Torino, le lezioni da imparare: Filadelfia, porte aperte oggi e sempre

Approfondimento / L’analisi degli errori commessi dalla dirigenza del Torino da inizio anno ad oggi. Quarto punto: la gestione del Filadelfia

di Nicolò Muggianu
Filadelfia

La stagione del Torino – prima dell’interruzione del campionato, si intende – è stata a dir poco al di sotto delle aspettative. Il progetto di inizio campionato era quello di migliorare il settimo posto dello scorso anno, oggi invece i granata si trovano a navigare pericolosamente in zona retrocessione a sole due lunghezze dal terz’ultimo posto. In occasione sosta prolungata del campionato ci pare doveroso chiederci cosa sia andato storto. Quali siano le ragioni del naufragio del progetto-Mazzarri prima e del progetto-Toro poi. Nei primi tre punti di questo nostro approfondimento abbiamo parlato della gestione di un mercato estivo sicuramente discutibile, delle tempistiche del divorzio con Walter Mazzarri. e dell’importanza del tempismo nelle cessioni dei giocatori.

PORTE BLINDATE – Il quarto capitolo che intendiamo affrontare è invece quello riguardante la gestione degli allenamenti a porte aperte da parte della società e dello staff tecnico. Un aspetto che è stato cruciale per la definitiva frattura tra i tifosi del Torino e Walter Mazzarri. Ha fatto discutere, infatti, la gestione da parte del tecnico di San Vincenzo degli allenamenti aperti ai tifosi. Mai, nel corso di due anni, WM è riuscito a dare seguito alle richieste e alle necessità dei supporter granata per quanto riguarda l’aspetto Filadelfia. Anzi, lo stadio che una volta era teatro degli Invincibili, è stato spesso blindato ai tifosi e l’epilogo è stato inevitabile.

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LONGO – Il Filadelfia, infatti, non è e non sarà mai soltanto uno stadio per i tifosi del Torino. Il Filadelfia è un tempio dove si respira la storia del club e deve tornare ad essere quel luogo di aggregazione per il quale era stato ricostruito da Fondazione, società ed enti statali. Una strada intrapresa con continuità (e con merito) da Moreno Longo: uno che ben conosce il valore simbolico del Fila per il popolo granata. Con il suo arrivo in panchina le porte del Filadelfia sono tornate ad aprirsi almeno per uno o due allenamenti alla settimana, trovando pronta la risposta dei tifosi, sempre presenti in centinaia nonostante le ripetute sconfitte. L’auspicio, adesso, è che quella intrapresa da Longo possa essere una scelta che continuerà ad essere solcata anche in futuro. E’ giusto che alcune sessioni di allenamento (quelle dedicate alla tattica) siano tenute nascoste,  ma nessun altro luogo meglio del Filadelfia è in grado trasmettere quotidianamente a giocatori e tifosi la giusta dose di “granatismo”. E l’unicità di quel luogo va custodita.

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  1. MV - 7 mesi fa

    Prima l esonero giusto ma tardivo di Mazzarri. Ora l importanza del Fila aperto.
    Ma voi non vi arrendete mai all’evidenza?
    Con Longo e le porta aperte la squadra ha (aveva) chiaramente l ecg piatto, a differenza di quanto accadeva con Walter e le porte chiuse, quando, pur incostanti, abbiamo fatto 27 punti.
    Siamo (eravamo) diventati chiaramente la più seria candidata alla B.
    Però voi no. Dovete continuare a sostenere l insostenibile.
    Se non fosse che il Paese ha altre tragiche priorità, ci sarebbe da ridere

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