2016 review, agosto: Hart infiamma il mercato, salutano Peres e Maksimovic

Il resoconto annuale / L’arrivo del portiere è il colpo dell’estate, poi spazio al campo: il Grande Torino accoglie Mihajlovic, la beffa di San Siro e la goleada al Bologna

Prosegue la preparazione estiva del Torino ed i granata, trasferitisi in terra austriaca, affrontano altri tre incontri amichevoli: battuto l’Ingolstadt grazie ad un gol di Belotti, arrivano un pareggio a reti bianche contro il Leipzig ed un altro successo sull’Hull City – reti di Belotti e Bovo.

Il 13 agosto arriva poi l’esordio ufficiale di Mihajlovic di fronte al pubblico dello Stadio Olimpico Grande Torino, in concomitanza del primo impegno stagionale ovvero il match di Coppa Italia contro la Pro Vercelli. I granata convincono e trionfano 4-1 in virtù delle marcature di Ljajic, Martinez, Bruno Peres (ai saluti) e Boyè. Non è solamente l’inizio ufficiale di un matrimonio che sta tuttora dando i suoi frutti con il tecnico serbo, ma c’è spazio anche per saluti ed applausi ad un figliol prodigo: sulla panchina della Pro Vercelli siede infatti Moreno Longo che, dopo aver amato la maglia granata e trionfato lasciando un profondo segno alla guida delle giovanili del club – in particolare della Primavera – torna ad affrontare per uno scherzo del destino proprio il suo Torino alla prima avventura a tecnico nel calcio professionistico.

Nel frattempo è però il calciomercato a tenere banco ed a monopolizzare l’attenzione generale, ed il 16 agosto arriva l’ufficialità per un trasferimento che ormai sembrava essere nell’aria da inizio estate: Bruno Peres saluta i granata dopo due stagioni in crescendo nelle quali aveva prima imparato a conoscere il calcio italiano, poi conosciuto la definitiva maturazione, e diventa un calciatore della Roma. Il trasferimento si concretizza con la formula del prestito con obbligo di riscatto l’estate successiva, ed arriva al termine di una preparazione estiva nel corso della quale le divergenze tra giocatore e tecnico sembravano essere evidenti: raramente Mihajlovic aveva utilizzato il brasiliano schierandolo nei titolari o comunque tenendo davvero in considerazione la sua presenza come pedina per la stagione a venire.

Amaro è invece il primo incontro di campionato, disputato in data 21 agosto: troppi gli errori difensivi commessi da un Torino ancora in via di costruzione, Bacca ringrazia ed a San Siro finisce 3-2 per il Milan in una sfida dall’alto tasso emozionale. Marcature ospiti di Belotti e Baselli, ma la Serie A granata comincia subito a collezionare rimpianti per via del calcio di rigore fallito proprio dal Gallo all’ultimo secondo che avrebbe regalato a Mihajlovic il ‘vendicativo’ pareggio.

Infine, prima della sosta Nazionali, ecco la prima goleada stagionale che lascia presagire ottime potenzialità ed una mentalità votata all’attacco  costante: il 28 agosto arriva al Grande Torino il Bologna di Donadoni, che viene travolto dai padroni di casa per 5-1. Vana la rete di Belfodil: la tripletta di Belotti e le marcature di Martinez e Baselli spazzano via i felsinei tra i festeggiamenti generali e la fiducia rinnovata nella squadra, con autorizzati sogni volti al futuro prossimo.

Agosto si chiude con l’attenzione focalizzata ancora sul calciomercato, con il club di via Arcivescovado che effettua ancora due operazioni – su tutte – di grande importanza: l’ufficialità di entrambe arriva proprio allo scadere del mese, il 31 agosto. In uscita, il Torino perde Nikola Maksimovic che si trasferisce al Napoli, anche in questo caso prestito con obbligo di riscatto, dopo un’estate ricca di colpi di scena ed ormai ‘rinnegato’ da piazza e tecnico granata: dopo aver dato il proprio consenso a Mihajlovic per restare ancora una stagione all’ombra della Mole ed essere un pilastro difensivo granata infatti, il marcatore serbo comincia a non presentarsi agli allenamenti e di fatto diventa impossibile da rintracciare, arrivando addirittura a fuggire in madre patria. La motivazione è chiara: il centrale ha avuto pesanti ripensamenti, ed è intenzionato a cambiare casacca in tutti i modi per diventare un giocatore partenopeo. Giudicando a mesi di distanza, sembra che il vero affare l’abbia fatto il Torino.

In entrata invece ecco che Cairo e Petrachi piazzano il colpo dell’estate in casa granata ed uno dei trasferimenti più incredibili della sessione nel calcio europeo: il Torino accoglie Joe Hart, portiere-simbolo del Manchester City in rotta con il nuovo tecnico Guardiola, che approda in maglia granata con la formula del prestito secco e con larga parte dell’ingaggio pagata proprio dai Citizens. Un vero e proprio capolavoro di calciomercato, con i guantoni della Nazionale inglese a blindare i pali dell’Olimpico Grande Torino.

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