#IoRestoACasa con Toro News – Damascan: “Toro, ora sono pronto per te”

#IoRestoACasa con Toro News – Damascan: “Toro, ora sono pronto per te”

L’intervista / Il giocatore di proprietà del Torino ospite del nostro Nicolò Muggianu nella settima puntata del nuovo format di Toro News

di Nicolò Muggianu

Nasce #IoRestoACasa con Toro News, il format pensato da Toro News per intrattenere e informare i suoi lettori in questi difficili mesi di quarantena forzata. Ogni settimana nuovi ospiti, nuove interviste e nuove storie da raccontare. Non solo calcio tra i temi trattati, ma anche gli hobby, gli interessi e le passioni dei protagonisti; che vi aiuteranno a conoscere meglio tutti i personaggi legati al Torino FC che interverranno.

Ospite esclusivo del nostro Nicolò Muggianu nella settima puntata di #IoRestoACasa con Toro News, l’attaccante di proprietà del Torino ed in prestito al Fortuna Sittard Vitalie Damascan.

Ciao Vitalie, direi di risolvere subito il dubbio sulla pronuncia del tuo nome…

“Preferisco essere chiamato Dama”.

Dove stai passando la quarantena? Come stai?

“Sto bene, sono a casa in Moldavia. Ho deciso di stare più vicino alla mia famiglia in questo periodo”.

Com’è la situazione coronavirus in Olanda?

“Ho parlato con i compagni e mi hanno detto che lì la situazione è più tranquilla rispetto all’Italia: si può andare fuori ma biosogna tenere la distanza interpersonale di 2 metri”.

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Anche il campionato olandese è sospeso, credi ricomincerà?

“Al momento non saprei dirti, parlando con lo staff ci è stato comunicato che dovremo tornare in Olanda entro il 14 maggio. Questo è un periodo in cui è difficile prevedere il futuro. Io personalmente spero si possa ricominciare a giocare il campionato, ma certezze non ce ne sono”.

Questo è il tuo primo anno in Eredivisie, hai trovato continuità e tanti goal: come sta andando, sei soddisfatto?

“Sono molto soddisfatto: ho segnato 6 goal in campionato e uno in coppa. Sono contento, ho avuto un buon numero di partite nelle gambe perché a Torino ho passato un periodo difficile, giocavo poco. Guardo positivamente alla mia stagione attuale, ma si può sempre fare di più e migliorare”.

Qual è stato il tuo goal più bello quest’anno?

“Quello contro il Waalwijk: vincemmo 3-2 ed io feci una doppietta. Di questi il secondo per me è stato bellissimo, di testa, in tuffo. Quasi come quello di Van Persie in Coppa del Mondo… (ride ndr)”.

Speri di tornare al Toro?

“Ho un contratto con il Torino ed in teoria devo tornare a giugno, quando finisce il mio prestito al Fortuna Sittard… spero di tornare a Torino, mi sono innamorato dell’Italia, di Torino e delle persone che ci vivono. Non dipende tutto da me, ma mi sento pronto a giocare in Italia e nel Torino”.

Com’è stato venire a Torino per la prima volta? Chi ti ha portato qui?

“Firmai a gennaio ma ricordo che tornai in prestito in Moldavia a causa di alcuni problemi con il passaporto che non era comunitario. Ho dovuto aspettare per venire in Italia ed a giugno di quell’anno sono arrivato. Io ero allo Sheriff Tiraspol, il mister era Roberto Bordin ed avevamo vinto per due volte il campionato e poi la coppa. Dopo l’esperienza in Europa League sono arrivati gli osservatori da Torino, mi hanno visto e mi hanno preso. Per me è stato un momento importante”.

Raccontaci il giorno della firma…

“Dopo che ho firmato ho fatto un giro per la città, ho visto il Filadelfia e mi sono innamorato. Sono state grandi emozioni, un momento che rimarrà per sempre nel mio cuore”.

Ti piace Torino come città?

“Sì, molto, mi piacciono anche i suoi abitanti. Spero un giorno di poter tornare lì e far vedere quello che non ho potuto fare vedere lo scorso anno”.

Hai notato la differenza tra calcio moldavo e Serie A?

“C’è tanta, troppa differenza. Gli italiani vivono per il calcio: è il loro primo pensiero al mattino e l’ultimo la sera. Non si possono far confronti, lo squilibrio è molto”.

Hai avuto come allenatori Mazzarri e Coppitelli. Qual è la tua opinione su di loro?

“Posso dire solo cose positive di entrambi, sono super professionisti. Mazzarri è un grande allenatore, in tutta Italia è considerato un grande allenatore. Posso dire di aver avuto l’onore di lavorare con lui, ma ho conosciuto meglio Coppitelli, ci ho parlato di più. Coppitelli mi ha dato l’opportunità di giocare e mi ha messo fiducia. Passavo un periodo delicato perché non giocavo e lui mi ha supportato, siamo ancora in contatto”.

Hai lasciato degli amici a Torino?

“Io stavo bene con tutti. Non molto tempo fa parlavo con Millico, gli ho chiesto della situazione in Italia. Ho profondo rispetto per la famiglia Toro, i rapporti andavano oltre i goal, le partite, l’esperienza. Erano tutti con piedi per terra”.

Che emozione è stata esordire in Serie A?

“Ricordo bene quel giorno. Era come un sogno, purtroppo breve per la durata della mia partita. Ho provato grandi emozioni difficili da spiegare a parole. Venire a 20 anni dalla Moldavia ed esordire in Serie A è una cosa che non capita tutti i giorni”.

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Quali sono le cose importanti imparate dal calcio italiano e dal Torino?

“Ho imparato che per giocare in Serie A devi essere sempre pronto al 100%. Devi lavorare molto di più del solito: tutti lavorano duro e seguono il mister. La tua chance potrebbe arrivare in qualsiasi momento”.

Come ti trovi al Fortuna Sittard?

“Mi sono trovato molto bene, è stato un anno positivo. Quando sono arrivato però mi sono fatto male dopo 4 partite in cui stavo facendo bene, ed è stata dura stare fermo 2 mesi. Quando sono tornato ho dovuto ricominciare da zero, step by step”.

Giocatore più forte della Primavera granata?

“Millico, è un giocatore di un altro livello”.

Che ne pensi di lui?

“Ho sempre pensato che avrebbe avuto spazi importanti in Serie A, anche lui lo sa. Per me deve giocare di più: è giovane ma deve avere pazienza, il suo momento arriverà”.

E il più forte della prima squadra?

“Sono molti i giocatori forti. Il Gallo è molto forte, come anche Baselli e Ansaldi, ma sono tutti forti, si può imparare tanto da loro. Anche solo allenarsi con loro è una grande opportunità”.

Che ne pensi delle difficoltà del Torino avute quest’anno?

“Ho seguito la stagione del Toro, nessuno si aspettava questo campionato. Però li conosco, ne usciranno a testa alta ed il prossimo anno si lasceranno questo periodo alle spalle. Il gruppo è all’altezza, sono tutti grandi calciatori con grandi qualità”.

Hai mai ricevuto consigli da Belotti?

“Dopo ogni allenamento rimanevo con lui, Zaza, Baselli e Millico e facevamo tiri. Abbiamo parlato tanto durante quei momenti, essere vicino a loro ti fa crescere”.

Come faceva il mister a darvi la carica a fine primo tempo?

“Quello che si dice nello spogliatoio rimane lì. Però posso dire che sapevano come caricarci trasmettendoci la loro forza, hanno sempre trovato le parole giuste”.

Qual è stato il compagno del Toro più simpatico e da chi hai ricevuto più aiuto?

“Per l’aiuto direi Lukic: abitavo in Via Roma, eravamo vicini. Io non avevo la macchina perché non avevo la patente, perciò mi portava lui agli allenamenti. A volte andavo anche con Baselli e Lyanco. Il più simpatico? Baselli”.

Adesso creiamo insieme la tua card di FIFA, dimmi i tuoi valori in una scala da 1 a 100…

“Ok. Velocità: 71; tiro: 77 sono realistico; passaggi: 70; dribbling: 76; difesa: 45 o 50; fusico: 75. Totale: 75”.

Ti saluto allora, Dama…

“Lasciami dire un’ultima cosa prima: mi ha colpito la situazione che sta vivendo l’Italia, sta passando brutto periodo, ma sono sicuro che ne usciremo a testa alta e torneremo alla vita normale, ad esultare allo stadio ed essere felici. Tenete duro, io sono con voi!”.

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