Torna l'appuntamento con la rubrica a cura di Enrico Tardy: "La gara con gli emiliani è la fotografia dei pregi (tanti) e difetti (pochi) dei nostri eroi..."
Chi come il sottoscritto frequenta da decenni lo stadio purtroppo ha già assistito a gare sul modello di quella con il Sassuolo. Bel gioco, occasioni sprecate e finale beffardo. Questo Toro rende piacevole andare al campo, difende nella metà campo avversaria, concede pochissime occasioni da gol, propone un bel calcio.
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La gara con gli emiliani è la fotografia dei pregi (tanti) e difetti (pochi) dei nostri eroi. Un gioco offensivo illogicamente produttivo di pochi gol, una ottima difesa, trame di buon livello tecnico. Purtroppo il pareggio di ieri è arrivato sull'unica occasione creata dagli avversari e su un singolo errore di posizionamento della squadra che ha concesso al calciatore avversario migliore il contropiede oltre tutto all'ultimo minuto ed in situazione di vantaggio.
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Abbiamo avuto sfortuna è evidente, ma quell'azione nata male, rimpalli, forse un fallo da rigore di Singo, la titubanza del portiere hanno compromesso il risultato. Su Vanja abbiamo già detto e scritto molte volte: il Toro ha scelto di sacrificare le abilità proprie dell'estremo difensore classico privilegiando quelle del centromediano metodista. Il serbo nelle ultime due gare mi è parso più approssimativo del solito commettendo diversi errori tecnici e di posizione. Che dire, il tempo e Di Sarno, ne valorizzino i pregi e riducano i difetti!
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In attacco manca un po' di sana cattiveria: Sanabria è una discreta punta senza però la fame da gol tipica di certi centroavanti. È molto bravo nel manovrare e, come dice Juric, nel far giocare bene la squadra, allumasse il suo sguardo di maggior furore completerebbe i suoi talenti.
Dettagli... ci stiamo divertendo, godiamoci questo momento.
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