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Torino, Rincon: l’acquisto voluto da Mihajlovic che sta deludendo

Marco Notaro

Focus On / Bilancio complessivo negativo per il venezuelano, complice anche la sua posizione in campo. Non può giocare da metodista, ma dovrebbe restare anche l'anno prossimo

Tutti sotto esame: con l’obiettivo del settimo posto ormai lontano, il Toro – per stessa ammissione di Mazzarri, l’allenatore, e di Cairo, il presidente – utilizzerà le partite che restano nella stagione per valutare i calciatori attualmente a disposizione e decidere sulla loro permanenza. Andiamo, quindi, ad analizzare singolarmente le posizioni dei vari elementi della rosa del Torino: impossibile dire con certezza, oggi, quale sarà il loro futuro, possibile invece evidenziare quali sono le premesse.

In casa granata continuano le riflessioni in vista del futuro. Svanite ormai le speranze di qualificazione in Europa League e tra i giocatori finito sotto la lente d'ingrandimento di Mazzarri c'è anche El GeneralRincon sta attraversando un momento di grande flessione, così come tutta la squadra e dovrà rilanciarsi in queste ultime gare anche per dimostrare di valere i 9 milioni complessivi, che il Toro ha deciso di investire su di lui la scorsa estate. Anche andando contro quelle che erano sempre state le convinzioni del presidente, che è sempre stato restìo ad effettuare spese importanti per cartellini di giocatori intorno ai trent'anni. Per Rincon, un classe 1988, si è fatto uno strappo alla regola, volto ad accontentare le richieste del tecnico Mihajlovic, un grande fautore dell'arrivo al Torino del venezuelano.

ALTI E BASSI Rincon ha vissuto una stagione sicuramente a fasi alterne. Titolare praticamente fin da subito, nel girone d'andata ha alternato picchi altissimi come quello di Roma contro la Lazio, partita in cui fu autore di un grandissimo gol con partite sottotono. Resta negli occhi di molti la palla persa che nel derby di campionato di andata, permise a Dybala di sbloccare la partita. Nelle ultime quattro partite, ha dovuto soccombere insieme al resto della squadra. Da evidenziare sono due spunti di riflessione. Il primo: il capitano del Venezuela è stato preso anche per rivestire un ruolo da leader, ma ha saputo esserlo solo a tratti. Il secondo: Rincon ha giocato spesso da metodista, senza averne le caratteristiche. Rincon non è mai stato un regista, né nella sua carriera si è distinto per le sue geometrie e il suo controllo del pallone, ma per la corsa e per la grinta che ha sempre dimostrato (Per buona parte della stagione, il venezuelano era stabilmente fra i giocatori che recuperavano più palloni in Serie A). Collocarlo come perno centrale di un centrocampo a tre significa che di certo l'intenzione non è quella di praticare un calcio propositivo.

OBIETTIVO RILANCIO - In ottica futura, comunque, non c'è dubbio che Mazzarri dovrà assolutamente recuperare Rincon, perché sarà una delle pedine fondamentali dalle quali poter ripartire in futuro. Certamente dovrà essere affiancato da un centrocampista dai piedi buoni, che possa relegare il venezuelano ad un ruolo di maggiore interdizione ovvero il compito che più gli si addice. El General è un giocatore polivalente capace di adattarsi a più moduli di gioco, infatti ha già giocato con il 3-5-2, con il 4-2-3-1 e il 4-3-3 nella sua carriera ottenendo, comunque, discreti risultati. La sua esperienza potrebbe aiutare altri giovani a maturare e a cambiare marcia sia nell'atteggiamento, sia sotto il punto di vista delle prestazioni. Rincon dovrà rilanciarsi in questo finale di stagione, ma salvo cataclismi il suo futuro sarà ancora in maglia granata per guidare la squadra ad una riscossa necessaria.

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