Il ritiro dalle sabbie immobili

Il ritiro dalle sabbie immobili

Torosofia / Sono ormai un po’ di anni che il Toro pone a sé stesso, dal punto di vista della società, degli obbiettivi che non riesce propriamente a perseguire.

di Elisa Fia

Sono ormai un po’ di anni che il Toro pone a sé stesso, dal punto di vista della società, degli obbiettivi che non riesce propriamente a perseguire. Le classifiche degli ultimi anni parlano chiaro: a partire dalla stagione 2013-14, la squadra granata ha sempre cercato di raggiungere l’Europa, afferrandola per due volte in maniera molto carambolesca e sfiorandola per il resto delle stagioni. Di certo il favore delle circostanze non gioca, spesso e volentieri, dalla nostra parte, ma c’è anche da dire che, negli ultimi anni, per ogni slancio che la squadra ha, vi è quasi immediatamente una spinta opposta della squadra stessa che, al momento di concretizzare una fila di risultati utili, che consolidino una determinata posizione, crolla, risucchiata da delle sabbie (im)mobili che sembrano non lasciarla più andare.

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Sì, immobili, perché laddove ad una forza se ne opponga una opposta il risultato è pari a zero, proprio come ciò che, a livello di risultati, il Toro è riuscito a portare a casa nelle scorse stagioni. Non resta che chiedersi se le ambizioni siano troppo alte a questo punto eppure penso che a nessuno di noi sia sembrato di avere di fronte una squadra non all’altezza delle aspettative, specialmente nell’ultimo anno che però si è dimostrato sorprendente da qualsiasi angolazione lo si guardi e che si è fortunatamente concluso senza troppi danni.

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Tuttavia, voltata una pagina se ne trova sempre un’altra di fronte a sé e questa volta siamo davanti al capitolo dell’era Giampaolo, carismatico mister di Bellinzona, che come dichiarato nella presentazione sembra sapere perfettamente che nella piazza granata, per quanto sia storica e dall’atmosfera inconfondibile, c’è un bel lavoro da fare: bisogna rimettere in moto il motore di una macchina da corsa potenzialmente vincente ma arrugginita, partendo dall’acquisto di nuovi ingranaggi, pezzi ben precisi che facciano funzionare il tutto e che, così come i risultati, sono recentemente mancati.

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La speranza, per adesso, non è alcunché di utopico, ma l’augurio che l’intervento di Giampaolo sia lo strattone definitivo per l’uscita da una logorante condizione di stallo per una società che vale molto di più di un sedicesimo posto.


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6 Commenta qui

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  1. Junior69 - 1 mese fa

    Basta con sta storia della squadra forte anno scorso.
    Pur non avendo venduto nessuno la squadra era davvero scarsa, il centrocampo peggiore della serie A. Non sapevamo giocare a calcio. E di questo unico responsabile è stato Mazzarri con Cairo a ruota. Perfavore cercate di essere obbiettivi, grazie.

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  2. MimmoBG - 1 mese fa

    E adesso che avete fatto i maestrini siete soddisfatti?comment_parent=0

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  3. subcomandante - 1 mese fa

    Ho voglia di Gianpaolo e di qualche partita con una parvenza di gioco. Forza Giampa sei quasi tutti noi.

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  4. Gallochecanta - 1 mese fa

    Sarà anche studentessa di filosofia, ma le lettere le ha proprio saltate.
    Solo all’inizio, perché poi non si può proprio continuare:
    se stesso senza l’accento per cortesia che si mette solo quando ‘sè’ è da solo.
    Obiettivo meglio con una b anche se ormai qualche vocabolario figlio della scrittura emoticon lo accetta con due.

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    1. zaccarelli - 1 mese fa

      raggiungere l’Europa, afferrandola per due volte in maniera molto carambolesca

      magari voleva scrivere rocambolesca ?

      Bisogna SEMPRE rileggere

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      1. zaccarelli - 1 mese fa

        Se tifi Toro, ti vorrò bene sempre e comunque.

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