Toro, Nicola: “Punto sulle relazioni umane”. E le parole di Meité e Berenguer fanno riflettere

Le parole / Il tecnico dà priorità alla creazione di un gruppo coeso: “Serve essere prima uomini che calciatori”

di Alberto Giulini, @albigiulini

Prima l’uomo, poi il calciatore. È una linea precisa quella dettata da Davide Nicola, che ieri si è presentato ufficialmente nelle nuove vesti da allenatore granata. “La prima cosa che ho detto ai ragazzi – ha spiegato il tecnico – è che voglio costruire un gruppo di uomini, con relazioni schiette, produttive ed educate. Senza relazioni schiette non si superano le difficoltà”.

CROTONE, ITALY – NOVEMBER 20: Head coach of Crotone Davide Nicola speaks with his players after the Serie A match between FC Crotone and FC Torino at Stadio Comunale Ezio Scida on November 20, 2016 in Crotone, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

IL GRUPPO – Priorità alla creazione di un gruppo coeso, dunque. È questo il primo obiettivo che il tecnico si è posto per risollevare una squadra reduce da un 2020 da incubo. Perché i risultati sono la conseguenza delle relazioni che si instaurano, per usare le stesse parole di Nicola. “Per me è innanzitutto fondamentale costruire un gruppo con valori e idee – ha spiegato molto chiaramente il tecnico -. Io mi affido al gruppo, ognuno ha le sue qualità e la sua importanza, abbiamo bisogno di venire al campo e stare bene ed in armonia tra di noi”. Parole decise, che riportano alla base del Toro principi morali prima ancora che tecnici o tattici.

LO SPOGLIATOIO – Ma quelle di Nicola sono anche parole che fanno riflettere, pensando soprattutto alle recentissime dichiarazioni di Meité e Berenguer. “Con Giampaolo le cose andavano male, vincevamo poco e dal punto di vista mentale non è stato facile” ha raccontato il centrocampista alla sua presentazione da giocatore del Milan. Ancor più significative le parole dello spagnolo, che ha sottolineato una situazione non così rosea all’interno dello spogliatoio: “A Torino era molto diverso rispetto a quello che ho trovato ora. Qui a Bilbao i giocatori sono tutti amici, l’Italia non ha niente a che vedere con questo”. Dichiarazioni che pongono più di un punto di domanda su quale sia il reale clima dentro lo spogliatoio granata e che sembrano avvalorare ancor di più quanto spiegato da Nicola, che ha già mandato un avviso molto chiaro: “Prima di tutto voglio vedere da chi fa parte di questo gruppo gli atteggiamenti giusti. Con chi non li ha faremo le valutazioni dovute”. Se Nicola sceglie di insistere pubblicamente su quest’aspetto, significa che, forse, qualche problematica all’interno del gruppo granata c’è eccome.

36 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. carmelodelcarmin_14273905 - 1 mese fa

    Tutti addosso all’allenatore esonerato per non prendersi le proprie responsabilita’. Un film gia’ visto e noioso.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Toro71 - 1 mese fa

    Nicola deve ricostruire lo spogliatoio mettendo al primo posto il rispetto dei calciatori verso i tifosi e soprattutto devono onorare la maglia che indossano.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. maccabee - 1 mese fa

    quando si tratta di farsi pagare ingaggi stratosferici, i calciatori si definiscono “professionisti”.
    quando si tratta di giustificare lo scarso rendimento, gli stessi parlano di amicizia, di gruppo, di armonia…
    Vorrei ricordare che in generale:
    1 – a un professionista è sempre richiesto l’impegno (non ci sono scusanti ambientali o motivazionali accessorie); se non si impegna, va licenziato per giusta causa;
    2 – se i risultati sono inferiori alle attese, dato per scontato l’impegno di cui al punto 1, allora vuol dire che qualcuno non ha capacità all’altezza delle aspettative (e quindi deve essere ridimensionato nell’incarico e nella retribuzione).

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. FuriaGRANATA - 1 mese fa

    Dai Nicola fagli tirare fuori i cogl…a sti ragazzi
    FVCG

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. come un pugno chiuso - 1 mese fa

    bastassero le relazioni umane… servirebbe molta qualità in più, specie a centrocampo, che come al solito arriverà durante la prossima finestra di calciomercato

    quanti disastri vuoi ancora combinare presiniente eh ?
    a tutto, anche alle peggiori sciagure come te, ci dovrebbe essere un limite

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. prussianblu_2420880 - 1 mese fa

    Qui sento parlare di senso d’appartenenza, io credo che questo nel calcio odierno non esista più, ora, tranne rare eccezioni, anzi, sempre più rare, i calciatori sono tutti mercenari, per lo più pilotati dai procuratori, alla continua ricerca di un contratto migliore.
    Visto che l’amore per la maglia non esiste più è lecito però pretendere la massima professionalità nel rispettare il contratto e chi ti paga e, di conseguenza, il rispetto dei tifosi.
    Io rimpiango i tempi di Pulici, Meroni, Ferrini & C. il calcio era più romantico si identificava la squadra con i giocatori ed i giocatori con la squadra, ed è per questo che vedere gente oggi qui, domani là e che non c’entra nulla con il nostro Toro mi ha fatto, pur continuando a tifarlo, disamorare della squadra.
    p.s. salvo solo il Capitano.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Toro_felix - 1 mese fa

      “alla continua ricerca di un contratto migliore.” Sarebbe bello uno sciopero del tifoso, organizzarsi e dire per una settimana non leggo TORONEWS. Pensate alle lampadine che farebbe accendere. Ancora …non vedrò la partita in streaming (perchè li loro se ne accorgono se la vedi, anche sui siti pirata…).
      Essendo il calcio una droga e non uno sport (lo sport si pratica non lo si vede) è difficile.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. olivia - 1 mese fa

    Importante e’ che VAGNATI non metta il naso nei giocatori da prendere e si lasci A NICOLA la scelta.CAIRO faccia il possibile per accontentare NICOLA.Contro il Benevento importante il risultato ma molto come NICOLA imposta la squadra.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. christian85 - 1 mese fa

    Caro Nicola, intanto un bellissimo benvenuto, anzi bentornato tra noi.
    E’ sempre un piacere vedere che un cuore Toro si appresti a dover fare finalmente qualcosa di granata per il Toro.

    Detto questo, mi auguro innanzitutto che tu possa avere le condizioni per lavorare bene in questi 5 mesi che rimangono.
    Condizioni che devono essere imprescindibili da parte di tutti, da Cairo per primo, essendo il principale responsabile di questi ultimi 2 anni disastrosi, della società ( che c’è ma non c’è.. Vagnati.. Comi… Moretti… ) e per concludere dalla squadra.

    Il discorso di relazioni umane però dovrebbe già essere sottointeso dal momento in cui un professionista sottoscrove un contratto, con il quale si legherà per tot anni per avvalersi della prestazioni sportive.

    PARLIAMO ESATTAMENTE DI QUESTO.. “””””PRESTAZIONI SPORTIVE”””””, visto che si parla nel mondo dello sport e dell’atletica.

    In questi due anni, però qualcuno ha mancato di rispetto ai tifosi del Toro, ai compagni, ai mister che hanno allenato prima del tuo arrivo e anche comunque a Cairo stesso.

    Le vicende principali di N’Koulou, Izzo, Aina e Meitè sono figlie di persone senza anima, di poco rispetto, perchè il loro contratto con ingaggi significativi lo devono comunque grazie a Cairo che aveva deciso 3 anni fa di alzare il tetto ingaggi.

    NON ESISTE e NON PUO’ ESISTERE che a dei professionisti venga permesso di tutto, di fare capricci, di ammutinarsi e di fare quello che vogliono.

    In precedenza, erano stati messi Longo e Asta, soprattutto nel contesto di granatismo, ma i problemi non furono risolti, cosi come tutt’ora.

    Non è possibile dare la colpa ogni volta a un allenatore nuovo che arriva, sono tutte scuse, infatti Izzo nel gol contro il Napoli corse ad abbracciare Giampaolo, cosi come fece Ansaldi in quel maledetto 3-3 contro l’Hellas lo scorso anno.

    Sono tutte falsità quello che si viene detto, quando gentaglia come Meitè e Aina dicono che il problema era l’allenatore.

    Meitè stesso ha cambia 4 allenatori e ripeto, QUATTRO, e ha sempre fatto schifo; quindi non può essere colpa della guida tecnica.

    Mi auguro che tu possa davvero prendere in mano il lato umano della squadra e che tu riesca a trasmettere il senso di granatismo e senso di appartenenza, ma la vedo molto dura, altrimenti sarebbe bastato soltanto Asta con la sua grinta che lo ha sempre contraddistinto a dare una bella svegliata.

    Qui, prima di parlare di relazioni umane caro Nicola, è bene che metti le cose in chiaro al presidente, perchè se ci fai caso, il pesce puzza sempre dalla testa..

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Toro_felix - 1 mese fa

      Il problema sono i giocatori che da un certo momento cominciano a sentire inadeguata la lo posizione sociale ed economica che per loro è sotto le aspettative, da qui parte tutto. Compito della società PREVENIRE questi fatti.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. maccabee - 1 mese fa

        il Toro ha il 7 monte ingaggi ed è ultimo in classifica…
        la posizione economica dei suoi calciatori è certamente inadeguata, ma lo è per eccesso!

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  9. Madama_granata - 1 mese fa

    Io credo che Longo, con Asta, fossero riusciti a stimolare nei giocatori “il senso di appartenenza”, l’affiatamento.
    Credo che fossero riusciti a fare di una quindicina (molti di più non ne avevano) di discreti singoli giocatori, totalmente disorientati e lasciati allo sbando dopo la sconfitta in casa contro l’Atalanta per 0-7, e il 4-0 subito a Lecce, un gruppo che aveva cominciato a credere in se stesso, e a lottare per l’onore dei colori granata.
    Lo spiraglio si era aperto, la strada, anche forse solo il sentiero, era stato imboccato.
    Poi, a mio avviso, l'”errore”.
    Quell’ “errore” che in tanti hanno invocato, che in pochi si riconoscono, e che poi tutti hanno pagato a caro, carissimo prezzo.
    La Società, e un gran numero di tifosi, bisogna riconoscerlo, non si sono fidati di due Cuori Granata, di un tecnico giovane ed emergente, che comunque l’obbiettivo prefissato lo aveva raggiunto: la salvezza.
    Cairo “sognava l’Europa”, convinto di avere un
    parco-giocatori all’altezza, e come lui tantissimi tifosi scontenti che “mugugnavano, premevano e spingevano” perché Longo, sì, aveva salvato il Toro, ma a stento e fatica, e solo nelle ultime partite aveva “risollevato” la squadra”!
    La cacciata di Longo, beffato e tradito proprio da quell’ambiente granata che lui tanto amava, e in cui tanto credeva, ha coinciso con un crollo della squadra ancor peggiore del precedente.
    Giampaolo, “Docente Universitario” del calcio, nome famoso, ma discusso e pieno di fallimenti alle spalle, era l’antitesi di ciò che serviva al Toro e alla sua squadra.
    Il signor Giampaolo, seduto in cattedra, teorico, sognatore e distaccato dapprima, poi spaesato, sconsolato e depresso dai risultati disastrosi, e dal fallimento che si profilava, non era certamente la persona adatta per trasmettere gli stimoli giusti alla squadra, per insegnare ai calciatori cosa “è” il granatismo, come scendere in campo con la giusta grinta, con il coltello tra i denti, tutti fratelli, tutti uniti per un’unica causa!
    Errori di tutto l’ambiente (Dirigenza, calciatori, tifosi), non certo solo suoi, che però in un anno hanno portato la squadra ai peggiori risultati possibili, da nessuno, neppure dalla “stampa”, mai immaginati.

    Ora ripartiamo da Nicola.
    Io credo fermamente che lui di Granatismo, di grinta, di Cuori Granata, di coesione dei calciatori, di aiuto reciproco, e del significato della parola “squadra” sappia parlare ed insegnare ai giocatori.
    Credo che lo sappia anche ricordare a tutto l’ambiente, dal Presidente fino all’ultimo dei tifosi.
    Benvenuto, signor Nicola, e Buon Lavoro!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Cristiano.123 - 1 mese fa

      Un contributo bellissimo ed assolutamente aderente alla realta’ espresso in un linguaggio fluido ed impeccabile. Complimenti.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Madama_granata - 1 mese fa

        Molte grazie!
        Scrivo ciò che il mio “vecchio cuore granata”
        e l’esperienza maturata in una vita che volge ormai verso la fine mi suggeriscono.
        Cerco di essere più obbiettiva possibile: per me gli errori dobbiamo portarli tutti sulle spalle, perché comuni a tutti quanti, “dal Presidente all’ultimo dei tifosi”, come uso spesso dire.
        Ed è perciò che risulto invisa a molti “tifosi arrabbiati”, di quelli che dicono di essere stati da sempre favorevoli quando ci si ritrova “un Belotti” in campo, sfavorevoli da sempre quando si compra “uno Niang”!
        Peccato che costoro hanno dimenticato i loro toni trionfalistici all’arrivo di “quel Niang”, e parimenti le loro critiche e diffidenze all’arrivo di “quel Belotti”!
        Errare humanum est!
        E, che ci piaccia o no, siamo tutti umani…
        Buona serata e buona partita!

        Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Héctor Belascoarán - 1 mese fa

      Non è vero: purtroppo Longo ha fatto poco, non per colpa sua va detto, quel poco è bastato per mantenere la categoria. Anche Gianpaolo ha fatto poco e farà poco anche Nicola se non si ammette che questo gruppo squadra è finito a Wolverhampton.
      Longo, Giampaolo e Nicola son tutti professionisti che se messi nella giusta condizione sanno fare il loro mestiere.
      Il punto è che non ci sono le condizioni e, purtroppo per noi, lo potremo già (ri)constatare da stasera.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    3. suoladicane - 1 mese fa

      non so il motivo per cui le creda ancora che il GRANATISMO appartenga a qualcuno della rosa (escluso belotti e forse qualcuno dei giovani); le palle, la grinta, lo spirito di sacrificio per i compagni ed il non mollare mai, o li hai o non li hai, e qui casca l’asino: a me sembra che proprio solo Belotti incarni questi valori e vada oltre i suoi limiti tecnici (che ci sono e che gli perdoniamo perchè ha tutto il resto!); ù
      non può essere solo l’allenatore a cercare di inculcarteli, è tutto l’ambiente se ne è intriso a trasmetterli, i dirigenti della società ma anche tutti i dipendenti e collaboratori, i tifosi, i giornalisti, il campo, la presenza dei tifosi agli allenamenti ecc… ecc… sono loro prima dei giocatori che definiscono il valore E LO SPIRITO DEL TORO; purtroppo questa società NON HA NULLA DI TUTTO QUESTO, ma proprio il nulla cosmico, ed il non capire che il tifoso del toro è UN ROMANTICO e non agire di conseguneza, è il peggior male che non è curabile fino a che il PRESINIENTE sarà al timone
      CAIRO VATTENE

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  10. Messere Granata - 1 mese fa

    Nicola deve lavorare bene sulla testa dei giocatori. Consiglio un bel cric. Poi tutti a fare un tampone. Emostatico però. Un metodo sicuro per fare dei punti. Di sutura. Cairo e Vagnati, per le capacità dimostrate, meritano invece un’investitura. Anche sul marciapiede. E noi tifosi? Arrangiamoci. Cerea a tüti.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  11. abatta68 - 1 mese fa

    Nello sport in genere la benzina per andare avanti, stringere i denti, superare i propri limiti si produce definendo obiettivi, si deve sempre lottare per vincere, questo vuol dire fare sport agonistico, a maggior ragione se si tratta di uno sport di squadra, dove si deve aggiungere anche il contributo personale per essere un gruppo affiatato. Dopodiche se le cose vanno a meraviglia si può anche diventare amici, ma più le cose degenerano e più si creano le varie correnti che spaccano il gruppo. Chi gioca sempre diventa colpevole, chi non gioca mai accusa chi gioca, chi gioca poco si sente incompreso e chiedere di essere ceduto. Nel toro di Cairo questo è sempre avvenuto. Cairo e petrachi però hanno sempre detto che i calciatori qui possono crescere fino a un certo punto, poi è lecito che abbiano altre ambizioni. Lo abbiamo sentito molte volte questo discorso e anche i più fedeli come darmian e glik sono stati accontentati. Quando lo ha chiesto nkoulou invece no, nonostante lasocieta non gli avesse rinnovato il contratto apposta secondo programma. Alla roma poi non ci è andato lui ma petrachi! Risultato: spogliatoio diviso e mazzarri fottuto! Societa che impone silenzio stampa che belotti appoggia, ma che viene tradito da twitt dei vari Izzo ansaldi rincon ecc, dirigi che prende le parti di belotti e tutti gli altri smettono di giocare. Tutto questo senza una dirigenza capace di governare nulla… e alla fine paga sempre l allenatore, qualunque esso sia. Io faccio il tifo per nicola, ma se crede di convertire questa situazione facendoli diventare amici dovrà aspettare che siano tutti a carriera finita, a fare gli opinionisti in tv! Questi risultati sono la miseria raccolta da uno staff di incompetenti che continuerà a produrre le stesse dinamiche interne.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Luke90 - 1 mese fa

      E anche vero che la pratica di vendere i giocatori (cosa che per me è sempre stata normale) è stata contestata anche in modo vari da tutti … anche Darmian fece un anno più del necessario e non mi pare abbia spaccato nulla. Il problema sono gli uomini … ci sono persone che se la fanno con la moglie del loro miglior amico … ci sono persone di cui ti fidi e ti accoltellano alle spalle.. e ognuno fa quello che ritiene giusto per se stesso senza valutare le conseguenze. E poi la verità chi la conosce veramente…

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Héctor Belascoarán - 1 mese fa

      Bravo!
      Non solo, cambiando di nuovo allenatore si rischia il tracollo definitivo. Nicola dovrà essere molto ma molto bravo ad alternare il bastone alla carota. Incrociamo le dita.

      In tutta questa tristezza deve essere chiaro che c’è un solo unico colpevole.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    3. suoladicane - 1 mese fa

      tutto vero, però leggiamo tra le righe: ha detto che vuole cose semplici, poche e fatte bene, mi sembra un po’ il discorso fatto da moreno la scorsa primavera credo farà i punti che servono per la salvezza;
      poi liberi tutti e la società resterà con il cerino in mano perchè ai prezzi folli di urbanetto chi vuole andarsene resterà: izzo perchè nessuno vorrà spendere 15-20k per i suoi tatuaggi, sirigu perchè è un rompicazzo, lyanco perchè alla fine non ne vale 8, edera perchè è scarso e così via.
      Nkoulu andrà via perchè non ha rinnovato, ed infine probabilmente andrà via anche il Gallo (ed a tutti noi dispiacerà tantissimo) perchè se fa un buon europeo, sempre che si giochi, o gli fanno un rinnovo a cifre monstre oppure ad un anno dalla scadenza urbanetto prenderà i 20k che gli offriranno e lo farà andare.
      Alla base torneranno gli scarponi ed i rotti, Didji, Falque, Millico, Ola Aina lo riscaterrano e credo anche Meitè forse venderanno Bremer che ha mercato e Singo.
      Spero di essere smentito, ma questo è oggi lo scenario più probabile sia che si tenga la categoria sia che si retroceda, in ogni caso sul groppone resteranno gli “investimenti” Verdi, Zaza, Rincon e compagnia bella.
      lietissimo di essere in futuro smentito
      CAIRO VATTENE

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    4. suoladicane - 1 mese fa

      insomma è comunque una società da rifondare prima di tutto nella dirigenza che ha fatto talmente tanto male che in un anno solare ha bruciato 4 allenatori diversi, non si è avuta al capacità e/o la volontà di intervenire sullo spogliatoio lasciando tutte le tematiche interne al mister di turno, ed anche quando questo è riuscito a cavare il sangue dalle rape che allenava, è stato lasciato a casa; i 5 piciu al timone: il presiniente, il ciccione, giacchetta, barile (detto va beh) e il non pervenuto (moretti) hanno chi più chi meno nella loro incompetenza creato ed incancrenito questa situazione la cui soluzione è una sola, RESET TOTALE
      CAIRO VATTENE

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  12. iugen - 1 mese fa

    Per forza che deve puntare sulle relazioni umane, se punta sulla tecnica, la qualità e la bravura fa la fine di Giampaolo, visti gli scarpari che abbiamo in squadra

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Héctor Belascoarán - 1 mese fa

      È proprio questo che mi preoccupa, Giampaolo aveva già capito che la tecnica, il gioco, non sarebbe stato possibile tornando al 352 e aveva già puntato sulle relazioni umane cercando di recuperare alle causa giocatori importanti, su tutti Izzo e Sirigu, ciò che io temo invece è un ulteriore passo indietro di una squadra che fatica davvero troppo nel cercare “un centro di gravità permanente”. Sommato a tutto questo ci sono le lacune tecniche naturalmente, cosa che la società non sembra accorgersene.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  13. suoladicane - 1 mese fa

    sembra passato un secolo , invece è passato solo un anno e mezzo dalla serata con i Wolves in questi mesi si è parlato tanto di spogliatoio spaccato, ammutinamenti ecc……..non mi sembra affatto una novità, ci sono persino andati leggeri, e comunque non sapremo mai la verità
    CAIRO VATTENE

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  14. Fantomen - 1 mese fa

    Il nostro spogliatoio non è peggio di altri e solo che le altre squadre hanno strutture e dirigenti credibili che li gestiscono……noi è 2 anni che siamo senza un ds ……Vagnati non lo considero tale e bava non lo è mai stato……senza figure credibili i giocatori fanno quello che vogliono……non serve fare piazza pulita dei giocatori …..tanto anche i nuovi in questo contesto dopo un anno farebbero stesso…….ma creare una struttura di dirigenti credibili…..

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  15. Granata de Milan - 1 mese fa

    Queste mezze dichiarazioni,dicono verità intere…..
    Nicola,che la forza sia con te!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  16. bordeauxgranata - 1 mese fa

    In ogni caso auspico a fine stagione una bella pulizia. Di calciatori, ma in primis spero sempre a livello societario ma qualcosa deve muoversi perché da troppo il Toro é allo sfascio, oramai parliamo solo di problemi e angosce, di campo si parla sempre meno.
    É avvilente vivere la propria passione in questa maniera.
    GRANATA É UNA SECONDA PELLE

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  17. robytrol_181 - 1 mese fa

    il “gruppo” si forma se si crede tutti in un unico scopo, traguardo.
    I giocatori sono si dei professionisti ma sopratutto sono dei ragazzi che da bambini hanno giocato in squadre che lottavano per vincere, per diventare bravi giocatori, e quando hanno capito che nel Toro attuale NON ci sono obiettivi se non quello di sopravvivere in serie A, senza puntare a nulla, per permettere al presidente di fare i suoi affari, ovviamente si scazzano e diventano dei puri professionisti che però appena possono chiedono di andarsene in squadre che gli permettano di vincere qualcosa, visto che rimangono sempre dei giocatori di calcio.
    Per cui basta chiacchierare al vento di Gruppo, di amici, di famiglia. O si cambia il presidente dando stimoli e obiettivi a giocatori o tifosi, oppure il risultato sarà che i migliori Sirigu, Nkoulou, ma anche Immobile, e company, appena possono se ne vanno!!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  18. Guevara2019 - 1 mese fa

    Nicola è il quarto allenatore che deve fare lo strizzacervelli, di una truppa pagata profumatamente che non s’imbarazza di incassare tutti quei soldi.
    Tra proprietario e ricchi smidollati ce la farà a invertire la rotta?
    Dopo alcune partite a febbraio sapremo il destino.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  19. Nero77 - 1 mese fa

    Quello che aveva bisogno la squadra dopo la salvezza in extremis dell anno scorso era compattezza,fiducia forza mentale e tutto quello che servirebbe per l autostima tutte cose che il maestro Gp non poteva dare.Un narcisista innamorato delle Sue idee calcistiche distaccato e con la faccia da eterno sfigato.Eccolo il fallimento, oltre le colpe societarie

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Toro_felix - 1 mese fa

      Ti sbagli, ha perfino snaturato il suo gioco per salvare il salvabile.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  20. Il Giaguaro - 1 mese fa

    E’ un dato di fatto che questi “uomini” abbiano già causato la fine di tre allenatori in un anno! E’ un fatto che presi uno ad uno i nostri giocatori valgano più dei punti che hanno conquistato nel 2020. Nicola non fallirà se gli cambieranno 5 o 6 elementi, cosa che dubito, altrimenti sarà solo una continua agonia…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  21. paperoga - 1 mese fa

    L ‘ ultimo allenatore che ha cercato di formare un gruppo affiatato da noi e’ stato Miha.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Toro_felix - 1 mese fa

      Ame pare che GRANATA in questo sito abbia detto altro, ovvero che la società punta molto sull’ambiente (i risultati tuttavia non ci sono).

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  22. Héctor Belascoarán - 1 mese fa

    Più che altro mi preoccupa la retorica del gruppo, in questo gruppo. “Prima di tutto un gruppo di uomini, un gruppo di amici” un concetto facilmente condivisibile ma che in questo spogliatoio rischia di essere un boomerang per una serie di problematiche non risolte già denunciate da Giampaolo.
    L’augurio e che Nicola riesca dove altri hanno fallito ma la mia sensazione è che si dovrà passare attraverso un ricambio pressoché totale dell’organico e se non si comincia ora in questa breve finestra di mercato che c’è rimasta fra qualche mese fagocitiamo pure questo nuovo mister adossandogli tutte le colpe che in precedenza abbiamo addossato agli altri.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy