culto

Toro-Lazio 1-0: una nevicata fuori stagione

Toro-Lazio 1-0: una nevicata fuori stagione - immagine 1
In una notte di metà marzo, sotto una fitta nevicata fuori stagione, Jonathas decide di prendere il suo unico momento di gloria granata al primo pallone toccato: ce ne parla Francesco Bugnone nella nuova puntata di Culto
Francesco Bugnone
Francesco Bugnone Columnist 

Domenica 17 marzo 2013 in molti facevano il conto alla rovescia per l’equinozio di primavera, ma un’improvvisa e inattesa nevicata si abbatte sul Nord Italia. Alle 20,45 il calendario prevede il posticipo fra Torino e Lazio e, siccome il fenomeno meteorologico non è tale da portare il rinvio, piumini e berretti si rivelano alleati utilissimi per andare allo stadio. Il Toro di Ventura sembra in grado di chiudere la sua prima stagione nella massima serie con una salvezza piuttosto tranquilla, anche se in molte partite ha raccolto meno di quanto prodotto per poca fortuna, errori arbitrali e qualche dabbenaggine incredibile come nella giornata precedente in cui, in vantaggio a Parma a fino al 77’ e con la partita saldamente in mano, i granata si sono fatti infilare quattro volte, tre delle quali da Amauri. La fotografia della domenica è Salvatore Masiello che si mette a dribblare senza un criterio sulla propria trequarti facendosi rubare palla da Nicola Sansone che realizza il 2-1. Quella contro la Lazio diventa così un’occasione di pronto riscatto.

I granata scendono in campo con una delle ultimi versioni del 4-2-4 venturiano che, dalla trasferta nella San Siro rossonera di lì a poco, si tramuterà in 3-5-2: Gillet in porta, Darmian e D’Ambrosio terzini, Glik e Guillermo Rodriguez centrali, Gazzi e Brighi in mezzo, Santana e Cerci ali, Barreto e Meggiorini punte. La Lazio di Pektovic ha nomi di culto come il centravanti Kozak e il centrale Ciani oltre a schierare califfi come Radu, Candreva, Ledesma e Lulic. La partita inizia con un gran ritmo: Glik chiede il rigore per un’uscita al limite dell’ex Marchetti, Cana centra il palo di testa. Poi entra in gioco il minuto di follia di Michael Ciani. Il gigantesco centrale ex Bordeaux atterra Barreto in mezzo al campo per evitare un contropiede e il cartellino giallo è ineccepibile. Qualche istante dopo, su un pallone lungo per Meggiorini, il numero due sembra in netto anticipo, ma ancora una volta non ha fatto i conti con Barreto che gli passa davanti con un guizzo e viene preso in pieno dall’intervento in scivolata dell’avversario. L’arbitro Tagliavento non può che estrarre il secondo giallo e al 16’ il Toro si ritrova in superiorità numerica. Era già accaduto a Catania quando un fallo di reazione di Lodi aveva lasciato gli etnei senza un uomo addirittura al 13’, ma i granata giocarono una gara discretamente oscena graziati da un rigore calciato da Bergessio contro la traversa andando più vicini a subire il gol che a farlo.

Il Toro non alza il ritmo. Le ipotesi sono varie: la pressione per non poter fallire una seconda occasione in superiorità numerica, l’astuzia nel far stancare la Lazio con l’uomo in meno col passare dei minuti, il tempo inclemente che fa scorrere con pesantezza quel pallone arancione fra i piedi di chi dovrebbe fare la gara. I minuti scorrono e i padroni di casa producono poco, ma al tempo stesso subiscono zero. Il primo tempo si chiude senza grossi sussulti e la ripresa inizia più o meno sulla falsariga anche se una progressione di Lulic che si trasforma in slalomista crea qualche grattacapo alla difesa anche se non viene capitalizzata da Kozak. Darmian che non riesce a fermare il bosniaco è uno dei rarissimi istanti di difficoltà di Matteo sotto la Mole. A poco a poco il Toro guadagna metri sebbene pungere sia un’altra cosa. Per questo Ventura, mentre il gioco si ferma per far pulire le righe del campo, medita un cambio e al 77’ richiama Barreto per inserire il brasiliano Jonathas Cristian de Jesus Maurício in arte soltanto Jonathas.

Jonathas è arrivato a gennaio dal Pescara dove non aveva ripetuto quanto di buono aveva mostrato in serie B col Brescia. In quella sera nevosa il carioca gioca il suo quarto spezzone in granata e si va a piazzare in mezzo all’area mentre Cerci sta per calciare un angolo dalla destra. Il numero ottanta si smarca bene sul mancino a rientrare di Alessio e tocca il suo primo pallone con una zampata volante che finisce in fondo al sacco facendo finalmente esplodere Maratona e dintorni. Bianchi si divora il raddoppio in contropiede per eccesso di egoismo, ma la Lazio non riesce più a spingersi in avanti con efficacia. Stanchi e infreddoliti, ma felici, possiamo festeggiare per la vittoria più prestigiosa della stagione.

LEGGI ANCHE27 marzo 1973

La stagione di Jonathas sembra svoltare. Col Napoli entra, si incarica di calciare un rigore che trasforma alla perfezione per il provvisorio 2-2 di un pirotecnico 3-5 caratterizzato dal primo gol granata di Barreto, da un illusorio vantaggio di Meggiorini, dalla tripletta di Dzemaili e dalla doppietta dell’uragano Cavani. Da lì in poi, però, solo altri scampoli: a Bologna si mangia un gol clamoroso, nel derby viene affossato in area da Bonucci senza che l’arbitro intervenga (ma era in posizione irregolare). In un Toro che non vincerà più la maglia da titolare arriva all’ultima giornata quando tutti si aspettavano Rolando Bianchi visto che quello contro il Catania sarebbe stato l’impegno finale della sua permanenza in granata. “Volevo provare Jonathas dall’inizio” la sorprendente dichiarazione di Ventura a fine partita che lascia trasparire un rapporto non proprio idilliaco col centravanti di origini bergamasche.

Anche Jonathas lascia Torino e si avventura in una carriera che farebbe la gioia di un appassionato di Football Manager o del giochino delle carriere a Fontana di Trevi: Latina, Elche, Real Sociedad, Rubin Kazan, Hannover, Corinthias, ancora Hannover, di nuovo Elche, Sharjah (Emirati Arabi), Odisha (India), Nautico, Inter de Limeira e ora Athletic. Gol ne ha fatti quasi dappertutto, anche in campionati importanti come la Liga, ma nel nostro cuore, nonostante l’apporto limitato, sarà sempre colui che ha reso una nevicata fuori stagione una notte da ricordare.

Classe 1979, tifoso del Toro dal 1985 grazie a Junior (o meglio, a una sua figurina). Il primo ricordo un gol di Pusceddu a San Siro, la prima incazzatura l'eliminazione col Tirol, nutro un culto laico per Policano, Lentini e...Marinelli. A volte penso alla traversa di Sordo e capisco che non mi è ancora passata.

Disclaimer: gli opinionisti ospitati da Toro News esprimono il loro pensiero indipendentemente dalla linea editoriale seguita dalla Redazione del giornale online, il quale da sempre fa del pluralismo e della libera condivisione delle opinioni un proprio tratto distintivo.

tutte le notizie di

Se vuoi approfondire tutte le tematiche sul mondo Torino senza perdere alcun aggiornamento, rimani collegato con Toronews per scoprire tutte le news di giornata sui granata in campionato.