Toro, mercato di gennaio: Mandragora, Sanabria e un digiuno che durava dal 2017

Approfondimento / L’immobilismo delle ultime sessioni invernali interrotto da Mandragora e Sanabria

di Silvio Luciani, @Silvio_Luciani

Le porte del calciomercato si sono ufficialmente chiuse e alla corte di Davide Nicola sono arrivati Antonio Sanabria e Rolando Mandragora. Due acquisti che possono costare tra i 20 e i 26 milioni di euro, un esborso reso necessario dalla drammatica situazione di classifica. Una netta inversione di tendenza: gli arrivi di Sanabria e Mandragora hanno interrotto un digiuno di acquisti nella sessione invernale che per il Torino durava dal 2016/2017. L’ultimo acquisto arrivato a campionato in corso fu quello di Iago Falque, già a Torino dall’estate 2016, riscattato ufficialmente a gennaio. In quella stessa campagna acquisti arrivarono anche Iturbe e Carlao: se escludiamo l’arrivo di Singo nel 2019 (preso come giovane promessa per la Primavera) sono quelli gli ultimi veri rinforzi arrivati nel mercato di gennaio.

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RECORD – Puntellare l’organico con almeno due innesti importanti era necessario, se non imprescindibile, soprattutto dopo un mercato estivo sconfessato dalle stesse scelte societarie (Bonazzoli e Murru in uscita, per esempio). Nell’era Cairo, neanche con Petrachi si erano registrati sforzi economici così rilevanti a gennaio: 7,5 milioni che possono arrivare a 10 con i bonus per Sanabria, un minimo di 10 milioni per il riscatto di Mandragora. Un record relativo, ovviamente, in una sessione che generalmente non muove moltissimi fondi e che il Torino negli ultimi anni non ha praticamente mai sfruttato, neanche per operazioni in prestito.

INVERSIONE DI TENDENZA – Carlao per mezzo milione, il riscatto di Falque per sei milioni di euro e il prestito gratuito di Juan Manuel Iturbe dalla Roma: sono queste le ultime operazioni per la prima squadra nel mercato di riparazione del Torino e risalgono alla stagione 2016/2017. In panchina c’era Mihajlovic e il direttore sportivo era Petrachi che poi non ha più operato in entrata sul mercato di gennaio, così come Bava nella scorsa stagione: il Torino, poi, ha esonerato Mazzarri e Longo si è trovato ad affrontare il post-lockdown con 16 giocatori di movimento. Scelte, quindi, ma anche colpe. In questo stranissimo mese di gennaio, anche se con qualche settimana di ritardo, Cairo e Vagnati hanno accontentato Nicola senza risparmiare risorse. La speranza è che Mandragora e Sanabria siano ciò che serve al Toro per compiere l’impresa e rimanere in Serie A.

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  1. leggendagranata - 4 settimane fa

    Come scrivo da qualche tempo non è poi così vero che Cairo non spende, il vero problema è “come” spende. Da quando ha ingaggiato Mihajlovic le sue campagne acquisti si sono sempre concluse, economicamente parlando, col segno meno. Ma solo Iago Falque e Ljajic sono stati buoni colpi di mercato. Per il resto molti flop (pensiamo ad Ajeti e Carlao). Ci sono state sopravvalutazioni di giocatori (Niang, Verdi) ottusità del tecnico che li doveva gestire (nel caso di Soriano e Zaza), inadeguatezza ai bisogni (Valdifiori, Castan, Iturbe, Bonazzoli, Rodriguez, Lynetti, Murru). Ora due acquisti di cui è difficile capire il peso specifico, mentre è sicuramente abbastanza pesante quello economico, soprattutto visto il periodo. Se si è nuovamente sbagliato la Serie B è a un passo. Ma quello che non vedo è una strategia societaria. Una sola cosa è chiara: Cairo punta esclusivamente a potenziali plusvalenze (per cui ad esempio gente come Darmian e Candreva non viene nemmeno presa in considerazione) e, per coprire gli esborsi, fa sacrifici che potrebbero rivelarsi troppo pesanti. E’ il caso di Segre, la scorsa stagione giudicato da molti osservatori il miglior centrocampista della Serie B. La sua vendita (una eventualità che diventa automatica se la Spal viene in Serie A) è in totale contraddizione con quanto dovrebbe fare un club dalle risorse non illimitate come il Toro, e cioè puntare sui giovani del suo vivaio, senza disperdere risorse per scommesse che spesso si rivelano sbagliate. Operazione sciagurata, fatta solo perchè Segre è l’ unico che porterà qualche soldo in cassa. Ma se Mandragora non sarà in grado di farci fare un vero salto di qualità a centrocampo (basta con la linea di mediana Lynetti, Rincon, Lukic), il Toro avrà buttato soldi sia per l’ acquisto sia per l’ ingaggio (sicuramente più alto di quello di Segre). Insomma, una scelta contradditoria e ad alto rischio. Per quanto riguarda Sanabria, mi auguro che Nicola lo abbia valutato bene, perchè altrimenti ci ritroviamo con 5 punte (Belotti, Zaza, Verdi, Bonazzoli, Sanabria) per 2 posti, fra cui un solo esterno vero (Verdi). Insomma, mi auguro di sbagliarmi, ma il Toro come al solito dà l’ impressione di navigare a vista e di cercare sempre di mettere qualche toppa ad un vestito mal confezionato.

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  2. AustraliaGranata - 4 settimane fa

    Vaffa…provare a mandare un commento da cellulare su questo sito è una impresa si muove tutto su e giù e le pubblicità fioccano!
    Comunque, Carlao per mezzo milione ed Iturbe gratis , penso siano stati peggio di non fare nulla! Ahahahah FVCG!

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    1. AustraliaGranata - 4 settimane fa

      Forse ho risolto con duck duck go invece di Chrome… FVCG

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  3. luna - 4 settimane fa

    Le scelte del mercato appena chiuso sono scommesse, spero che questa volta il Toro le vinca, colmando finalmente due lacune di lunga durata.
    Ora tifiamo per questo gruppo in parte rinnovato.
    FORZA TORO!

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  4. tric - 4 settimane fa

    Nella cessione di Segre l’obbligo di riscatto in caso di promozione è assolutamente demenziale. Se combina poco e la Spal resta in B, ce lo riprendiamo; se esplode e riporta la Spal in A, lo perdiamo per sempre!!

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    1. paulinStantun - 4 settimane fa

      Se gioca bene ma la Spal non viene promossa torna al Toro ancora più forte, se invece fallisce e dimostra di non essere un calciatore da serie A ma la Spal viene promossa ci toglie un peso di dosso.
      Va bene scrivere le possibili combinazioni, ma scriviamole tutte, anche quelle positive, altrimenti si entra direttamente nella categoria dei piangina portasfiga

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      1. leggendagranata - 4 settimane fa

        Caro paulinstantun, la vendita di Segre è una stupidaggine, così come è stata una stupidaggine avergli fatto fare molta panchina preferendogli Lynetti; la stessa cosa stava accadendo per Singo, che pure deve ancora affinare tutto il suo potenziale, ripescato all’ ottava giornata solo a furor di popolo e di critica sportiva. Segre veniva da un’ ottima stagione e, quando è sceso in campo, ha sempre ben figurato (basta andarsi a leggere le pagelle pubblicate sui quotidiani sportivi e non). Quindi andava valorizzato, bisognava scommettere su di lui, ma chi si sarebbe preso in questa sessione di mercato un Lynetti, un Murru, un Rodriguez? Persino ‘Nkoulou e Bonazzoli alla fine non si sono potuti mollare. Quindi la logica su Segre è una sola: cercare di portare a casa qualche soldo, perchè gli altri (Millico, Meitè, Edera) sono stati ceduti in prestito senza nessun obbligo di riscatto. Ma allora non si dica che il Toro deve valorizzare i giovani del suo vivaio per farne l’ ossatura della prima squadra.

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  5. AustraliaGranata - 4 settimane fa

    Carlao per mez

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    1. AustraliaGranata - 4 settimane fa

      Gobbi infiltrati e trolls, vi siete dimenticati i pollicini versi a questo! FVCG

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