Legato da un grande rapporto con Malinovski, l'abbraccio tra i due era diventato uno dei simboli contro la guerra

Un abbraccio con Ruslan Malinovski per dire 'no alla guerra' e per ribadire un'amicizia che non poteva essere minata da un conflitto. Aleksey Miranchuk sarà il primo russo che giocherà per il Torino e arriva in un momento storicamente delicato per il suo paese, la Russia di Putin che ha mosso guerra ormai da mesi alla vicina Ucraina, la patria di Malinovski.

Atalanta BC v SS Lazio- Coppa Italia

Torino, Miranchuk il primo russo in granata: l'abbraccio con Malinovski e il 'no alla guerra'

Il loro abbraccio era arrivato un giorno dopo lo scoppio della guerra. Il 24 febbraio mentre i russi invadevano il paese vicino, l'Atalanta partiva per la Grecia per sfidare l'Olympiacos. Sull'aereo c'era Malinovski, poi decisivo il 25 febbraio in campo con una doppietta e una maglietta chiara: "No war in Ukraine". Da Bergamo assisteva a tutto Miranchuk, che era infortunato e non poteva prendere parte alla trasferta. Al rientro dalla Grecia, i due si sono visti negli spogliatoi. Un abbraccio raccontato da Pessina è stato un segnale di distensione, di fraternità e di amore tra due amici che proprio non potevano sentirsi divisi da un guerra che non poteva che non essere loro. Due persone che regalano spettacolo e che anche grazie agli spogliatoi e al continuo confronto con persone di culture diverse hanno capito forse il concetto più basilare e fondamentale: siamo tutti uomini, siamo tutti uguali.

Atalanta BC v Empoli FC - Serie A
BERGAMO, ITALY - MAY 21: Ruslan Malinovskyi and Aleksej Miranchuk of Atalanta BC salute the crowd at the end of Serie A match between Atalanta BC and Empoli FC at Gewiss Stadium on May 21, 2022 in Bergamo, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Passano i mesi, ma Miranchuk non ha mai preso ufficialmente posizioni. Il motivo? Lo spiega Malinovski, anche se è semplice da intuire: "Io so che è contro la guerra - ha spiegato a giugno il trequartista ucraino a un evento da lui organizzato per beneficienza - ma non posso rilasciare dichiarazioni io per lui. Se un russo parla, rischia la galera nel suo paese. In Russia non c'è libertà di parola". D'altronde la situazione è ben chiara a tutti visti i recenti sviluppi. Miranchuk, seppur nel suo cuore e nei suoi gesti sia contro la guerra, pubblicamente non ha potuto prendere posizione. Scelta condivisibile visto che gli permette di salvaguardare anche la vita di chi è al suo fianco. Con il suo arrivo al Toro per la prima volta diventerà avversario di Malinovski, ma solamente in campo. Nella vita il russo e l'ucraino rimarranno amici. Non c'è guerra tra i due, che possono continuare a condurre insieme la loro battaglia: dire un secco NO alla guerra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti