Giampaolo, le notti insonni dopo la contestazione: “Noi insoddisfatti come voi”

Le parole / Il tecnico torna a parlare del confronto di qualche giorno fa, rivolgendosi direttamente ai tifosi: “Non è che vado in giro per la città con nonchalance…”

di Nicolò Muggianu

Insoddisfazione e notti insonni. Marco Giampaolo torna a parlare del faccia a faccia con i tifosi, avvenuto martedì scorso davanti ai cancelli del Filadelfia. Un confronto che il tecnico del Torino ha affrontato mettendoci la faccia e schierandosi in prima linea, nonostante non fosse esattamente lui il vero obiettivo del malcontento popolare.

Giampaolo, Filadelfia

GIAMPAOLO – Tre giorni dopo quel freddo martedì dell’Immacolata, Giampaolo è tornato a parlare di quanto accaduto al Filadelfia, con un commento nella conferenza stampa di presentazione di Torino-Udinese che è sembrato quasi un messaggio lanciato direttamente ai tifosi. “L’insoddisfazione dei tifosi è la nostra – ha confessato il tecnico granata -. Io non è che la notte dormo bene, non è che vado in giro per la città con nonchalance. Quando parlo di fede, mi rivolgo all’identificazione al club e a cosa rappresentiamo. Il senso di appartenenza è un aspetto che il calciatore deve sentire sulla pelle, con il quale deve svegliarsi la mattina e andare a dormire la sera“.

Giampaolo

LE PAROLE – Parole importanti che da un lato testimoniano la consapevolezza del mister, che ben sa quanto l’umore della piazza sia direttamente proporzionale all’andamento dei risultati, e dall’altro evidenziano ancora una volta la cieca fiducia del tecnico nei confronti del lavoro svolto in questi mesi dai suoi ragazzi. Le prossime settimane ci diranno se il Torino abbia realmente colto l’essenza delle parole del suo mister. Intanto ad attendere i granata c’è la sfida casalinga con l’Udinese e vincere contro i friulani certamente aiuterebbe Giampaolo a passare qualche “notte tormentata” in meno nel corso dei prossimi giorni.

11 Commenta qui

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  1. Emilianozapata - 2 mesi fa

    Giampaolo tu hai la coscienza a posto. Chi non dovrebbe riuscire a dormire è il tuo datore di lavoro e non pochi, purtroppo, dei calciatori che alleni.

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  2. FuriaGRANATA - 2 mesi fa

    Il problema non è Giampaolo né i giocatori si vede che non sono da serie A,hanno tecnica corsa e forza fisica limitata a parte 3/4 giocatori.la contestazione deve essere contro il presiniente urbanetto.CAIRO VATTENE
    FVCG

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  3. FVCG80 - 2 mesi fa

    Umanamente Giampaolo mi piace, ma ho paura che a Torino farà la stessa fine di Nietzsche.

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  4. Pulster - 2 mesi fa

    Cmq le persone scontente fora dai bal, non c’è concentrazione ed in serie A le, se sbagli, ti infilano subito. Ormai quest’anno è andato, non credo che a gennaio si farà nulla, bisogna sperare di salvare il culo a giugno e ricominciare con criterio!!

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  5. Pulster - 2 mesi fa

    Personalmente a me spiace per Giampaolo, ha creduto in una persona che lo ha letteralmente perculato e si è trovato costretto a fare il fuoco con la legna a disposizione, perdipiu bagnata! È un onesto lavoratore, mai banale, vedi le interviste che fa; ovviamente non va contro il suo datore di lavoro, come non lo faremmo noi, cercando nella diplomazia e abnegazione al lavoro la soluzione a questo merdone che stiamo assaporando con il cucchiaino ogni domenica.
    Sposo anche altre considerazioni di fratelli granata per quanto riguarda il momento sbagliato per prendere un allenatore come lui, etc etc.
    Cmq grazie presidente per le emozioni che ci fai vivere!!!

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  6. Fantomen - 2 mesi fa

    Questa è l’articolo della Repubblica…….o noi siamo tutti giornalisti o noi siamo tutti DS …….oppure Vagnati e Cairo sono gli unici che non hanno minimamente capito che errori banali e da dilettanti stavano facendo……noi queste cose le stiamo scrivendo dal primo giorno di mercato …….comunque cairo sempre più colpevole per aver preso Vagnati che è un dilettante allo sbaraglio……

    Turco, terzultimo posto a quasi un terzo di campionato: è una sorpresa?
    “Sì, non mi aspettavo una partenza così da parte del Torino, così come non mi aspettavo la scelta della società di puntare su un allenatore come Marco Giampaolo. Credo sia stato questo il problema principale”.

    In che senso?
    “Nessuno mette in discussione le qualità dell’allenatore, ci mancherebbe, ma è stato il momento storico a non essere adatto per puntare su un tecnico come lui. Giampaolo ha bisogno di tempo, di una squadra costruita per lui, di cambiare mentalità e modulo a un gruppo che da anni giocava in maniera diametralmente opposta: farlo durante l’estate del Covid, con pochi soldi e ancor meno tempo, è stato un azzardo troppo rischioso. E i rischi si sono visti”.

    Emblematica la scelta di tornare al 3-5-2.
    “Esatto, questo è l’esempio più lampante: Giampaolo mi è sembrato un comandante mandato allo sbaraglio e con un esercito non adatto a lui. Con questa scelta, però, ha dimostrato grande elasticità nel suo modo di pensare, da una parte cercando soluzioni non consuete per le idee di calcio che ha sempre avuto e dall’altra bocciando il mercato della società, perché non gli ha permesso di riproporre il suo classico 4-3-1-2. Contro l’Udinese credo che tornerà al suo modulo ideale, ma è una scelta dettata dalle assenze sugli esterni”.

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    Come si fa ad uscire dalla zona retrocessione?
    “Giocando bene, perché così alla lunga i risultati arriveranno. E oltre alla qualità dei singoli, c’è bisogno che tutti vadano nella stessa direzione: è un qualcosa che ho cominciato a vedere da qualche partita, con il Toro che domina a lunghi tratti ma poi alla prima difficoltà si scioglie ed emergono vecchie paure. Ci sono state situazioni casuali e strane, qualcuna addirittura paradossale, come il fatto di prendere due gol identici dalla Juventus o di crollare a San Siro contro l’Inter. E battendo l’Udinese potrebbe cominciare un altro campionato, perché la classifica non rispecchia i valori dei granata”.

    Cosa ti aspetti dal mercato di gennaio?
    “Mi limiterei a fare delle scelte caratteriali, vale a dire mandare via gli scontenti. I musi lunghi non fanno mai bene perché portano negatività e pessimismo all’interno del gruppo, limitando il lavoro di chi invece è al centro del progetto”.

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  7. OldBull - 2 mesi fa

    Le conferenze stampa sono obbligatorie per contratto come le interviste, però il tutto è solo una facciata, la verità nessuno la dice e anzi la tendenza è sempre quella di dire il contrario di tutto, è normale. Se qualcuno si aspettava che Giampaolo recitasse la Divina Commedia s’è sbagliato. Sono parole a cui non bisogna dare alcun peso, esattamente come le dichiarazioni dei giocatori che, ogni volta recitano la stessa poesiola studiata a memoria, ascoltare non serve a nulla.
    Visto l’andazzo non la vedo bene contro l’udinese, ho paura che si ripeta la solita storia, bel primo tempo, magari si va in vantaggio, secondo tempo una pena.
    E qui l’allenatore c’entra poco, come la convinzione dei tifosi, è tutta una questione di uomini, di tecnica ma soprattutto conta la capacità di soffrire, di resistere, nello sport non conta quello che fai quando sei bello fresco, conta quello che riesci ancora a fare quando non ce la fai più…

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    1. Toroperduto - 2 mesi fa

      Di base hai ragione.
      Però permettimi di osservare una cosa, che lascia il tempo che trova perché vale quel che vale in quanto contano i risultati il resto poco o niente.
      Però è un allenatore che almeno non indispettisce rilasciando interviste banali e monotone, poi ovvio che tutto quello che pensa non lo dirà.
      Il problema è che è una squadra povera di contenuti tecnico agonistici umani.
      Questo mi pare che molti non lo vogliano comprendere perché citano costantemente i 63 punti per ricordare il valore della rosa.
      Signori chi ha spostato gli equilibri di quei punti erano certamente qualche giocatore piu convinto e più cattivo, ma occhio che potrebbe essere frutto di exploit, Moretti in campo ma soprattutto un portiere che, senza gettargli la croce addosso, allora parava anche le zanzare mentre adesso non intercetta neanche i bombi.
      Allora se guardate le partite vi accorgerete che prendevamo molti più tiri in porta allora ma non segnavano adesso ogni tiro è un gol

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  8. Gigiotto - 2 mesi fa

    Parole…parole..parole..

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  9. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 mesi fa

    Povero Gianpaolo!
    Già era tormentato di suo, venire al Toro di Cairo lo farà diventare un Uomo delle Tenebre..
    Lo scrivo senza ironia. Mi fa quasi pena mentre una volta mi stava pure sulle palle.

    Quando alle notti insonne e il soffrire dei suoi giocatori come noi tifosi, mi permetto di dubitarne. Quelli se ne strafottono del senso di appartenenza, salvo rare eccezioni.
    Lo stesso Belotti, che in mezzo agli altri è un gigante per impegno e cuore, ha meno senso di appartenenza di un Glik.
    Il Torino di Cairo è diventato una squadra di calcio come le altre, ma molto meno organizzata e senza nemmeno più i tifosi a renderla un po’ più speciale.

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  10. tric - 2 mesi fa

    Ovvietà!

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