Torino, Bava incorona Benedetti: il suo occhio per i talenti è una garanzia

Torino, Bava incorona Benedetti: il suo occhio per i talenti è una garanzia

Focus / Da diciannove anni l’attuale responsabile tecnico della Scuola calcio è nell’organigramma granata e grazie a lui sono stati scovati diversi talenti

di Roberto Ugliono, @UglionoRoberto

Sono passati 19 anni da quanto Silvano Benedetti ha appeso gli scarpini al chiodo ed è tornato al Torino in veste di dirigente. Da allora è diventato sempre più fondamentale nella ricerca dei giocatori e sulla loro valutazioni. Il suo ruolo attuale è quello di Responsabile Tecnico della Scuola calcio e di fatto è lui a portare i principali talenti quando ancora devono muovere i primi passi nel Settore giovanile. La sua, d’altronde, è una voce autorevole e difficilmente sbaglia. A testimoniarlo è lo stesso Massimo Bava, che nella riunione con l’AIAC di Torino ha raccontato: “Se Benedetti mi chiama e mi dice che c’è un U10 che è da prendere, io non vado manco a vederlo perché so che ci sono cose che lui vede che io non vedo“.

TALENTI SCOPERTI – Un modus operandi decisamente efficace e i risultati si sono visti. Negli anni vari ragazzi arrivati al Toro quando avevano dieci o undici anni, sono poi arrivati in Serie A e il merito è soprattutto di Benedetti, abile nel scovarne le potenzialità. Bava ascolta e agisce. Negli anni così sono stati portati in granata giocatori come Vittorio Parigini (ora di proprietà del Genoa e in prestito alla Cremonese in B), Leonardo Candellone (che si sta confermando su buoni livelli al Pordenone in B) e Simone Edera, che è ancora a caccia di una consacrazione con il Torino. Come non citare poi la generazione dei Gomis: Lys, Alfred e Maurice sono stati portati in granata dalla coppia Benedetti-Comi e – soprattutto il secondo – ha poi spiccato il volo (ora nessuno dei tre è di proprietà granata). Poi ci sono le generazioni ’99 e 2000, che hanno vinto sotto la guida di Coppitelli. Primo ad aver esordito in A è stato Alessandro Buongiorno, difensore centrale ora in prestito al Trapani e di buone speranze (QUI la nostra intervista in esclusiva), poi era stata la volta di Vincenzo Millico, attaccante che non ha certamente bisogno di presentazioni. Ancora a caccia di una presenza in Serie A, ma dal futuro decisamente interessante è Alessandro Fiordaliso, terzino in prestito al Venezia dove sta facendo molto bene.

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FONDAMENTALE – Questi sono solamente alcuni nomi dei giocatori portati in granata da Benedetti e si comprende quanto la sua figura sia importante per il Torino. Il suo lavoro, spesso nell’ombra, è fondamentale per portare giovani dal futuro molto intrigante. Nonostante su di lui non ci siano i riflettori, Benedetti è centrale per la società e per la vocazione storica del Torino di sfornare giovani giocatori. Insomma, si può dire senza giri di parole che lui è il top player granata per la Scuola calcio e per le giovanili. Il futuro del Toro passa, anche, dai suoi occhi.

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  1. T-Wolf - 2 mesi fa

    Peccato che poi in pria squadra c’è sempre un allenatore (Ventura o Mazzarri) che dei giovani non vede neanche l’ombra. A questo punto che si coltivano a fare talenti, se poi non si sfruttano, non si valorizzano e non si fanno giocare? Ci rendiamo conto che abbiamo avuto attaccanti come Barreto,Larrondo,Amauri lo stesso Martinez, per non parlare di Zaza e Verdi che tutti insieme hanno segnato quanto Glick….e poi dobbiamo lasciare andar via i giovani primavera e non solo attaccanti come Parigini, ma anche i vari Bonifazi,Suciu, D’Alena e altri ancora. Non mi sembra che al loro posto siano arrivati Sergio Ramos ed Iniesta….

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