Toro, in casa serve un cambio di marcia: nemmeno una vittoria nelle prime sette

L’approfondimento / Il successo al “Grande Torino” manca addirittura dal 16 luglio: battuti due record negativi. Contro il Verona l’occasione per cambiare marcia

di Alberto Giulini, @albigiulini

Nemmeno una vittoria nelle prime sette gare casalinghe in Serie A: il Toro non aveva mai fatto peggio di questa stagione in tutta la sua storia. Per avvicinarci ad un simile risultato negativo bisogna tornare indietro di oltre trent’anni, fino al campionato 1988/89. In quell’occasione i granata conquistarono un solo successo nelle prime sette in casa. Numeri che certificano un trend che andrà necessariamente invertito, a partire dalla gara di domani contro il Verona.

TURIN, ITALY – NOVEMBER 08: Andrea Belotti (R) of Torino FC is tackled by Lisandro Magallan of FC Crotone during the Serie A match between Torino FC and FC Crotone at Stadio Olimpico di Torino on November 8, 2020 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

IL TREND – La vittoria di Parma sicuramente ha dato una boccata d’ossigeno e soprattutto un’iniezione di fiducia alla squadra, che ora dovrà dare continuità al successo del Tardini. A partire proprio dalla gara contro il Verona, occasione per migliorare la classifica e sfatare il tabù stagionale del “Grande Torino”. Fin qui, prendendo in considerazione solamente le gare del campionato in corso, i granata hanno collezionato quattro sconfitte (Atalanta, Cagliari, Lazio, Udinese) e tre pareggi (Crotone, Sampdoria e Bologna). Appena tre punti sui ventuno in palio: un bottino ampiamente insufficiente, con inevitabili ripercussioni negative sulla classifica.

ULTIMO SUCCESSO – Tralasciando i due successi casalinghi in Coppa Italia contro Lecce ed Entella, per trovare una vittoria in campionato bisogna tornare addirittura al 3-0 rifilato al Genoa lo scorso 16 luglio. Le nove partite seguenti (cinque sconfitte e quattro pareggi) rappresentano un ulteriore record negativo della storia granata: non si era mai registrata una serie così lunga senza vittorie. Ma è anche giusto sottolineare, pur trattandosi di numeri impietosi, che le porte chiuse hanno pressoché azzerato il fattore campo ed anche il concetto di gara casalinga ha un peso diverso. Il trend andrà in ogni caso invertito, a partire dalla sfida al Verona. Proprio da un pareggio con gli scaligeri (1-1 con reti di Borini e Zaza) ha preso il via la serie negativa senza vittorie, ora il Toro dovrà necessariamente chiudere il ciclo e lasciarsi per sempre alle spalle un 2020 da horror.

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  1. altoro - 3 settimane fa

    Ribadisco, il clima ovattato e surreale degli stadi vuoti ha sostanzialmente azzerato il fattore campo. Purtroppo tale condizione è risultata assolutamente determinante nella serie negativa senza vittorie del Vecchio Cuore Granata, la cui formazione per storia e tradizione non può prescindere dal sostegno e dal tifo caloroso del suo popolo. Oramai da oltre sei mesi, ossia dallo scorso 20 Giugno, data in cui nel nostro Paese è ripresa la stagione agonistica, dopo di circa quattro mesi di forzato stop, i calciatori professionisti assolvono i loro doveri contrattuali, senza assolutamente la necessaria carica emotiva, nella fattispecie l’adrenalina che soltanto la presenza del pubblico sulle gradinate degli stadi trasmette agli stessi attori della competizione sportiva. Pertanto gli stessi protagonisti di tale competizione calcistica in genere si sono appiattiti in questo clima surreale, assolutamente anomalo, che li rende simili al gioco elettronico della Playstation, come gli stessi tecnici Gattuso e Giampaolo hanno evidenziato nelle scorse settimane in conferenza.
    Alla data odierna non è assolutamente preventivabile neppure un accesso limitato del pubblico durante la stagione in corso in quanto la seconda ondata autunnale della tragica e maledetta pandemia non autorizza di coltivare speranze di questo genere.
    L’intera rosa a disposizione del tecnico Giampaolo è chiamata a trovare esclusivamente dentro sé stessa l’energia e la forza, l’orgoglio e la compattezza, per tornare alla vittoria interna dopo una astinenza record che si protrae dallo scorso Luglio. Forza Vecchio Cuore Granata !!! , seppure a distanza il tuo popolo freme e incita per il tuo imminente successo casalingo. Che Dio voglia che il tabù si infranga davvero già domani pomeriggio contro il Verona ! Chissà … . Alè TORO

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    1. Luciano gem - 3 settimane fa

      Sei ironico, vero? ……riguardo al pubblico.

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      1. altoro - 3 settimane fa

        Lucian gem No, l’animo con cui ho segnalato il mio post non è ironico. So perfettamente a cosa alludi, tuttavia personalmente non condivido lo sfogo accaduto la scorsa stagione di Sirigu, il quale si lamentò che al primo errore tecnico individuale di ciascun elemento della squadra il pubblico è pronto a disapprovare. Ricordo, naturalmente durante il periodo antecedente alla chiusura degli stadi, che lo stesso portiere sardo denunciò il fatto che il terreno di gioco dello Stadio Olimpico Grande Torino presentava delle criticità a causa della scadente manutenzione, quasi a giustificare gli errori tecnici dei compagni di squadra. Personalmente ritengo che l’aspetto di fondamentale importanza, sotto l’aspetto logistico, da prendere in considerazione è l’approccio individuale di ogni singolo calciatore alla disputa della stessa partita. Infatti ogni calciatore professionista ha una emotività psicologica interiore personale e quindi assolutamente differente l’uno dall’altro. Ad esempio esistono i tipi alla Baselli, i quali fanno il loro ingresso in campo già con l’aria assolutamente provata e tesa e quindi profondamente “scazzata” e timorosa di colui che sembra che vada alla guerra mentre, al contrario, affronta semplicemente una competizione sportiva all’interno di una professione e di una carriera che gli permette un ingaggio milionario, peraltro, a mio parere, assolutamente immeritato nel rapporto costo e rendimento delle sue stesse prestazioni individuali. Per fortuna, al contrario e quindi in totale contrapposizione, sotto l’aspetto del carattere e del temperamento esiste il nostro grandissimo Capitano “Gallo” Belotti che entra in campo con l’animo pugnace e determinato di colui che, a prescindere dalla presenza del pubblico, si carica già da sé stesso nello spogliatoio e pertanto sul rettangolo di gioco rende al 100% delle sue potenzialità tecniche e psico-fisiche. Ritengo che questa è assolutamente l’autentica ragione che fa di un calciatore, dotato di carisma e grande personalità, un autentico leader e, infatti a questo proposito, il “Gallo” Belotti è l’indiscusso e assoluto leader quindi il Capitano per eccellenza della squadra granata essendo l’autentico trascinatore per impegno professionale e dedizione alla causa della stessa. Volutamente ho contrapposto le figure e il carattere dei citati calciatori per evidenziarne l’opposto approccio individuale alla partita. Un calciatore professionista in genere, peraltro lautamente pagato dalla Società, quindi non alludo specificatamente soltanto al portiere Sirigu, mette in conto preventivamente nella sua attività professionale e quindi durante la carriera che il pubblico pagante ha sempre e comunque il diritto assoluto di applaudire oppure disapprovare, anche con lazzi e fischi, le prestazioni degli elementi della squadra del cuore, naturalmente in applicazione dei parametri di valutazione personale. Credimi, il popolo granata è legittimamente critico ma, a mio parere, non raggiunge assolutamente l’intollerante severità di valutazioni che è assoluta caratteristica del pubblico presente sulle gradinate dello Stadio San Siro di Milano. Infatti nel passato personalmente ho assistito in trasferta a quatto partite del TORO in quello stadio, il cui impianto è assolutamente maestoso e affascinante, e in ogni circostanza ho constatato che il pubblico milanese non perdona assolutamente il minimo errore tecnico oppure semplice sbavatura agonistica alle squadre locali. Credimi, a causa dell’eccessiva tensione agonistica immaginandomi il citato Baselli con la maglia delle squadre milanesi, lo stesso si sarebbe già dimesso … . In questo caso specifico, lo confesso, sono assolutamente ironico. A dimostrazione e prova di quanto evidenziato relativamente all’atteggiamento assolutamente esigente del pubblico di Milano, ricordo che Adriano Galliani, ex dirigente e appassionato tifoso rossonero, profondo conoscitore dell’ambiente del Milan, nelle scorse settimane ha evidenziato il fatto che l’ascesa del gioco collettivo e dei risultati sportivi del Milan capolista sono iniziate lo scorso Giugno e sono paradossalmente riferibili anche all’assenza del pubblico sulle gradinate in quanto il giovane gruppo a disposizione del tecnico Piolo gioca assolutamente sereno e spensierato, essendo privo della forte e costante pressione esercitata sugli stessi dallo stesso esigente pubblico dello Stadio Meazza di Milano.
        Lunedì sera, l’ex calciatore del TORO, periodo fine anni Sessanta / anni Settanta, Natalino Fossati, ospite fisso di una emittente televisiva locale, evidenziava l’aspetto di fondamentale importanza logistica che un calciatore professionista in genere quando fa il suo ingresso in campo ha l’assoluta necessità di avvertire la carica emotiva trasmessa dall’adrenalina causata esclusivamente dal frastuono del pubblico spettatore presente sulle gradinate degli stadi. Fossati ribadiva il concetto che, esclusivamente con la giusta dose di adrenalina addosso, nello spirito e nel corpo, il calciatore avverte la partita come un autentica “sfida” anche con sè stesso, per dimostrare al proprio “io”, quindi non soltanto al pubblico che assiste all’evento sportivo, tutte le proprie potenzialità tecniche e atletiche. Fratelli granata del forum, a questo proposito ritengo che è un dato oggettivo che la storia e la leggenda del Vecchio Cuore Granata, oltre agli “Invincibili” del Grande Torino, nel passato è stata fatta dai vari Fossati, Ferrini, Agroppi, Pulici, Graziani, Dossena, naturalmente cito soltanto alcuni tra i principali protagonisti del passato e nell’attualità cito il grande Capitano “Gallo” Belotti, non certamente il mediocre e pavido Baselli … . Amen. Alè TORO !

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