Torino, contro il Cagliari fisicità e motivazioni per uscire “dall’imbuto”

Lavagna tattica / Torna l’appuntamento con Lello Vernacchia: “Con le nostre punte fisiche possiamo fare male”

di Lello Vernacchia

Siamo quasi al fischio d’inizio di Torino-Cagliari: una gara da dentro o fuori, nonostante il campionato sia alle sue fasi iniziali, visti i momenti non brillantissimi delle due squadre che si affronteranno allo Stadio Olimpico Grande Torino alle ore 15.

LA GARA – Il Torino non potrà contare su un membro della prima squadra, risultato positivo al coronavirus. Sarà proprio il virus il convitato di pietra della gara: presenza ingombrante, che mette alla prova a livello nervoso le squadre. Il Torino arriva da un inizio non bellissimo, ma potrà contare su tutti (meno Baselli), anche su Linetty, che ha trovato il goal in nazionale e può dare quel qualcosa in più di cui il Toro ha disperato bisogno per uscire dall’ “imbuto” negativo in cui è entrato, o forse mai uscito, dallo scorso anno. Il punto di forza dei granata, però sarà la fisicità (specialmente quella delle punte, Belotti ed il suo doppione, Bonazzoli), elemento che rende la squadra di Giampaolo leggermente favorita, favore che aumenta se si sarà in grado di fermare i trequartisti avversari.

DI FRANCESCO – Contro i granata ci saranno i sardi di Di Francesco: una squadra molto diversa rispetto a quella del girone di andata dello scorso anno, quando viaggiava a ritmi elevatissimi, da primi posti. Ma Di Francesco è un osso duro e, soprattutto in trasferta, è capace di confezionare sorprese. Il vero gap del Cagliari rispetto all’anno scorso è da ricercare nell’assenza di un giocatore dirompente come Nainggolan, che ha senso del goal e sa come risollevare le sorti delle gare. Un po’ come Ibrahimović nel Milan. Il tecnico schiererà i suoi con un 4-3-3, al quale il Toro dovrebbe rispondere con il 4-3-1-2, viste le capacità dei giocatori a disposizione di Giampaolo, un tecnico – lo ricordo dai tempi di Empoli e Cremona – che sa quello che vuole e che vale molto da un punto di vista professionale. Alla fin fine, contano le motivazioni, e chi avrà più voglia di prendere punti la spunterà.

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  1. Messere Granata - 2 giorni fa

    Se il Torino dovesse giocare sotto la “spinta” della fiducia, dell’ottimismo e dell’ entusiasmo trasmessi dall’ambiente, si presenterebbe in Campo come un paio di mutande sciallate. “E ij causètt a’ la sgagàsa”. Confido nel professionismo dei giocatori e anche in un po’ di buona sorte che come sempre, quando ci vede, si volta dall’altra parte. Siamo o non siamo il Toro, bellezza?

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