Una voce fuori dal Toro

La verità è che non esiste la verità

La verità è che non esiste la verità

Torna l'appuntamento con un nuovo episodio della rubrica "Una voce fuori dal Toro", a cura di Enzo Borgna

Enzo Borgna

Una delle affermazioni più conosciute del poeta cileno Pablo Neruda si addice perfettamente al mondo del calcio. Lo stesso verbo – vincere - è portatore di significati diversi per i tifosi del Real Madrid rispetto a quelli granata. Così come la classifica dei capo-cannonieri non dice tutta la verità riguardo le capacità realizzative del calciatore. Nello stilarla sarebbe più corretto attribuire a ciascun gol coefficienti legati alla difficoltà o al peso delle reti. Il gol del vantaggio o del pareggio ha infatti un valore superiore rispetto a quello del 2-0, il quale, a sua volta, ha un valore superiore a quello del 3-0 e via dicendo. Sul punto Cerci docet.

 Ed ancora. La cessione di Quagliarella nel 2016 non sembrava un errore, ma con il tempo si è rivelato a mio modo di vedere uno dei più gravi commessi dalla società. Quante volte l’ho immaginato in tandem con il Gallo! E veniamo al ruolo del nostro portiere Milinkovic-Savic, oggetto in questo week end di discussioni e soprattutto critiche. L’altezza porta con se l’inevitabile handicap di prendere gol sotto o vicino le gambe ma rilevanti vantaggi nelle uscite (che non è mai stato il pezzo forte del repertorio di Sirigu) e nelle parate all’incrocio dei pali. Sicuramente certi gol ridicolizzano al punto da sembrare una candid camera, ma anche in questo caso non bisogna esagerare. Faccio l’esempio di Hart (il cui arrivo fu osannato dai tifosi) che si è rivelato un estremo difensore da parate in bello stile (un tempo si diceva per i fotografi) ma lo ritengo uno dei peggiori portieri della storia granata. E nessuno lo rimpiange. Il primo anno di Miha, anche con Padelli, avremmo avuto una classifica decisamente migliore.

Da ultimo rispondo ad un lettore che per la terza volta mi chiede se credo in quello che scrivo. Assolutamente sì, e confesso di essere più ottimista di quanto in realtà mostri (anche grazie a Juric) non volendo apparire come un provocatore. So bene che dirigere una società di calcio (per un mio lontano passato in tale veste) significa ricevere critiche sempre e comunque (addirittura recentemente nemmeno Percassi ne è stato indenne!), ma resto più che mai convinto che Cairo voglia portare in alto il Toro. La stessa scelta degli allenatori che si sono succeduti a Ventura è indicativa delle sue ambizioni. Mi auguro comunque, se questa mia rubrica avrà un seguito, che chi critica, ove avessi avuto ragione, a fine stagione lo riconosca. Per parte mia non mi tirerò indietro ad ammettere i miei eventuali errori. In ogni caso sempre e comunque forza Toro.

Avvocato generalista da oltre 40 anni, autore di un saggio sulla storia della professione forense pluripremiato (con un lontano passato di direttore sportivo di due squadre militanti in Eccellenza) e tifoso del Toro da quando Meroni ha vestito la maglia granata.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.