#IoRestoACasa con Toro News – Buongiorno: “A Trapani per crescere, mi ispiro a Moretti”

Esclusiva TN / Alessandro Buongiorno ospite del nostro Nicolò Muggianu nella quattordicesima puntata del nuovo format di Toro News

di Nicolò Muggianu

Nasce #IoRestoACasa con Toro News, il format pensato da Toro News per intrattenere e informare i suoi lettori in questi difficili mesi di quarantena forzata. Ogni settimana nuovi ospiti, nuove interviste e nuove storie da raccontare. Non solo calcio tra i temi trattati, ma anche gli hobby, gli interessi e le passioni dei protagonisti; che vi aiuteranno a conoscere meglio tutti i personaggi legati al Torino FC che interverranno.

Ospite esclusivo del nostro Nicolò Muggianu nella quattordicesima puntata di #IoRestoACasa con Toro News, Alessandro Buongiorno: difensore classe 1999 di proprietà del Torino in prestito al Trapani in Serie B.

Ciao Alessandro, sei rimasto a Trapani durante questa quarantena?

“Sì sì. Fra l’altro io a Trapani vivo da solo, ovviamente sono rimasto qui per tutta la quarantena. Inizialmente perché non ci potevamo muovere, poi ci avevano permesso di tornare a casa qualche giorno, ma tenuto conto dei viaggi da fare e tenendo conto che sarei dovuto tornare in Piemonte dove i rischi di contagio sono maggiori, sono rimasto qua. In ogni caso sono rimasto aggiornato con famiglia e amici tramite le vidoechiamate”.

Come hai passato questo periodo? 

“Non è stato facilissimo, non vedere il campo, la famiglia e i compagni non è stato facile. Ho deciso di crearmi una routine, mi allenavo a casa, poi fortunatamente studio e passavo le giornate allenandomi, studiando e giocando alla Play-Station che era un ottimo metodo anche per restare in contatto con gli amici”.

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Come ti stai trovando in Sicilia? 

“E’ un ottimo posto, anche qui mi sono trovato subito bene. Andare al Messina come mi chiede il presidente Arena nei commenti? Adesso è presto, ma mai dire mai (ride ndr). In Sicilia l’inverno non c’è mai stato, c’è quasi sempre stato il sole e anche adesso ci sono delle giornate incredibili e andare a fare una passeggiata vicino a casa ti cambia la giornata ed essendoci il mare ancora di più. Avrei voluto andare al mare, ma giustamente è vietato e quindi ho dovuto farne a meno”.

Nei commenti Segre ti scrive di studiare, cosa gli rispondi?

“Lo dico anche a lui, adesso che siamo a casa possiamo dare qualche esame in più”.

Secondo te si tornerà in campo? 

“Abbiamo fatto i test sierologici per vedere se abbiamo gli anticorpi o meno per il virus, speriamo di tornare in campo il prima possibile. La quarantena ha interrotto il campionato e ci ha fatto soffrire. Da lunedì riprendiamo gli allenamenti in gruppo, vediamo”.

Com’è stato ritrovare da avversari alcuni ex compagni di squadra?

“E’ sempre un piacere ritrovarli e poi ci sentiamo spesso durante l’anno al telefono”.

In cosa punti a migliorare? 

“A livello fisico vorrei migliorare la rapidità, e mi sto impegnando per questo. La quarantena ha un po’ rallentato tutto, finché ci siamo allenati stavo cercando di migliorare i particolari”.

Quando speri di tornare all’ombra della Mole?

“Avendo giocato sempre nel Torino ed essendo nato nel Toro a livello calcistico, ti rispondo il prima possibile. Questi sono anni in cui bisogna prendere consapevolezza di noi stessi. Quindi i prestiti servono per maturare. Non ti so dire quando, ma spero il prima possibile”.

Nella prima parte di stagione in Piemonte, non hai giocato in prima squadra. Come hai vissuto quei momenti? 

“Non è stato facilissimo, ho visto la Primavera come uno sbocco che poteva permettermi di avere minutaggio per poi arrivare ad essere pronto per gennaio. Il mio obiettivo era quello, arrivare al 100% e giocarmi le mie chance in una piazza di B nella seconda metà di stagione. All’inizio ho avuto infortunio, proprio all’inizio del ritiro e questo ha fatto sì che il mercato fosse più difficile da gestire. Poi era venuta fuori la possibilità e si è tirata per le lunghe la questione prestito e quindi alla fine si è deciso di restare a Torino. In ogni caso ho vissuto lo spogliatoio della prima squadra e questo mi ha fatto crescere tanto a livello mentale e caratteriale”.

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Due giocatori della prima squadra: chi ti ha impressionato di più e quello a cui ti ispiri. 

“Sono rimasto impressionato dal Gallo, mi ha impressionato il suo ritmo e la voglia che ci mette in ogni partita e allenamento. Per quanto riguarda i giocatori, mi sono ispirato per parecchio tempo a Moretti e anche quando non ha più giocato ho continuato a chiedergli consigli. Già da Bormio mi è capitato spesso di confidarmi con lui e chiedergli consigli, perché lui al Toro ha dato tantissimo”. 

Una domanda che arriva dai commenti su Instagram: qual è il consiglio che ti ha dato Walter Mazzarri che ti ha aiutato di più. E io ti chiedo anche quello che ti ha dato mister Coppitelli

“Quando ho fatto l’esordio due anni fa mi ha dato il consiglio di giocare libero mentalmente e spensierato, cercando di fare il meglio possibile per quei minuti. Coppitelli invece mi ha aiutato molto a interpretare le partite, sia dal punto di vista tecnico che caratteriale”

Ti aspettavi il momento di crisi che ha avuto il Torino prima che si fermasse il campionato? 

“Non mi aspettavo le difficoltà che ha avuto il Toro, ma può capitare un periodo in cui la ruota non gira e qua subentra l’ambiente che deve dare un aiuto per uscire da questi momenti di crisi”.

Il 4 aprile 2018 il tuo esordio in Serie A con la maglia del Torino, contro il Crotone. Che ricordi hai di quel giorno?

È stato allo stesso tempo il giorno più bello della mia vita e uno dei più brutti. Ricordo ogni singolo momento, a partire da quando Mazzarri mi disse di andarmi a scaldare. Feci il riscaldamento della vita e ogni tanto guardavo verso la panchina nella speranza che mi chiamasse. Alla fine mi ha chiamato e non potevo crederci. Mi disse: “Vieni che devi entrare”. “Ma chi? Io?” risposi incredulo. Poi sono entrato e al primo pallone utile ho subito messo fuori un cross pericoloso di testa. L’emozione era tanta, peccato per quell’infortunio…”.

Ecco, veniamo all’infortunio. È stata più la gioia dell’esordio o il dispiacere per l’infortunio al gomito, che ti ha impedito di giocare la finale di ritorno della Coppa Italia Primavera poi vinta a San Siro contro il Milan? 

“La gioia è stata immensa, ma anche il dispiacere. Dopo la botta presa ricordo che volevo a tutti i costi tornare in campo e finire la partita, nonostante il dolore volevo stringere i denti e fare di tutto per arrivare alla fine. Insieme allo staff medico però mi sono reso conto che era impossibile, perché non riuscivo più a flettere il braccio; quindi non potevo fare più nulla. Conservo ancora la maglia di quel giorno, che è tagliata su un lato perché non potendo muovere il braccio era l’unico modo per toglierla. Ma la conservo anche per questo: porta con sé una storia unica e speciale”.

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