Poteri forti?

Poteri forti?

Loquor / Torna l’appuntamento con la rubrica di Anthony Weatherill: “Questo giudizio assai severo, trova in questi giorni un ennesimo riscontro nella vicenda di Vincenzo Spadafora e della sua tanta auspicata e attesa riforma dello sport italiano, di cui uno dei tanti obiettivi avrebbe dovuto essere un limite alle elezioni delle cariche istituzionali”

di Anthony Weatherill

“Il potere è l’afrodisiaco supremo”

Henry Kissinger

L’indice sull’attività manifatturiera ha evidenziato come la manifattura italiana sia tra quelle che sta uscendo più velocemente dalla crisi generata dal Covid, e sta avendo un andamento migliore addirittura della Germania. Il dato può risultare sorprendente solo per chi non conosce neanche per sommi capi la storia d’Italia e a chi è bloccato sui soliti luoghi comuni pendenti da decenni sulla testa del Bel Paese, luoghi comuni che le sue classi dirigenti hanno costantemente irrorato con l’acqua della loro complicità con fattori “esterni” da sempre interessati a tenere a bada le ambizioni di una nazione con tutte le carte in regola per poter essere quanto meno leader della geopolitica del Mediterraneo. È un mistero, semmai, come l’imprenditoria italiana riesca a cogliere successi e profitti nonostante una classe dirigente che da generazioni utilizza le tasse e lo Stato trasformato in “contenitore salvadanaio fittizio” come bancomat per le proprie ambizioni e il soddisfacimento del proprio potere. Vendere l’Italia al peggior offerente in cambio di un via libera alle loro aspirazioni oligopolistiche, è sempre stata una pratica seguita metodicamente da queste classi dirigenti, da cui si può felicemente escludere quella virtuosa del secondo dopoguerra.

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Questo giudizio assai severo, trova in questi giorni un ennesimo riscontro nella vicenda di Vincenzo Spadafora e della sua tanta auspicata e attesa riforma dello sport italiano, di cui uno dei tanti obiettivi avrebbe dovuto essere un limite alle elezioni delle cariche istituzionali, un limite fissato a due mandati. La rivolta dei vari “caudilli” delle federazioni sportive non si è fatta attendere, essendo questi poco restii ad essere costretti a lasciare dopo tanti anni incarichi di potere e di laute prebende. Ma la persona più ostile alla riforma non poteva che essere lui, l’onnipresente “ragazzo dell’Aniene”, per nulla al mondo disposto ad abbandonare il ponte di comando del Coni: il mitico e apparentemente indistruttibile Giovanni Malagò. Il “Giovannino” nazionale non è mai stato, in realtà, una qualche versione originale dell’uomo di potere italico, bensì una rielaborazione del sempiterno figlio della buona borghesia convinto come il Paese, in buona sostanza, sia stato creato per lui e per le sue ambizioni. E non importa se il Paese sia d’accordo o meno, poiché esistono, in Italia, diritti inalienabili per nascita. Ma non tutti hanno la fortuna di nascere “razza padrona”, con frequentazioni sin da infante del quartiere Parioli e dintorni, laddove un tempo persino la vicina Cassia poteva essere considerata una sorta di savana romana, in cui recarsi solo se vogliosi di un bel safari. Qualcuno ha anche la ventura di nascere ad Afragola e crescere a Cardito, due luoghi ameni, si fa per dire, della Campania da dove non deve essere facile solo immaginare di avere un ascensore sociale che ti possa, un giorno, portare dritto nella stanze del potere di Palazzo Chigi.

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Ma Vincenzo Spadafora non deve mai essere stato uno incline a vedere il bicchiere mezzo pieno, come farebbe un inguaribile ottimista, perché lui, semplicemente, il bicchiere lo voleva pieno ai limiti del traboccamento. E quando gli passa accanto il treno giusto per Roma, sotto le sembianze dell’allora presidente dell’Unicef Italia Arnoldo Farina, ci salta su senza pensarci troppo sicuro, probabilmente, di avere trovato la sua via dell’oro. Da quel momento comincia una carriera folgorante, uno di quei percorsi che a vedersi da fuori costringe continuamente a chiedersi quali nascoste doti deve avere questo giovane senza arte né parte, per essere chiamato, nel 2006, da Francesco Rutelli a capo della sua segreteria al Ministero dei Beni Culturali al tempo del governo Prodi II. E siccome in Italia il potere è trasversale e spesso consociativo, Vincenzo da Cardito intesse buoni rapporti anche con Mara Carfagna, a capo del Ministero delle Pari Opportunità del successivo governo Berlusconi. Questa trasversalità gli consente nel 2011 di ottenere il prestigioso ruolo di Garante per l’Infanzia.

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Ha fiuto il buon Vincenzo e sa bene dove tira il vento, e quando a Roma decide di trovarsi un padre spirituale, ovviamente non può che essere uno della Compagnia di Gesù, che con l’elezione a pontefice di Jorge Mario Bergoglio sta acquisendo sempre più un ruolo centrale nella mappa del potere italiano. Forte ormai delle sue entrature tra i gesuiti  presenti in Vaticano e delle amicizie potenti coltivate durante i suoi mandati di presidente di Unicef Italia, il Nostro fa un salto con capitombolo dai contorni quasi esoterici verso i cinque stelle, diventando l’uomo ombra di Luigi di Maio. Cosa hanno in comune i due? Non si sono mai laureati e non hanno mai avuto un lavoro stabile. Per la serie: nati per riconoscersi al primo sguardo. “Sono una testa dura –ha scritto in un suo libro dedicato al volontariato –, convinto che in certe situazioni siano le persone a fare la differenza”. L’affermazione trabocca di lirismo retorico e di un pizzico di autoreferenzialità, trasudando il suo convincimento di far parte di quella ristretta cerchia di uomini sempre pronti a fare la storia. Uno così non poteva non intendersi con lo zar di tutti gli ego riferiti, quel Giovanni Malagò che finché non ha ottenuto un’olimpiade non è riuscito a trovare pace nemmeno tra le sue Ferrari. Ovviamente le Olimpiadi, anche se “solo” quelle invernali, sono state ottenute per il bene del Paese. Per il ragazzo dell’Aniene l’appuntamento di Milano e Cortina del 2026 è fonte di grandi opportunità per tutta l’Italia, basta che fino a quel giorno ci sia lui a fare la differenza a capo del Coni. Vincenzo, alla fine, non poteva proprio ignorare questo desiderio di Giovannino, perché i due sono figli di quell’Italia post moderna dove far parte dello star system o dello star power pare essere l’unica cosa a contare. Vincenzo ha una testa così dura, da aver capito subito come la sua riforma dello sport dovesse aver bisogno di qualche aggiustamento, tale da poter consentire a Giovannino di potersi ricandidare ad un terzo mandato al Coni e qualche potente presidente di federazione di ricandidarsi addirittura per un settimo mandato.

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Nei 5 Stelle i malumori rischiano di diventare un uragano politico, ma Vincenzo e Giovannino sanno che trattasi della classica tempesta in un bicchiere d’acqua. I coraggiosi componenti della commissione sport del partito grillino, non hanno in mano praticamente nessuna cartuccia da sparare. È chiaro pure ai ratti di Montecitorio come fino all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, nessuno dell’attuale governo farà niente per provocare nuove elezioni. Spadafora, nel chiaro intento di enfatizzare la situazione e di cristallizzarla, ha rimesso la delega allo sport nelle mani di Giuseppe Conte, il quale pare abbia congelato tutto. Siamo al solito Circo Barnum della politica italiana degli ultimi anni, dove tutto si annuncia tutto si minaccia, tutto si congela, tutto si stempera. Quindi potete pure scommettere in un futuro dove troverete Malagò avvinghiato al suo terzo mandato al Coni, con un occhio sempre critico al calcio. Catastrofiche e apocalittiche erano state le sue previsioni sulla ripresa del pallone dopo il Covid, convinto come i campionati si sarebbero presto fermati per nuovi casi di contagio.

Anche i festeggiamenti dei tifosi napoletani per la vittoria della Coppa Italia erano stati oggetto di una sua reprimenda durissima, tanto da indurlo a comunicare al mondo come nella città del golfo il rischio di aver attizzato un nuovo focolaio del virus era praticamente certo. Sarà stata la lunga astinenza dagli apericena all’Aniene causa lockdown, ma le due previsioni si sono rivelate totalmente prive di fondamento. Ma secondo le malelingue bisogna capirlo Giovannino, in fondo sta lavorando per il suo futuro, che potrebbe anche essere quello di mettersi a capo della Federcalcio. E Vincenzo? L’uomo per tutte le stagioni e per tutte le passerelle il suo capolavoro l’ha già compiuto. Nel consiglio direttivo dell’Assemblea del  Comitato Italiano per l’Unicef ha cooptato Malagò, Ginevra Elkann e Brunello Cucinelli. Giusto per tenersi buono tutto il nuovo salotto buono dell’aristocrazia italiana. Ma il vero capolavoro il ragazzo campano lo ha compiuto introducendo Luigi Di Maio nelle stanze che contano in Vaticano. “Nessun mistero – ha detto in proposito l’attuale Ministro degli Esteri-, sono sempre stato cattolico”. Di fronte a questo c’è da rimanere estasiati, come San Francesco davanti alla creazione della natura. Fantastico.

(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

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  1. bloodyhell - 2 mesi fa

    Una classe dirigente degna di questo nome,dovrebbe finalmente cercare di mettere ordine al grave stato di crisi in cui versa tutto lo sport italiano. o almeno avrebbe il dovere di indicare a noi semplici cittadini in che direzione intende andare. Avendo dei figli e dei nipoti a cui voglio bene, mi piacerebbe saperlo. Invece,come weatherill descrive da par suo, in questo paese questi supposti notabili continuano a vivere la loro vita di disperata ricerca del potere e del successo, fregandosene altamente di una cultura sociale che andrebbe governata e che invece stanno mandando in malora.non c’è un partito politico innocente in tutto questo deprimente andazzo, come l’articolo fa capire chiaramente purtroppo c’è trasversalità in questo sfascio. sono tutti complici e conniventi, incuranti dei sogni e delle aspirazioni di noi semplici cittadini, che siamo stati lasciati andare ad una deriva senza fine. Voglio ringraziare weatherill, perchè prova a mettersi dalla parte di chi voce non ha per farsi sentire. Fortunatamente, nei mezzi di informazione, ci sono persone che ancora ci provano, e credo ne stiano pagando anche delle conseguenze. Lo ringrazio anche di sopportare alcune critiche ridicole a cui ogni tanto viene sottoposto in questo forum, e lo esorto di continuare a scrivere in piena libertà. Approfitto per ringraziare anche la direzione di TN, per aver consentito l’esistenza di una rubrica come questa.

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  2. CUORE GRANATA 44 - 2 mesi fa

    Chapeau,come sempre,ad Anthony&Carmelo.Definirei questo “pezzo”un antologico affresco “di costume”.Che poi “potere e politica vadano a braccetto”costituisce,a mio parere,un “effetto collaterale”.Tornando “all’orticello di casa”sono convinto che TORINO FC,a prescindere,SIA UN ALBERELLO ESILE PRIVO DI RADICI E QUINDI DESTINATO A SECCARE E SCOMPARIRE.Comunque FVCG!!!

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  3. utreb26 - 2 mesi fa

    Si dice, giustamente, che il pesce comincia ad emanare cattivo odore, olezzo proprio, dalla testa…Ed è giusto, giustissimo, tanto giusto che più si va alla ricerca delle “teste” e più l’olezzo è pungente!
    Spesso noi tifosi ci limitiamo al nostro orticello, ancora più spesso poi notiamo come “l’erba dell’orticello del vicino sia sempre più bella” e spessissimo poi abbiamo preso la cattiva abitudine di giudicare (male) a prescindere ogni cosa che viene anche solo accostata al nostro orticello: giocatori, allenatori, potenziali acquirenti, non importa, se sono accostati al Toro è perché “o sono scarsi, o sono bolliti, o sono buffoni”…
    Il fatto è che questo calcio non è più sport, e sicuramente non è più “il calcio” che abbiamo amato (e magari anche giocato) fin da bambini: non ce ne rendiamo conto, oppure non vogliamo vederlo né capirlo tantomeno accettarlo, per cui ridicolizziamo chi lo fa presente, chi fa notare come a furia di “adeguarsi al sistema” appena usciamo fuori dal nostro benamato Paese prendiamo schiaffoni, come stasera ha fatto la “Real-Roma”, aiutata oltraggiosamente dal palazzo del Potere Romano per poi non riuscire neppure a giocare al pallone….
    Il calcio, QUESTO CALCIO, deve essere una distrazione, un “passatempo”, un pretesto per fare 4 chiacchiere in tranquillità, senza animosità, senza cattiveria, senza rivalità perché in fondo nessuno vince, anche quelli che “sembra” che vincano poi, alla fin fine, “CO.COME.MAI-CO.COME.MAI-LA.CHAMPIONS.LEAGUE.NON.LA.VINCONO.MAI”….

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  4. gpmorano - 2 mesi fa

    Ma queste pagine non dovrebbero parlare di Toro?
    Per leggere di politica ci sono spazi web più qualificati e per tutti i gusti.

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    1. bloodyhell - 2 mesi fa

      bene, vai negli altri spazi web, ti aspettano impazienti. e mi raccomando, non perderti per le vie del web che quei siti più qualificati hanno assolutamente bisogno della tua lettura, della tua intelligenza e della tua sagacia. io,che sono più scemo e limitato, resto qui a godermi anche un articolo intelligente come questo. e la fortuna di vivere ancora in un paese democratico,pensa.

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      1. gpmorano - 2 mesi fa

        Per favore, prima leggi con attenzione, poi connetti il cervello e infine rispondi. Ho scritto che voglio leggere di Toro, NON di politica, di cui nulla mi frega. Ma sull’intelligenza dello scrivente sono pienamente d’accordo. Sono mesi che, con la sua indiscussa bravura, fa passare in queste pagine chiara propaganda politica a senso unico colorandola di granata. Questo, poi, va oltre ogni limite e pudore. La penso così anche per il pensiero opposto. “Tiri” da che porta vuole, rispetto le sue idee, ma non sulle pagine che sono del Toro e dei Tifosi Granata (di TUTTE le opinioni).

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        1. bloodyhell - 2 mesi fa

          io non ho un cervello, come ho detto sono scemo. però la presenza di una intelligenza come la tua mi tranquillizza,perchè svela le trame, a me che non so leggere con attenzione, della propaganda politica di weatherill, che come è noto è un giovane rampante in attesa di presentarsi come capolista non ho capito bene in quale partito politico. ma io sono scemo,per questo non capisco, ma sono certo di come tu abbia individuato il partito,la corrente o chissà quale lobby a cui appartiene il nostro inglese. tu sei intelligente, il montalbano del forum. A te non sfugge nulla. Spero almeno tu sia un parente stretto di malagò, perchè altrimenti la tua acuta analisi farebbe trasparire come forse lo scemo non sia io qui. sul senso del limite o del pudore che avrebbe superato l’articolista meglio non ti risponda, ti lascio volentieri ai tuoi incubi.

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