Un altro Toro è possibile. Se la comunità granata saprà regalarselo

Mondo Granata / La sensazione è che una lontananza così forte, diffusa e quasi incolmabile tra società e tifosi non sia mai stata vissuta sulla piazza granata

di Guido Regis

Questo tragico 2020 va a braccetto con il momento più triste della storia del Toro? Forse no. La comunità granata ha dovuto superare, da Superga al fallimento, una serie di eventi tragici e di momenti bui che probabilmente, visti nel loro insieme, hanno segnato la storia del Toro più di quanto stia avvenendo ora. Ciononostante la sensazione è che una lontananza così forte, diffusa e quasi incolmabile tra società e tifosi non sia mai stata vissuta sulla piazza granata. Si sbaglia a far passare il messaggio che questo sia legato esclusivamente agli insuccessi dei ragazzi che calcano i vuoti e silenziosi stadi, ai presunti o veri errori nelle scelte di allenatori e di mercato, alla presunta o vera scarsa propensione di un presidente a mettere mano al portafoglio.

Per molti di noi anche un improbabile plurimiliardario che ci portasse a vincere una Champions League ma che continuasse a trattarci da semplici clienti followers del suo giocattolo, non riuscirebbe a lenire l’amarezza e la tristezza di non sentirci più parte della Storia. Quella meravigliosa ed unica storia che la comunità granata ha disegnato grazie ai Presidenti e ai tanti ragazzi pedatori che si sono succeduti da Dick, passando per Valentino per arrivare a Pinga. Ma non solo. Insieme a loro questa Storia l’ha scritta la gente granata, visceralmente unita al suo Club come poche altre al mondo.

REGGIO NELL’EMILIA, ITALY – OCTOBER 23: Andrea Belotti of Torino FC shankes hands with Torino FC President Urbano Cairo during the Serie A match between US Sassuolo and Torino FC at Mapei Stadium – Città del Tricolore on October 23, 2020 in Reggio nell’Emilia, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Ma oggi questo filo tra il Torino Fc e la sua comunità si è spezzato. Quasi come fosse superfluo, piuttosto che indispensabile. Una volta c’era il Toro e la ‘società Torino’ traeva quotidianamente energie e investiva risorse tra la sua gente: dal barbiere, al sarto, al ristoratore, all’ufficio stampa, sino ad arrivare al direttore sportivo, al direttore generale, al capitano della prima squadra e di ciascuna delle giovanili. Il Club era costituito in massima parte da una sua comunità sportiva e umana viva ed attiva ed e’ proprio questa formidabile gente del Toro che ha fatto diventare ‘granata per sempre’ uomini come Mazzola, Meroni, Sala, Junior, Bruno, Martin Vazquez, Casagrande, Asta, e tanti altri che non erano nati granata e che hanno sperimentato l’unicita’ di un luogo come il Filadelfia proprio per il fatto che non era fatto solo di mattoni ma di persone vere.

Questa formidabile gente granata ha bisogno che colui che si ritrovi ad essere proprietario della società, sappia anche comportarsi da tutore della comunità e del valore che il Toro rappresenta per quel territorio, in Torino, in Piemonte, In Italia, nel mondo. Perché ciò che chiamiamo Toro è appunto l’unità tra la società sportiva granata e la sua gente, un’unitaà che incarna un formidabile fenomeno sportivo e sociale che è iniziato 114 anni fa e anche prima. E tutti i tifosi del Toro sono rimasti affascinati in gioventù da questa storia e dai valori espressi da persone, mica da un’impresa registrata in camera di commercio! Questo, per l’Europa non è stato inteso negli ultimi 20 anni; un tesoro che nemmeno quei pochi uomini presenti in società che questa comunità hanno vissuto (i quali peraltro non possono non sapere quanto sia preziosa e generosa, se chiamata e messa alla prova senza inganni) sembrano non comprendere.

Cairo

Da qui nasce la sensazione di un 2020 già tragico per il mondo a causa di un virus maledetto, ma ancora più tragico per la comunità granata che a causa di un altro virus, purtroppo, sembra rendere presuntuoso, cocciuto, sordo e cieco chi dirige questa società in pressoché completa solitudine. Non esiste considerazione per la propria comunità sportiva, laddove all’estero quasi tutti i più grandi Club del mondo ne fanno invece la risorsa fondamentale su cui costruire la propria grandezza, economica e non solo. E’ una situazione molto amara per la gente del Toro, ben nota per essere costituita da persone dotate di fantasia, dedizione e trasporto difficilmente riscontrabili altrove.

ToroMio, con il Circolo Soci, l’ Associazione Memoria Storica Granata, l’Associazione calciatori, l’UCG e tanti Toro Clubs hanno cercato di trasmettere questa filosofia, illudendosi per un certo periodo di esserci riusciti. Paradossalmente noi di ToroMio siamo riusciti a cominciare a farlo comprendere di più alla politica, che ha iniziato a recepire il lavoro di costruzione di un percorso legislativo che provi a riportare lo sport e le società sportive a fondersi con l’associazionismo dei propri appassionati. Questo è normale per tutte le società tedesche, che anche in epoca Covid riescono a vivere uno spirito di partecipazione costruttivo ed appagante, nonostante le sconfitte e la crisi economica.

Ma intanto, qui a Torino, nulla. La speranza si è persa definitivamente. Ciascun tifoso granata avverte nei confronti della società una frattura insanabile e dolorosa. E così non c’è più Toro, tantomeno in campo. C’è solo un Torino Fc diviso dalla ‘sua gente’. Questo semplicemente non è il Toro nonostante, forse sbagliando, si continui a chiamarlo così. E allora proviamo a farci un regalo quest’anno. Proviamo a prepararci per un altro Toro. Noi che insieme stiamo continuando a tenere viva più che mai la tradizione e la storia di questa unica e gloriosa società, dobbiamo farci trovare pronti, dimenticando la parola ‘io’ strutturando la parola ‘noi’ in un unico grande gruppo, in un’unica grande comunità granata che faccia intendere chiaramente a chiunque si trovi a capo della società granata questo concetto.

Un Presidente, chiunque esso sia, può anche dire che il Torino FC sia suo, ma il Toro è Mio. È anche mio. E’ mio semplicemente perché senza di me, senza la gente granata, il Torino Fc non è e non sarà mai Toro. Allora, con questa semplice parola, ToroMio, un altro Toro sarà possibile. E dato che il Toro ha fatto la storia del calcio e della passione sportiva mondiale, allo stesso modo potrebbe fare la vera fortuna, anche economica, di un suo Presidente-investitore che volesse riallacciare il legame spezzato tra il Torino Fc e la sua gente. Un altro Toro è possibile! Buon Natale a tutti i tifosi granata.

Sabrina Gonzatto, Guido Regis, Massimiliano Romiti
Associazione ToroMio

41 Commenta qui

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  1. Gengranata - 1 mese fa

    finalmente un articolo degno in Toronews. fotografa esattamente passato glorioso e presente infausto del TORO e del suo popolo.

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  2. Paul67 - 1 mese fa

    Ho l’impressione che ciò che è scritto sopra nn sia stato capito, lo deduco dai commenti. Peccato. Il futuro del TORO nn é cairetto, né tantomeno un magnate estero, siamo noi che facciamo parte della comunità del TORO, come la definisce il Dott. Regis, che dobbiamo prendere una posizione forte, il TORO siamo noi, nn è, e nn deve essere solo uno slogan, deve tornare ad essere quello che era nel passato, cioè società e tifosi uniti formando un’entità ben definita difficile da smantellare. Questo Ciarlatano di PRESINIENTE sta solo dividendo il popolo GRANATA togliendo entusiasmo, solo speranze, sempre deluse, intimando che il senza PRESINIENTE sarebbe peggio.
    Se qualcuno ha paura di fallire un’altra volta o di retrocedere in categorie inferiori, cambiate colori, perché qui la fede va oltre le paure e si continua a tifare comunque, anzi di più.
    Per chi aspetta i miliardari andatevi a vedere come sono strutturate le società della Bundesliga, sono un misto di grandi imprenditori con il coinvolgimento dei propri tifosi. In Italia nn si può fare? Certo, fino a che s’aspettano i Ferrero e i Lavazza o Red Bull……

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    1. andrea.messineo - 1 mese fa

      Il Torino è sempre stata una squadra unica in Italia: la prima a costruirsi un proprio stadio (Il Filadelfia nel 1926), la prima a creare un settore giovanile (i Balon boys), il primo tifo organizzato nella storia è quello granata, un centro sportivo, il Fila, unico nel suo genere perché dentro la città, tra la sua gente (se venisse completato,con il Museo poi…).In questa epoca il nostro Toro potrebbe, ancora una volta, creare un modello di società di calcio e di un’idea di calcio nuova, affascinante, come l’associazione ToroMio propone. La nostra unicità ne uscirebbe rafforzata e affilierebbe una marea di nuovi tifosi stanchi e delusi dal calcio-business di oggi.

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  3. ALESSANDRO 69 - 1 mese fa

    Una società di calcio è composta dal Presidente, DS, altri dirigenti, tim manager ,allenatore, giocatori, preparatori, magazzinieri ecc…. ma esiste perchè ci sono i tifosi.
    I tifosi, sono la ragione di vita di una società perchè sono loro che tengono viva la passione, la memoria,la storia e i valori,anche sociali, che ogni maglia racchiude in se e in chi la indossa.Perciò nessun magnate facoltoso salverà questa società se non partirà dalla tutela e dalla divulgazione di questi valori.
    Perchè il mondo vive di progresso ,di scenza e tecnologia ma sopravvive grazie ai sentimenti e alla poesia…..

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  4. ulisse71 - 1 mese fa

    il tono surreale, inconcludente, nonché fastidiosamente melenso dell’articolo ricorda l’eloquio del presidente Cairo. con la differenza che lui ci guadagna

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  5. miele - 1 mese fa

    La sola via per riavere un altro Toro, degno della sua storia è quella di azzerare tutto, iniziando da Cairo, sperando (è il verbo più usato da molti anni ormai dai pochi inguaribili tifosi) che ci sia qualche persona onesta, facoltosa, che abbia l’intenzione e le possibilità di rilevarlo. Altra possibilità non esiste.

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    1. Madama_granata - 1 mese fa

      E allora credo che, in cerca di questa persona, ci terremo ancora a lungo Cairo!

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      1. miele - 1 mese fa

        Lo temo anch’io, perciò dico che possiamo solo confidare in speranze improbabilissime.

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  6. robert - 1 mese fa

    Massa di incompetenti dal Presidente fino ai tifosi!!!Una Società che campa di ricordi e che ormai farebbe brutta figura anche in Serie C.Non c’è una persona che capisce una mazza di calcio e che sono in questo ambiente solo per arricchirsi.Andate in Serie B a testa bassa e vendete questa povera Società a qualcuno che la riporti in auge.Vergognatevi tutti !!!!

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  7. sigfabry - 1 mese fa

    Con gli stadi chiusi da quasi un anno mi sembra che sia tutto poco verificabile , certo che con questi risultati qualsiasi tifoseria subirebbe uno scollamento , ma la passione di noi granata arde di un fuoco eterno e indomito , magari anni e anni di ceneri di cui siamo stati ricoperti potrebbe ai più far pensare erroneamente che siano riusciti ad estinguerci , ma si sbagliano di grosso !!
    Forza Toro in Eterno

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  8. mah... - 1 mese fa

    Consiglio di sorveglianza FC Bayern München AG :

    Herbert Hainer (presidente – presidente Adidas Ag),
    Rupert Stadler (vicepresidente – presidente Audi Ag),
    Timotheus Hottges (presidente Deutsche Telekom),
    Karl Hopfner, Helmut Markwort (editore di Focus Magazine),
    Dieter Board (vicepresidente di Mediobanca, ex presidente di Unicredit Group).
    Edmund Stoiber (ex presidente dei ministri della Baviera),
    Martin Winterkorn (presidente Volkswagen Ag).

    Ora pensate alla città di Torino…a come l’hanno ridotta… alla sua classe dirigente (tutta)…a quella imprenditoriale…fatevi una domanda e datevi una risposta.

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    1. bordeauxgranata - 1 mese fa

      “Eh la Madonna!!”cit.

      Ci manca Jeff Bezos,Michael Jackson,Elvis e Roger Rabbit e poi ci sono tutti ahahaha

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  9. OldBull - 1 mese fa

    Il legame tra i tifosi e la squadra si crea ESCLUSIVAMENTE sul campo.
    Da sempre i tifosi si sono riuniti in club sparsi per la penisola con lo scopo unico di poter seguire più agevolmente la squadra, il resto è un accessorio.
    Una squadra forte, vincente, crea automaticamente un seguito, una tifoseria partecipe e pronta a sostenere la propria squadra.
    Una squadra costantemente perdente è destinata inesorabilmente a scomparire, anche dalle figurine Panini…
    Non c’è nessun trucco, non c’è nessuna alternativa, non esiste strada alternativa, squadra forte uguale a tifoseria forte e coesa, squadra debole e perdente perde anche i tifosi e non ne crea di nuovi.
    Al Delle Alpi per Torino Albinoleffe, prima di campionato di B con cairo presidente lo stadio era INCREDIBILMENTE pieno, per Torino Mantova finale Play-Off il Delle Alpi era tutto esaurito, poi poco per volta s’è svuotato, fatevi una domanda e datevi una risposta…

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  10. FuriaGRANATA - 1 mese fa

    Per il bene del nostro amato Toro Noi tifosi ci dovremmo ricompattare per far sentire il nostro malumore e disprezzo per lo scempio che ha creato il presiniente.
    Cairo vattene
    FVCG

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  11. Bischero - 1 mese fa

    Troppa retorica signor Regis. Premesso che l azione di toro mio é ammirevole e sono convinto che ogni società dovrebbero cedere quote ai tifosi e dare un posto in cda, ritengo che nel calcio ci sia bisogno di competenza e denari. Se arrivasse un russo a farci vincere la Champions credo che saremmo tutti più felici. Le vittorie portano in piazza le persone. Non viviamo di retorica guardiamo avanti. Cresciamo sotto questo punto di vista anche come tifoseria.

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  12. Messere Granata - 1 mese fa

    Se i nostri pensieri fossero contagiosi, Cairo ne sarebbe stato contaminato. Invece è immune e refrattario a qualsiasi messaggio che provenga dalla Storia e anche dall’attualità. Distanze siderali ci separano dal percepire il Mondo Toro nella sua essenza. Credo che ormai sia inutile insistere. Quindici anni sono la pena che abbiamo scontato per aver assistito all’omicidio del Toro, e ora i tifosi hanno diritto di ritrovare una faticosa, ma meritata, libertà. Il Toro risorgerà, finché rimarrà nei Cuori di chi lo ama veramente.

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    1. ddavide69 - 1 mese fa

      È giusto. Assolutamente corretto.

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  13. pasastabala - 1 mese fa

    mah…tutti quanti noi tifosi vorremmo un ritorno alla nostra identità, ai nostri valori, alla nostra Storia. Detto in altri termini: 11 giocatori in campo, magari non fuoriclasse, ma grintosi, che diano l’anima per vincere la partita. Ma queste sono belle dichiarazioni di intenti. Come tali astratte. Chi sa fornire soluzioni in concreto ? Esistono le condizioni per costituire una associazione diffusa fra i tifosi che possa acquistare la proprietà della società ? Ossia abbiamo abbastanza tifosi che siano disponibili a acquistarne le quote ? E, soprattutto, chi potrebbe essere la figura di garanzia che potrebbe mettersi a capo di tale iniziativa ? Non vedo altre soluzioni per riportare il Toro a riessere Toro. Sceicchi all’orizzonte non ne vedo, ma neanche solidi imprenditori locali disposti a assumersi questo rischio. Visto che ormai la quasi totalità dei tifosi manifesta la stessa insoddisfazione e l’obiettivo di ridare alla società l’identità perduta occorre discuterne, ma in concreto, proponendo soluzioni. Io non ne vedo altre possibili oltre quella che ho indicato.

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  14. Junior - 1 mese fa

    Un articolo accorato e che condivido. Ma alla fine ciò che tiene unita la gente del calcio sono i risultati. Sono ormai anni che siamo una squadra inaffidabile, senza un’identità vera, non possiamo neanche dire: ok magari nelle prossime 2-3 partite facciamo 6 punti. Le aspettative vengono puntualmente disattese e la gente perde fiducia. Ciò che ci tiene ancora uniti, mi dispiace dirlo, è probabilmente il Gallo. Sirigu sta sparendo.
    Dare parte delle colpe al COVID mi sembra riduttivo anche in relazione ai nostri 114 anni di storia. Abbiamo passato una guerra mondiale e avevamo gli invincibili.
    Penso noi tifosi, visti i tempi, non chiediamo gli invincibili ma almeno di avere una squadra decente ed una gestione in cui credere.

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  15. Bob Rokk - 1 mese fa

    condivido ogni parola..

    ma è una visione romantica che si attaglia perfettamente alla nostra natura di tifosi del Toro, ma è completamente avulsa dagli anni che stiamo vivendo: cinici, arroganti, egoisti, superficiali, avidi, mercenari,..

    ..francamente non credo che questa bellissima favola possa tradursi in realtà..

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  16. Emilianozapata - 1 mese fa

    Parole sante. Non ci resta che passare dalle aprole ai fatti: a proposito di “toritudine” (attrivuto totalmente estraneo a Cairo, e i risultati li abbiamo visti) chi telefona a Ferrero o a Lavazza? No perché io alle cordate non è che creda tantissimo. Visto il recente passato, è come parlare di cordate in casa dell’impiccato.

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    1. paulinStantun - 1 mese fa

      Io continuo a dire: ditemi una squadra decente che sia di proprietà di una “cordata”, a me non ne viene in mente neanche una.

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  17. Emilianozapata - 1 mese fa

    Parole sante e tanto di cappello per quanto fate. Ci sarebbe un’ultima cosetta da fare, però, a proposito di “toritudine” (attributo cui è palesemente estraneo Cairo, e abbiano visto i disastrosi risutati) della proprietà: parlate voi con Lavazza o Ferrero? No, perché io alle cordate credo fino a un certo punto. Perdonate la battuta: visto il recente passato, non parliamo di cordate in casa dell’impiccato.

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  18. bordeauxgranata - 1 mese fa

    Il Torino in Inghilterra o Germania sarebbe già stato acquistato da tempo da qualche pezzo da novanta..il problema non sono gli agnelli o chicchessia, il problema e’ l Italia, che ha una burocrazia snervante riguardante i nuovi impianti e scarsi ricavi a livello di televisioni…difatti i grossi investitori sono arrivati nella capitale economica del Paese, cioè Milano

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    1. paulinStantun - 1 mese fa

      Oggettivamente credo che la presenza nella stessa città di una squadra che gode di una visibilità enormemente superiore ed è comunque radicata nel potere cittadino da 100 anni non possa non venire considerata nel momento in cui un investitore decida di acquistare una squadra.
      Il fatto che qualsiasi pratica burocratica sia lenta in Italia è fatto noto, però qui a Torino le pratiche relative ad una delle due squadre, chissà perchè, sono sempre meno lente.
      Un esempio (è una cosa stupida lo so, però mi aveva colpito): quando intitolarono la via davanti al gobbostadium (credo intitolata a Scirea) salì sul palco Fassino (che era il sindaco di torino); a pochi giorni di distanza cambiarono anche il nome alla via davanti alla curva maratona: li intervenne uno sconosciuto assessore, che invece che su un palco salì su una sedia o qualcosa del genere e ricordo, cosa assolutamente ridicola, che venne prestato un megafono all’assessore per poter parlare, megafono che era stato portato dagli stessi tifosi per contestare le autorità cittadine ma presi da pietà per il povero sfigato che doveva parlare glie lo prestarono (io non c’ero a quell’evento ma me l’hanno raccontato così). Anche da queste semplici cose si dovrebbe capire perchè un investitore che abbia intenzioni serie prima di prendere il Toro ci pensa non una ma 100 volte.

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      1. bordeauxgranata - 1 mese fa

        Un investitore italiano magari, ma se per esempio ci fosse un investitore estraneo a tt ciò (sto sognando lo so), io dico che se ne sbatterebbe i co*lioni di quelli là. credo ci sia molta sudditanza dal punto di vista mentale di tutto il calcio italiano verso i gobbi.é vero anche che la maggior parte delle città che vivono di dualismi, hanno sempre una squadra importante ed una meno(Munchen,Barcellona,Liverpool), però guardiamo oltremanica, a Manchester fino a 10/15 anni fa esisteva solo lo United che in quanto a brand e importanza batte 10-0 le merde a strisce

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        1. Athletic - 1 mese fa

          Esatto, il City se non sbaglio saliva e scendeva tra Premier e Championship quando fu rilevato, al magnate straniero interessa poco quale sia l’altra o le altre società cittadine, anzi paradossalmente potrebbe anche essere uno stimolo, il problema per un investitore straniero è l’Italia, la sua burocrazia, e tutto quello che non funziona.

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        2. Toroperduto - 1 mese fa

          Bordeauxgranata,
          Il problema è proprio quello che dici tu, regimi fiscali italiani, paese vecchio e immobile burocrazia sono i motivi per cui nessuno con il grano investirebbe su di noi.
          È pieno di gente potente a cui gli agnelli fanno una pippa, non sono loro il motivo per cui non ci prende nessuno.
          Unitamente al fatto che Torino è economicamente morta e defunta vecchia e decrepita.
          Solo un miracolo ci può salvare.

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  19. Daniele abbiamo perso l'anima - 1 mese fa

    Condivido le riflessioni dell’articolo. In sintesi avevo scritto qualcosa del genere paragonando i vari momenti del Paese con le vicissitudini del Toro: dalla voglia di rinascita del Grande Torino alla lotta di classe operaia degli anni sessanta fino al estasi Craxiana di inizio anni novanta.
    Ma tralasciavo (sbagliando ) la componente umana e di appetenza al Toro che in questi anni è andata scemando e che in questo 2020 è svanita del tutto.
    Una prova in più che il Toro senza la sua gente diventa una squadretta come le altre.
    Cairo ci ha messo del suo, molto del suo. Il testo l’ha fatta questa pandemia.

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  20. Toroperduto - 1 mese fa

    Cairo è il colpevole, sicuramente, ma ci sono complici e complici insospettabili perché provenivano dal Toro, Giacomo Ferri e Antonio Comi non hanno mai fatto nulla per preservare tramandare consolidare quello che di storico avevamo.
    La domanda va girata a loro ma come tutto cambia, e purtroppo in peggio, il giornalismo e l’informazione non si sono sottratti a questa decadenza

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  21. stanislaobozzi - 1 mese fa

    la “piazza” ha esultato per l’arrivo di Cairo (c’ero anche io e mi maledico tutti i giorni)… la “piazza” deve fare di tutto per farlo vendere

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    1. umberto.picott_7956055 - 1 mese fa

      Voi non avete assolutamente capito niente o fate finta di non capire il disastro TORO!!!! parte da TUTTI VOI!!!!!!!

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      1. stanislaobozzi - 1 mese fa

        parte da tutti voi…
        cosa suggerisci visto che non abbiamo capito niente?
        tenerci cairo per paura di mancanza di alternative?
        esultare per gli splendidi risultati di quesi anni?
        illuminaci

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        1. umberto.picott_7956055 - 1 mese fa

          Voglio aiutarvi allora a rinfrescarvi la memoria! Provate solo a ripensare a quello che successe dopo la vittoria per 2-0 lo scorso 5 gennaio 2020 e alle parole di Sirigu e poi di Belotti dopo la vittoria ai rigori sul Genoa in coppa Italia e l’appello che fecero ai tifosi! non aggiungo altro! provate un attimo a fare mente locale e troverete le risposte!

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          1. paulinStantun - 1 mese fa

            Secondo me dai troppo peso ai tifosi, sopratutto in questo periodo. Dalla chiusura degli stadi 9 mesi fa, tolta la scalcagnata manifestazione della scorsa settimana, i giocatori dei tifosi non ne sapevano manco più l’esistenza (o non penserai seriamente che mentre noi stiamo scrivendo dall’altra parte ci siano Sirigu, Meitè, Rincon etc che fanno refresh in continuazione per sapere cosa stiamo dicendo di loro)…

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          2. Bischero - 1 mese fa

            Ma fatti furbo va… Gadan

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          3. umberto.picott_7956055 - 1 mese fa

            Andiamo avanti un attimo! voglio aiutarvi a riflettere; dopo la vittoria in coppa italia ai rigori sul Genoa il Toro Vinse 1-0 con il Bologna (vedi parole di Belotti prima e dopo la partita)poi sconfitta 2-1 col Sassuolo (in rimonta : primi cedimenti) poi cosa successe dopo?……Ho finito Forza Toro sempre comunque! nonostante tutto!

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          4. stanislaobozzi - 1 mese fa

            mi hai illuminato… colpa di noi tifosi cattivoni e mai contenti… ma in che mondo vivi ?

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          5. Toroperduto - 1 mese fa

            Grazie che mi hai illuminato genio?
            E quindi?

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    2. Emilianozapata - 1 mese fa

      Parole sante e tanto di cappello per quanto fate. Ci sarebbe un’ultima cosetta da fare, però, a proposito di “toritudine” (attributo cui è palesemente estraneo Cairo, e abbiano visto i disastrosi risutati) della proprietà: parlate voi con Lavazza o Ferrero? No, perché io alle cordate credo fino a un certo punto. Perdonate la battuta: visto il recente passato, non parliamo di cordate in casa dell’impiccato.

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      1. umberto.picott_7956055 - 1 mese fa

        Vivo nel mondo Reale di oggi! e questa è la pura e semplice REALTA’!
        Ciao a Tutti!
        Forza Toro! Sempre e Comunque nonostante tutto!

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