Toro 1976-1986: Pianelli lascia, arriva Rossi e le vittorie storiche nei derby

Toro 1976-1986: Pianelli lascia, arriva Rossi e le vittorie storiche nei derby

#110annidiToro / Continuiamo a ripercorrere le tappe della storia granata decennio per decennio. Oggi affrontiamo un periodo ricco di cambiamenti per la storia granata, quello compreso tra il ’76 e il ’86, caratterizzato dalle due ere di Radice

In vista del 110° compleanno del Torino che sarà il 3 dicembre, continuiamo a ripercorrere la storia granata. Oggi analizzeremo il periodo storico che va dal 1976 al 1986; periodo di grandi cambiamenti in casa Toro. In questo decennio ci sono stati i secondi posti dopo la vittoria dello scudetto, l’addio ed il ritorno di Radice in panchina ma sopratutto Pianelli lascia tra la contestazione generale ed arriva Sergio Rossi alla guida dei granata. Ma vediamo cosa è successo nel dettaglio.

LA FINE DELLA PRIMA ERA RADICE – Dopo la grande festa per lo storico scudetto conquistato, il primo post tragedia di Superga, la squadra di Radice si vuole confermare anche la stagione successiva considerando però che bisogna gestire meglio le energie in quanto, vista la vittoria del tricolore, i granata sono entrati di diritto nella Coppa Campioni, il più prestigioso trofeo a livello europeo dell’epoca. Sala e compagni uscirono agli ottavi di finale contro il Borussia Moenchegladbach dopo una sconfitta per 1-2 al Comunale ed il pari a reti inviolate in Germania, quest’ultima partita è ricordata molto bene da tutti i tifosi granata perché è finita con il Toro in otto e con Graziani in porta. In campionato la squadra di Radice terminò al secondo posto dopo un duello con la Juventus durato tutta la stagione. I granata terminarono con cinquanta punti in classifica dopo una straordinaria stagione ma ciò nonostante non riuscirono a superare i bianconeri per un punto. La stagione successiva il Toro si confermò nuovamente al secondo posto a pari punti con il Vicenza di Paolo Rossi ma sempre dietro la Juventus.

Pianelli
(foto Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata)

PIANELLI LASCIA TRA LA CONTESTAZIONE – Dopo i due secondi posti consecutivi i granata conclusero i gloriosi anni 70′ con due stagioni deludenti, influenzate dalle cessioni di Castellini, Mozzini Santin e il cambio in panchina con Rabitti che subentrò a Radice. Nel 1978-79 il Torino si piazzò quinto mentre il campionato successivo si concluse con un quarto posto e con il rammarico di una Coppa Italia persa in finale ai rigori contro la Roma. Entriamo quindi negli anni 80′ e con l’apertura delle frontiere ritornarono gli stranieri in Italia con Pianelli che riuscì ad assicurarsi l’olandese Van de Korput dal Feyenoord. Nonostante quest’ultimo acquisto il Toro fece un’ottimo girone d’andata ma poi si perse, quindi Cazzaniga subentrò a Rabitti e la squadra terminò il campionato con un deludente nono posto inanellando anche sette partite senza segnare neanche un gol. Nella stessa stagione si perse nuovamente la finale della coppa nazionale contro la Roma sempre ai penalty. Nella stagione 1981-82 si perse ancora nella finale di Coppa Italia contro l’Inter (1-0 il risultato dell’andata a San Siro ed al comunale la partita si concluse con un pareggio per 1-1). La squadra, in quell’annata, aveva subito i dolorosi adii, forzati da motivi economici, di Pecci e Graziani mentre alla guida c’era Giacomini che condusse i granata ad un’altra stagione deludente che terminò con un ottavo posto e con l’addio di Orfeo Pianelli tre la contestazione. Da registrare che nel corso di quel campionato l’allenatore granata arrivò a schierare 9-10 giocatori provenienti dal vivaio.

L’ARRIVO DI ROSSI – Dopo l’addio del presidente dello scudetto arrivò un altro presidente che passerà comunque nella storia, stiamo parlando di Sergio Rossi. Con il nuovo patron assistiamo ad un cambiamento radicale nella rosa, lasciò la causa anche Paolo Pulici che è ancora tutt’ora il capocannoniere della società piemontese. Nella sessione di mercato arrivarono: Selvaggi, Hernandez Galbiati, Borghi, Corradini e Torrisi. I tifosi tornarono dalla parte della squadra e gli abbonamenti raddoppiarono, la prima stagione delle gestione Rossi terminò con un ottavo posto ma il derby del ritorno passerà alla storia. La squadra di Bersellini passò da una sconfitta per 0-2 ad una vittoria per 3-2, in soli tre minuti e mezzo grazie ai gol di Dossena, Bonesso e Torrisi. Le segnature vennero fatte tutte sotto una Maratona in delirio.

Leo Junior al Museo del Toro (foto Chirico)
Leo Junior al Museo del Toro (foto Chirico)

IL RITORNO DI RADICE – Nell’estate 1983-84 arriva il grande acquisto di Schachner ma nonostante questo si arrivò comunque al quinto posto. Nella stagione successiva ci fu il ritorno dell’allenatore dello scudetto: Gigi Radice e con lui arrivò anche Leo Junior, uno dei giocatori più forti che abbia mai vestito il granata e che tutti i tifosi ricordano molto volentieri. Questa squadra, con Serena e Schachner in attacco e Junior, Zaccarelli e Dossena a centrocampo, ottenne un secondo posto alle spalle di un grande Verona. Stagione contraddistinta anche per una vittoria al derby con un gol di Serena all’ultimo respiro. Il campionato 1985-86 portò ad un dignitoso quinto posto mentre a livello europeo il Toro riuscì a passare contro il Panathinaikos ma fu fermato dall’Hajduk Spalato.

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