Il Toro e l’incubo Atalanta

L’Analisi di Gino Strippoli / Dimenticare uno 0-7 è impossibile e oggi i bergamaschi sono tra le squadre più forti d’Europa

di Gino Strippoli

Inutile nascondere le difficoltà che dovrà affrontare oggi il Torino contro l’Atalanta. Al di là del brutale ‘assassinio’ dello scorso anno  con i granata trafitti da 7 fendenti che hanno procurato ferite ancor oggi sanguinanti, la squadra allenata da Gasperini oggi si presenta nello Stadio Grande Torino come una delle compagini più forti d’Europa e l’ultima Champions sta a dimostrarlo. La qualità tecnica e tattica dei nerazzurri è superiore a quella dei granata così come il valore della rosa a disposizione. Una squadra che è cresciuta anno dopo anno grazie ad un vero progetto dirigenziale presieduto da Percassi. Tutto ciò per dire che il Torino di Giampaolo avrà un compito arduo nell’affrontare la partita di oggi cercando di uscire imbattuto nel proprio campo.

Oggi stare a sindacare come i granata siano indietro anni luce nella campagna acquisti e nel rinforzare la rosa attuale, soprattutto nei ruoli in cui sono stati evidenti le lacune contro la Fiorentina, sarebbe inutile. Il rettangolo di gioco darà come sempre il suo responso. Diventa per sin difficile fare un’analisi pre-partita perché sarebbe quasi uguale a quella fatta una settimana fa contro la ‘Viola’.

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Sicuramente dovremmo vedere dei cambiamenti in formazione vista la fallimentare esperienza da esterni bassi di Izzo e  Ansaldi, dove a Firenze, dalle loro parti si sono aperte praterie in cui affondavano a piacimenti gli avversari. Murru e Vojvoda sono pronti a prendere quei due posti, giocatori che potrebbero garantire  una maggior copertura, anche se non è escluso l’impiego di Izzo vista la caratura degli avversari sulla fascia destra dei granata: Papu Gomez  è il semplice esempio e forse l’esperienza di Izzo rispetto a Vojvoda potrebbe far pendere la titolarità verso il primo. Per la linea a 4 granata sarà dura arginare  due attaccanti come Muriel e Zapata e ci sarà tanto lavoro per Bremer e Nkoulou, che attualmente sono due garanzie in difesa ma certamente gli attaccanti della Dea hanno una tale dimensione internazionale che le scintille in campo sono previste.

Per affrontare l’Atalanta ci vorrebbe un centrocampo molto forte e oggi è il punto debole di questo Toro, così come è stato nella scorsa stagione. La mancanza di un vero e dico vero regista che faccia girare la squadra è evidente come è evidente che Rincon non ha colpe su quello che può dare e non dare visto che gioca fuori ruolo. Al riguardo anche l’ottimo Linetty, visto la scorsa stagione  nella Sampdoria, senza al suo fianco un regista rischia di naufragare com’è successo al Franchi. Dopo un buon quarto d’ora e l’assist per Berenguer  è letteralmente sparito dai radar dalla telecronaca dei cronisti e dei telespettatori.

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Una soluzione potrebbe essere quella di affidare la regia a Lukic che ha piedi buoni e gioca sempre a testa alta con Linetty alla sua sinistra e Rincon alla sua destra. Oppure giocare la carta Segre, un giovane arrembante che come mezzala a destra potrebbe dire la sua. Ma sembra un sogno cercare di vedere un Toro più incisivo e con giovani che hanno voglia di bruciare l’erba sul campo.

Per vincere occorre segnare almeno un gol in più rispetto all’avversario e quella offensiva è sempre un’ottima filosofia. Nel Toro quest’oggi ci proverà con tutta la sua buona volontà e tenacia capitan Belotti, magari con al suo fianco Verdi che è più seconda punta che trequartista, potrebbe essere la soluzione giusta per dare una grossa mano al ‘Gallo’. In questo caso la fatidica maglia da mezza punta sarebbe appannaggio di Berenguer, che in quel ruolo farà quello che potrà.

E’ sempre l’annoso problema che il Toro si porta dietro da anni e anni. Mollato Ljajic, l’unico in grado di innescare Belotti, ma lui era un vero trequartista, i granata non hanno mai più avuto un fantasista capace di dare palloni giocabili per le punte granata. Detto questo sarà il campo a dare il suo giusto verdetto sperando di non rivedere un’altra goleada gonfiare la rete di quel fuoriclasse di Sirigu che meriterebbe ben altro.

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  1. rb27 - 4 settimane fa

    L’incubo é avere proprietà, struttura ed organizzazione assolutamente inadeguate. La conseguenza é che anche stavolta saranno in tanti a passeggiare su quel molto poco che é rimasto del Toro.

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  2. f_p_b_qsv_14554814 - 4 settimane fa

    Caro Strippoli. Parole sante . Ricordo però che Lijacic è stato venduto con il beneplacito della maggior parte dei pseudo allenatori di cui il tifo granata è pieno. Il termine meno offensivo era “incostante” Il progetto di Percassi si è basato anche sulla delega organizzativa perché l’Atalanta l’ho vista raramente entrare in competizione con altre squadre per dei giocatori e comunque ha sempre preso calciatori sconosciuti ai più confermando che occorrono osservatori e deleghe chiare nella struttura di una società. Il torino fc nonha progetto. Cairo da buttare un po’ di mangime ogni anno affinché il pollame si riempa un poco lo stomaco senza soddisfarsi mai. Ricordo anche sempre quanti di questi terrapiattisti proclamavano sino a qualche mese fa l’inferiorità dei bergamaschi rispetto a dei blasonati come noi rifacendosi ai fasti e alla tradizione che nessuno di noi ha mai vissuto . Noi abbiamo lo stesso blasone di un Genoa di un Bologna niente piiu con un presente è un recente passato da grandissima provinciale. Per cui ogg scommettiamo come andrà a finire ?

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    1. Emilianozapata - 4 settimane fa

      Leggo sempre con piacere il forum di toronews perché ogni tanto ritrovo un lucido realismo da parte di chi vi scrive. Queste parole sono la dimostrazione che la passione non può essere cieca, giacché si nutre anche di dolorosa consapevolezza. E oggi i veri eretici da salvare non sono i terrapiattisti, ma quelli che sanno che la Terra è rotonda. Solo con la consapevole passione salveremo il nostro essere granata e quindi il Toro. Per il resto…Che non vinca, almeno oggi, il migliore

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  3. menkheperra - 4 settimane fa
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