Longo sfida Gotti: dalle giovanili alla Serie A, personalità diverse per la salvezza

Confronto / Il tecnico granata è più giovane ma ha più partite in Serie A del collega per tanti anni vice di Donadoni

di Andrea Calderoni

Moreno Longo e Luca Gotti stanno lavorando per condurre alla salvezza Torino e Udinese. Un passaggio cruciale per entrambe le formazioni andrà in scena alle 21.45 di stasera allo stadio “Grande Torino”. Gotti è stato promosso primo allenatore dei bianconeri lo scorso novembre, prendendo il posto di Igor Tudor, e il suo impatto non è passato inosservato alla Dacia Arena. Fino al 12 gennaio, infatti, ha totalizzato 14 punti in 9 turni, poi il rendimento è notevolmente peggiorato. Il girone di ritorno dell’Udinese, infatti, è stato alquanto deficitario e non troppo dissimile da quello del Torino di Longo. L’avvio dell’ex allenatore di Pro Vercelli e Frosinone è stato indubbiamente diverso rispetto a quello del collega. Nelle prime quattro partite, tre pre Covid-19, soltanto un punto all’attivo. Erano stati, invece, quattro nei primi quattro turni per Gotti, che poi mise il turbo dalla settima alla nona partita sulla panchina bianconera.

PERCORSO CONFERMA – L’auspicio del Torino è quello che Longo possa fare un percorso simile a quello della prima metà dell’esperienza da primo allenatore di Gotti, perché significherebbe raggiungere quella quota 40 punti che oggi è ancora lontana. Gotti, invece, da qui ad agosto avrà bisogno di un nuovo sprint. Entrambi gli allenatori se la giocheranno per ottenere una conferma in vista della prossima stagione. Il primo passo, che è anche abbastanza ovvio, sarà conquistare la salvezza, poi a tavolino con le rispettive società si deciderà. Gotti, per dire la verità, ha sempre detto di veder più adatto per sè stesso il ruolo di vice-allenatore, mentre Longo è caratterialmente più leader, ed è questa la differenza principale tra i due personaggi.

Gotti pre Torino-Udinese: “Toro? Per l’organico che ha non merita questa classifica”

CARRIERE DIVERSE – Longo è più giovane ma ha un’esperienza da capo tecnico maggiore rispetto a quella di Gotti, che è alla sua prima avventura in proprio in Serie A, precedentemente era sempre stato soltanto vice, soprattutto di Roberto Donadoni a Cagliari, Parma e Bologna e poi di Maurizio Sarri al Chelsea (aveva già gestito da primo allenatore Treviso e Triestina tra il 2008 e il 2010, collezionando meno di 50 panchine in Serie B). Anagraficamente, però, Gotti è meno giovane di Longo: il primo è un classe 1967, mentre il secondo ha ben nove anni in meno e stasera toccherà le 21 presenze in Serie A. L’obiettivo per il torinese sarà trovare la sua seconda vittoria nel massimo campionato. L’unica risale ai tempi del Frosinone a Ferrara contro la Spal il 28 ottobre 2018. Per farlo dovrà vincere la partita a scacchi con Gotti. Come detto, i percorsi dei due allenatori sono stati abbastanza diversi, ma c’è un aspetto che li accomuna: essersi fatti le ossa nelle giovanili (Gotti tra Milan, Reggina e Italia Under-17, Longo al Toro), la miglior palestra per plasmare il carattere. E di carattere Torino ed Udinese ne avranno bisogno per la salvezza.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy