo

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  5. ciscomarco8_14322509 - 8 mesi fa

    Ma ancora lui !!!! Ma basta

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  6. granataLondinese - 8 mesi fa

    E io che speravo che quella foto non l’avreste piu’ riproposta… Ma ovviamente a campionato fermo bisogna ravanare nel passato, un passato che e’ meglio dimenticare

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  7. Mimmo75 - 8 mesi fa

    E no! Diciamo le cose per come stanno: non si è trattato di esonero ma di dimissioni, c’è una differenza sostanziale. Poi son d’accordo sul fatto che le dimissioni andavano accettate quando Mazzarri le presentò (dopo la vittoria a Genova, a novembre). Perchè nessuno meglio di un allenatore sa cosa passa per la testa dei calciatori ed evidentemente, per il bene del Toro ( o si sarebbe fatto esonerare guadagnando fino all’ultimo centesimo), Mazzarri aveva capito che a questi sfaccendati di calciatori andava tolto ogni alibi così come andavano disinnescati i tifosi che remavano contro. Qui l’unico ad aver avuto rispetto per il Toro è stato proprio Mazzarri, quello che voi della redazione definite ingiustamente “esonerato”. Ma il tempo è galantuomo…

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    1. Giaguaro 66 - 8 mesi fa

      Non sono assolutamente d’accordo con la tua analisi faziosa. Mazzarri ha creato danni che ci porteremo dietro a lungo e questo credo sia sotto gli occhi di tutti. Già l’anno scorso in tempi non sospetti scrivevo che sarebbe andata così e purtroppo così è andata. Pur non avendo niente contro l’uomo Mazzarri, che ha tutto il mio rispetto, non condivido il fatto che gli vengano tolte le sue colpe evidenti. Ha creato figli e figliastri, snaturato giocatori e creato un malcontento generale, senza parlare di gioco, nullo, e di condizione atletica, nulla anche quella. Non uno straccio di visione e programmazione a medio termine, e il risultato dell’ultima campagna vendite invernale prima dell’esonero è stata la ciliegina sulla torta. Sull’esonero non ci sono dubbi, che sia stato tardivo altrettanto e poi che abbiano trovato un accordo sui soldi idem, perché sono certo che quel disastro di presidente che ci ritroviamo gli abbia rinnovato il contratto la settimana successiva alla vittoria di Bergamo, vittoria di culo con il solito San Sirigu che ha salvato punti e risultato. Stanne certo che Mazzarri di soldi ne ha presi abbastanza così come ci ha preso per il culo abbastanza con le sue strategie a porte chiuso per ottenere risultati come lo 0 a 7 in casa con l’Atalanta che quello si rimarrà negli annali della gloriosa storia granata.

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      1. Mimmo75 - 8 mesi fa

        C’è poco da non essere d’accordo: non è stato esonerato ma si è dimesso. E’ un fatto storico, piaccia o no. Ma sei libero di non essere d’accordo con la storia, figurati. Pensa che c’è persino qualcuno che fa a cazzotti con la matematica…

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        1. Giaguaro 66 - 8 mesi fa

          no comment

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        2. Immer - 8 mesi fa

          Se mazzarri fosse stato d’accordo con urby poteva solo andare via ad agosto. Scusa siamo in Uefa e non compriamo nessun perché è giusto che chi ha conquistato l’ingresso deve giorvsrselsale. Lui in questo caso poteva ribellarsi e dare le dimissioni subito

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