Torino, i pagelloni di fine stagione – Vagnati ng, la vera prova inizia ora

Torino, i pagelloni di fine stagione – Vagnati ng, la vera prova inizia ora

I voti finali / Il responsabile dell’area tecnica granata ha avuto poco tempo per apportare cambiamenti consistenti ed inserirsi nell’ambiente.

di Lorenzo Chiariello, @lorechiariello

Durante il lockdown, preso atto dei risultati deludenti della stagione, Urbano Cairo ha deciso di voltare pagina. Portando alla guida sportiva della società Davide Vagnati, l’uomo-mercato reduce da un ciclo di successo alla Spal. La società ha deciso di puntare di lui proprio per dare il via ad un processo che restituisse al Toro un’identità, dentro e fuori dal terreno di gioco. E Vagnati lo aveva detto, il giorno del suo arrivo al Filadelfia, di essere un dirigente da campo, sempre vicino alla squadra ed all’allenatore e così è stato. Sin dalle prime occasioni si è dimostrato presente, affiancando Longo (andando anche in panchina durante i match di campionato) e facendo da trait d’union con il presidente Cairo. Vagnati ha approfittato delle 13 partite a disposizione per valutare i giocatori già presenti in rosa e ristrutturare l’organigramma societario inserendo figure a lui vicine (il segretario Bernardelli e il capo-scout Specchia) e promuovendo Moretti a team manager. Po Vagnati – pur avendo i margini di manovra ristretti a causa della matematica salvezza arrivata solo a due giornate d’ala fine – ha iniziato a programmare il prossimo anno. Scegliendo prima il nuovo tecnico della Primavera, Marcello Cottafava, e poi l’allenatore della prima squadra, Marco Giampaolo.

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È chiaro tuttavia che è il calciomercato il principale banco di prova per giudicare l’operato di un direttore sportivo. E Vagnati vive oggi la prima sessione da uomo del Torino. Una finestra di mercato anomala, la più strana della storia recente per le tempistiche ridotte (coprirà un arco tra il 1° settembre ed il 5 ottobre). Poco tempo ma tanto da fare: Vagnati è alle prese con una rivoluzione da dover apportare, un po’ per come è andata la stagione, un po’ perché la squadra va adattata alle richieste del nuovo tecnico Giampaolo. Vagnati è dunque costretto ad agire in tempi rapidi e le sue capacità sono subito messe alla prova. Solamente a giochi fatti sarà possibile dare un giudizio esauriente sul suo operato.

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  1. Gusto - 1 mese fa

    L’inizio non è esaltante. Spero meglio il seguito

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  2. Cup - 1 mese fa

    Essere il dg del Toro e stare a trattare un giocatore mediocre tirando su 100 milioni in più o in meno, è deprimente!

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  3. Cuore granata 69 - 1 mese fa

    Vagnati sta gia’ constatando per me cosa significhi avere a che fare con Cairo..basta gurdare Rodriguez(in questo momento pare siano a casa milan per definire il tutto dice pedulla’).la sua scelta sicuramente sponsorizzata da Giampaolo e’ buona per uno di 27 anni nazionale buon piede ecc ecc ma poi se il milan chiede 3.5 4. Milioni e tu ti presenti con 2 milioni più bonus le trattative si complicano subito e non per colpa di Vagnati che se fosse per lui avrebbe gia’ chiuso ma per chi come al solito parla ma poi i fatti sono un altra cosa.cit non vendo il torino vogliamo fare bene.spero riuscira’ a vendere chi non vuole piu’ vestire il granata e acquistare giocatori utili al mister e scoprire come fece a suo tempo Petrachi i vari Nkoulou Sirigu ecc ecc poi magari ci saranno errori come anche petrachi fece ruben perez sanchez mino..ecco avendo il budeget limitato spero trovi qualche giovane e sbagli il meno possibile..chiudo con una battuta che forse non lo e’,magari sta gia” pensando facevo meno fatica alla Spal che nel Torino fc di Cairo nonostante appeal e qui non ci sono dubbi volge tutto a favore granata..buon lavoro D.S ne hai un gran bisogno.

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  4. Bastone e Carota - 1 mese fa

    In bocca al lupo e spero che con le lime ci sappia fare davvero, visto che sono gli attrezzi preferiti da cairo.

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  5. Lemmy - 1 mese fa

    Vagnati rispetto ai suoi predecessori verrà valutato (in generale) sopratutto da come sarà in grado di ricostruire dopo le macerie provocate dalla passata stagione.
    Personalmente, non potendo pretendere la perfezione, riterrei che un buon lavoro sarebbe quello di vendere bene i giocatori che non hanno oggettivamente reso come da potenziale (Lyanco, Izzo, Aina, Meitè su tutti) e acquistare 4 giocatori (il numero ovviamente è funzionale alle eventuali uscite) che siano funzionali al gioco del nuovo allenatore.

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