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Torino-Napoli 1-2, un addio amaro e una (quasi) certezza: Ventura

Gianluca Sartori

Il tecnico intenzionato a restare, ma su tutto il resto ci sono tanti punti interrogativi. E quel rendimento casalingo...

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"Diciamo che, per quella che è stata questa stagione del Torino, l'ultima partita all'Olimpico non poteva che essere una sconfitta. Lo affermiamo ricordando il rendimento interno della stagione 2015/2016. Se quello esterno è stato di livello accettabile (6 vittorie, 3 pareggi e 9 sconfitte per un totale di 21 punti, in attesa dell'ultima partita di Empoli), è tra le mura amiche che quest'anno il Torino si è auto-condannato alla mediocrità: solo 6 vittorie (!), 6 pareggi e ben 7 sconfitte, per un totale di 24 punti. Tra partite regalate agli avversari (Chievo, Udinese) e occasioni sciupate (Carpi, Verona) i tifosi granata hanno potuto gioire per pochissime volte nel loro stadio, ed è questo il rammarico più grande della stagione. I motivi che stanno dietro a un rendimento interno così scadente dovranno essere oggetto di riflessioni approfondite.

"Contro il Napoli, squadra di tutto un altro livello rispetto ai granata, Vives e compagni hanno pagato un primo tempo pessimo per approccio e intensità, in cui la differenza in termine non solo di qualità, ma anche e soprattutto di motivazioni, è stata palese. La reazione di orgoglio della ripresa non è bastata: apprezzabile, ma infruttuoso anche perchè tardivo, il tentativo di cambiare marcia alzando il baricentro. Un super Peres ha accorciato le distanze, ma poi è tornata a vedersi la differenza di peso con gli azzurri, che non hanno mai temuto davvero di poter subire il gol del 2-2. Ventura ha voluto fare delle verifiche, opponendo a una squadra superiore come il Napoli l'undici che aveva sbancato Udine con facilità: l'indicazione maggiore è che la differenza si è vista tutta, e che per rendere la squadra di ieri davvero competitiva il tecnico dovrà ancora lavorare parecchio.

"Già, perchè la notizia principale di ieri è che il Torino, salvo stravolgimenti, vedrà ancora il condottiero genovese in panchina anche per la prossima stagione."Continuiamo con Ventura, ha ancora due anni di contratto"sono state le parole di Petrachi nel pre-partita; "Quando sono arrivato non c'era niente, ora che qualcosa c'è mi farebbe piacere continuare" ha confermato Ventura in conferenza stampa. Il futuro prossimo del Torino vedrà quindi probabilmente ancora lui sul ponte di comando della squadra: se i maggiori dubbi erano legati alle intenzioni del tecnico, si può dire che al momento appaiono dissipati. E' questa la (quasi) certezza da cui ripartire, piaccia o non piaccia. Su tutto il resto, dalla permanenza dei giocatori simbolo (da Glik a Immobile, passando per Maksimovic, Maxi Lopez e Peres) alle ambizioni sportive future del Torino società, c'è ancora nebbia. Le prossime settimane ci diranno se e quando sarà diradata.