Torino, tutti i nodi della preparazione fisica: dal rischio infortuni alla disparità di condizione

Torino, tutti i nodi della preparazione fisica: dal rischio infortuni alla disparità di condizione

Focus on / Ci sono disparità tra le condizioni dei granata che hanno da poco ripreso ad allenarsi. E sullo sfondo c’è il pericolo infortuni

di Redazione Toro News

I granata, sul finire della scorsa settimana, hanno ricominciato a svolgere sedute di allenamento collettivo al completo al Filadelfia. Un deciso passo avanti verso la ripresa del campionato, dopo che per due mesi gli unici allenamenti concessi erano quelli al chiuso delle case dei singoli calciatori granata. Da inizio maggio, per circa due settimane, è stata poi concessa la riapertura dei centri sportivi per allenamenti individuali sul campo. Un lento e progressivo ritorno alla normalità che ora vede il Torino, come tutte le altre squadre di Serie A, entrare appieno nell’ottica di una preparazione fisica per il campionato. Ma sul tema della condizione fisica con cui si arriverà al ricominciare del campionato (se questo davvero ripartisse) c’è inevitabilmente apprensione.

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CONDIZIONE – A destare preoccupazione è innanzitutto la condizione generale di tutti i granata ritrovatisi al Filadelfia. Ovviamente per quel che riguarda gli allenamenti a casa non si registrano condizioni diverse, in quanto tutti hanno seguito i programmi realizzati dallo staff tecnico del Toro, ma un lungo periodo senza palla – e senza allenamenti di gruppo – produce ovviamente la necessità di riportare ogni singolo giocatore ad un livello aerobico sufficiente per il campionato. A complicare ulteriormente la situazione, il periodo intermedio tra gli allenamenti in casa e quelli di gruppo, vale a dire quello che ha visto gli allenamenti individuali svolgersi in via facoltativa. Come noto, infatti, alcuni calciatori sono più avanti di altri; poichè era possibile scegliere se presentarsi al Filadelfia o continuare ad allenarsi a casa, alcuni calciatori (come Zaza, Verdi, Ansaldi) si sono presentati con diversi giorni di ritardo rispetto a chi correva al Fila già dall’8 maggio (come Belotti, Nkoulou e De Silvestri). E sullo sfondo, inoltre, c’è il rischio infortuni da tenere in grande considerazione: il poco tempo a disposizione costringerà ad accelerare i tempi ed è verosimile che prima o poi qualche elemento della rosa sia costretto a fermarsi per qualche problema fisico.

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TEMPO – Insomma, i giocatori non sono tutti allo stesso livello, ed il problema è che il tempo a disposizione di Longo è davvero poco. Per recuperare i circa due mesi di stop ci saranno infatti solo tre/quattro settimane (a seconda che si ricominci a giocare il 13 o 20 giugno): un periodo in cui sarà essenziale farsi trovare pronti, viste le sfide importantissime che attendono i granata. La situazione è senza precedenti: il campionato non si era mai fermato per tre mesi e l’unico lato positivo è che tutte le squadre sono nella stessa condizione. Sarà quindi fondamentale impostare la preparazione in maniera ottimale. Per lo staff di preparatori del Toro, coordinato dal prof. Paolo Nava (ecco il suo profilo) si prospettano giorni di intenso lavoro. Il prossimo passo sarà dividere i calciatori a gruppetti, specialmente per il lavoro aerobico (già ampiamente monitorato), per stabilire chi è più vicino alla condizione o chi, come ad esempio Zaza – unitosi ai compagni con circa una settimana di ritardo – avrà bisogno di seguire un percorso leggermente diverso. E da lì in poi lavorare duramente.

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  1. NEss - 4 mesi fa

    Non alibi condizione ma alibi rosa (molto) corta con partite ogni tre giorni.

    In questo caso in realta’ trovo anche che l’alibi sia corretto.
    Non si puo’ far programmare una squadra per 12 partite in 3 mesi e poi dimezzare il tempo a disposizione. Le cose cambiano, e non poco.

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  2. Bischero - 4 mesi fa

    Ora la condizione fisica non può più avere alibi. Tutte le squadre ripartiranno dalla stessa situazione.

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