Il settimo disastro in undici partite di campionato: c’era una volta il Toro…

Controcorrente di Gino Strippoli / Sprofondo granata contro l’Udinese e sono 27 i gol subiti

di Gino Strippoli

C’era una volta il Toro… Non so bene se questo sia il Toro più debole della sua storia, ma sicuramente è uno dei più disastrosi e i risultati di questo inizio campionato dopo 11 partite dicono tutto e anche di più. Ovvero che i granata hanno totalizzato solo 6 punti – grazie a 3 pareggi e una vittoria – e ben 7 sconfitte, con 27 gol subiti a fronte di 19  gol realizzati. I numeri non mentono mai e questa squadra ha una media da retrocessione piena, senza storie e ancoraggio di salvezza, almeno sino alla compiuta partita con l’Udinese di domenica scorsa.

Tutti colpevoli, società e dirigenza granata, allenatore e giocatori. In primis il presidente Cairo, che non ha mai realizzato con i fatti le promesse fatte ad inizio presidenza, ovvero costruire un Toro che si avrebbe dovuto stabilizzarsi, nel giro di 5 anni, sempre nella zona Champions. Poi il direttore sportivo Vagnati, che quest’anno non ha avuto la capacità e l’intuito necessari per prendere giocatori che facessero davvero la differenza e rafforzassero l’organico (quello attuale sembra addirittura più debole dello scorso anno). L’allenatore Giampaolo, che non ha mai dato l’impressione di avere la squadra in mano a livello di gioco e i giocatori, che comunque sono pagati e limitatamente alle loro capacità tecniche dovrebbero dare di più in campo soprattutto a livello di grinta.

TURIN, ITALY – DECEMBER 12: Nicolas Nkoulou of Torino F.C. and Ignacio Pussetto of Udinese Calcio battle for the ball during the Serie A match between Torino FC and Udinese Calcio at Stadio Olimpico di Torino on December 12, 2020 in Turin, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Vedere i visi sorridenti di alcuni dopo la partita persa contro l’Udinese è ingiusto nei confronti della storia del Torino e di tutti quei giocatori che hanno onorato la maglia granata. Inutile dire che domenica scorsa tra i titolari scesi in campo l’unico a salvarsi e a onorare la maglia che porta sia stato capitan Belotti, che non ha mai alzato bandiera bianca fino alla fine della partita. Se poi togliamo Bonazzoli e  Lukic, che entrati nel secondo tempo hanno per un po’ rivitalizzato la fase di attacco granata supportando anche il ‘Gallo’, il resto è stato il nulla. Singo non si è espresso al meglio, non per colpa sua, ma per i raddoppi che ha subito da parte degli avversari e perché è stato troppo trascurato dai compagni soprattutto nei primi 45′.

Già, un primo tempo per i granata inguardabile. Incapaci di stare in campo, di fare la giusta pressione sugli avversari liberi di imperversare sia a sinistra che centralmente che a destra. Insomma, un Toro dominato che non ti aspetti. Si sperava in tutt’altra prestazione e, soprattutto, in un altro approccio alla gara. In realtà, l’Udinese ha fatto la partita sin dai primi minuti, con i granata dilaniati sulle fasce da Stryger Larsen e da Roberto Pereyra, aiutati da Vojvoda e Singo troppo arretrati sulla linea difensiva, cosi tanto da lasciare campo alle incursioni. Aiutati anche a centrocampo, dal trio Linetty-Rincon-Meitè, colpevole di essersi sempre abbassato troppo. Tutto ciò ha sicuramente aumentato la potenzialità dei bianconeri, che hanno trovato spazi per le loro geometrie nella più totale semplicità. Per quanto riguarda la fase offensiva granata, per tutto il primo tempo e parte del secondo, il gioco troppo orizzontale non ha di certo facilitato la costruzione del gioco. Anzi, sotto accusa è ancora in questo caso il centrocampo, infatti, in fase di costruzione, i centrocampisti granata non si sono mai fatti vedere, quasi a nascondersi, lasciando invece a difensori il compito di cercare di portare avanti il gioco.

Un Toro insomma senza idee e con poca fluidità di manovra. Grazie alla poca pressione fatta dai granata, è stato facile per la squadra allenata da Luca Gotti prendere in mano il pallino del gioco, merito va dato anche ad un De Paul che ha fatto con Pereyra, Pussetto e Deulofeu tutte le possibili triangolazioni che hanno poi portato ai gol vincenti.

TURIN, ITALY – DECEMBER 12: Rolando Mandragora of Udinese Calcio and Federico Bonazzoli of Torino F.C. battle for the ball during the Serie A match between Torino FC and Udinese Calcio at Stadio Olimpico di Torino on December 12, 2020 in Turin, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Per dirla tutta, il Toro ha dimostrato di avere centrocampo acefalo, mentre l’Udinese ne ha sfoggiato uno pensante. Basterebbe il secondo gol di De Paul a rappresentare il tutto, con l’ex Bonifazi che conquista palla a centrocampo ad un granata, per poi perderla e riconquistarla immediatamente in un successivo contrasto fino a servire Pereyra  che regala un ennesimo assist per il numero 10  bianconero. E i centrocampisti  del Toro…? Dopo il doppio vantaggio, l’Udinese presa da troppa sicurezza ha lasciato campo al Torino, che è riuscito a reagire grazie anche agli innesti di Bonazzoli e Lukic.  Tant’è che in due minuti, due lampi favoriti da due imperdonabili errori della linea difensiva avversaria hanno portato un provvisorio pareggio insperato. Prima Belotti, al centesimo gol con la maglia granata,  e poi Bonazzoli hanno ridato speranza ma anche la solita illusione cocente. Dopo un solo minuto, Pereyra ha servito su un piatto d’argento il pallone a Nestorovski per il gol vittoria.

Poi un timido e infruttuoso forcing finale dei granata ed una punizione andata a schiantarsi sulla traversa ,ma anche il quarto gol sfiorato da Lasagna.

Adesso bisogna salvare il salvabile, se c’è qualcosa da salvare. Ovvero la categoria, la Serie A. E per farlo occorrerà un radicale cambiamento partendo dall’allenatore che ha le sue colpe (anche se non sono tutte sue). Spiace che alla fine possa essere solo il tecnico a pagare per primo, tutti sarebbero da esonerare. Il Toro per la storia che rappresenta nel calcio italiano merita ben altro! C’era una volta il Toro…

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  1. Nero77 - 1 mese fa

    Settimo disastro?Ancora l opera non è completa,grazie al TRIO sciagura verseremo parecchia bile

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  2. mamaluk - 1 mese fa

    Perché il titolo parla di settimo disastro? I disastri sono almeno nove. Forse che i pareggi con ciclisti e Crotone non sono disastri? Si salva solo la vittoria col Genoa e, a essere generosi, il pareggio col Sassuolo.

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  3. Il Giaguaro - 1 mese fa

    Mi ripeterò fino alla noia… Questo è un gruppo non affiatato che ha fatto l’abitudine alla sconfitta! (tralasciamo Zaza
    Non se ne esce se non cambiando, e cambiando radicalmente, almeno metà degli 11 che scendono in campo…
    Uno per uno non è che i Rincon, i Meitè, i Lyanco, i Sirigu siano i peggiori nel loro ruolo in campionato.
    Da un anno con tre diversi allenatori, i risultati sportivi dimostrano che sono il peggior insieme del campionato.
    Una qualunque Società con una dirigenza appena appena decente lo avrebbe capito già a Gennaio scorso, ma qui stendiamo un velo pietoso…

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    1. Il Giaguaro - 1 mese fa

      tralsciamo Zaza è un refuso, volevo dire che lui è scarso, non inutile ma addirittura dannoso, e basta!

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    2. Toroperduto - 1 mese fa

      Sono giocatori che presi uno per uno singolarmente possono giocare in qualsiasi squadra di serie a ma che non puoi mettere tutti assieme in una sola

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