Tornare a giocare? Sì, ma… La posizione del Torino verso l’Assemblea di Lega

Il punto / Una buona parte dei club avanza perplessità sul protocollo della commissione medico-scientifica e su altri temi giuridico-regolamentari

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Nessuna contrarietà assoluta a ricominciare, ma ci sono dei temi preliminari che vanno affrontati, tra i quali spicca la tutela sanitaria dei calciatori. Questa è la posizione del Torino e degli altri club della Serie A che ieri hanno firmato un documento sollevante una serie di dubbi sulla direzione intrapresa dalla Federazione per quanto riguarda la riapertura del massimo campionato di calcio (“Non voglio essere il becchino del calcio”, ha detto un perentorio Gravina domenica sera). Nella serata di ieri si sono susseguite notizie, indiscrezioni, comunicati e oggi è prevista un’importante Assemblea di Lega: proviamo a mettere ordine.

IL DOCUMENTO – Come noto, nel weekend scorso la Figc ha trasmesso al governo un protocollo con misure sanitarie volte a permettere una ripresa degli allenamenti presumibilmente dal 4 maggio. Questo documento è stato predisposto dalla commissione medico-scientifica presieduta dal prof. Zeppilli, al cui interno era presente come rappresentante dei medici delle squadre di A anche Rodolfo Tavana, responsabile sanitario del Torino poi dimessosi nella serata di ieri adducendo impedimenti personali e professionali. Mentre il protocollo è in fase di valutazione da parte del ministro dello Sport (“Non posso garantire il ritorno del calcio”, ha detto ieri Spadafora), diverse società di Serie A hanno avanzato dubbi sul protocollo. Ben più della metà dei club, stando a quanto raccolto, anche se poi a firmare sono stati solo otto club tra cui il Torino. E’ stato redatto un documento che ieri è passato all’esame dei consiglieri di Lega e che oggi sarà discusso in assemblea con tutte le società.

I DUBBI – I dubbi sono di carattere innanzitutto sanitario, sul protocollo, che è la questione centrale. Emergono troppe incertezze, dal reperimento dei tamponi al cosa succederebbe se ci fosse un altro caso di positività al Covid-19 tra i calciatori. Poi ci sono quesiti di carattere regolamentare: può la Federazione produrre “effetti modificativi” sulle scadenze del 30 giugno prossimo? E può intervenire sui contratti dei calciatori in prestito o con diritto/obbligo di riscatto? Soprattutto, “quali effetti giuridici potrebbero subire calciatori e club in caso di ripresa del campionato e successiva interruzione per conseguenze derivanti da contagio Covid 19? L’assunzione del rischio di un fatto non più imprevedibile potrebbe ricadere sul club”. Tra i club più perentori nel sollevare dubbi spicca proprio il Torino: il presidente Cairo, in un comunicato redatto ad altri fini, nei giorni scorsi ha chiarito di “Essere il primo a volere una riapertura che deve però avvenire nel rispetto della sicurezza e della tutela della salute”. Di tutto questo si parlerà in Assemblea di Lega oggi e poi in un vertice con il ministro dello sport domani: nelle prossime 48 ore si capirà di più riguardo al futuro di questo campionato.

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