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Granata famosi con il numero 8

Nel Segno del Toro / Torna l’appuntamento con la rubrica di Stefano Budicin, che ci racconta un altro anedotto sulla storia del Torino

Stefano Budicin

Nel calcio giocato ogni numero assume significati precisi in relazione al ruolo che il giocatore deve ricoprire. In questo articolo prendiamo come riferimento il numero otto. Generalmente questo numero rappresenta il centrocampista centrale.

In origine si trattava del numero dell'interno di destra, incaricato di correre e occuparsi di gestire gran parte della squadra, lasciando ad altri l'onore della gloria. Atleta di invidiabile fisicità, è un professionista che sgobba per tutto il perimetro del campo. Copre, contrasta, osserva, vaticina, e se dotato di piedi achilleidi può aprire varchi agli attaccanti per facilitarne l'azione.

Nella storia del calcio granata l'uomo che tutti si ricordano per aver indossato il numero otto è Giorgio Ferrini. Una carriera da record, la sua, a cominciare dalle presenze con il Toro. Mezzala instancabile, Ferrini incarnava lo spirito granata nella sua versione più pura. La sua grinta non conosceva eguali, il suo agonismo incantava a pari grado. Il Capitano dei Capitani era inoltre divenuto iconico per la lavagna sulla quale segnava il nome degli avversari “cattivi”, cioè di coloro che si erano macchiati, durante le partite, di sgarri e scorrettezze nei confronti del Torino.

Vi sono altri quattro interni di destra che sono rimasti nella storia della nostra squadra. Uno tra questi è Adolfo Baloncieri, capitano del Toro e dipinto da Carlo Felice Chiesa come uno dei più grandi "registi del calcio mondiale di ogni epoca". La sua capacità di ispirare in campo rimane insuperabile.

Altro centrocampista di prim'ordine è Ezio Loik, forte, robusto e pronto ai tackle pur di difendere il pallone. La sua disciplina sul campo era esemplare, al punto che ogni volta che i compagni di squadra mostravano segni di cedimento, Loik si incaricava di riscuoterli dal torpore in cui versavano, spronandoli a giocare ai livelli di eccellenza abituali.

Durante la prima metà degli anni Cinquanta è Horst Buhtz a indossare la maglia. Agile e scattante, Buhtz è anche un abile bomber, costante e sostenuto. La sua presenza conforta e dona sicurezza alla squadra. Bhutz resterà al Torino fino al 1957.

Un altro indimenticabile è Eraldo Pecci, che accompagnò il Torino in qualità di centrocampista dal 1975 al 1981, e fu partecipe attivo della conquista del settimo scudetto, nel '76. Atleta di qualità tecniche uniche, Pecci dimostra di essere un giocatore intelligente, capace di accelerare o rallentare l'azione in base all'esigenza del momento.

Vi sono naturalmente tanti altri giocatori che possiamo dire aver indossato il numero 8 con la dignità che compete ai fuoriclasse: da Carlo Tirone, a Eugenio Mosso, ad Alessio Scarchilli, a Riccardo Maspero. Una lista infinita come la passione che ha sempre animato ognuno di loro dentro e fuori dal campo.

Laureato in Lingue Straniere, scrivo dall’età di undici anni. Adoro viaggiare e ricercare l’eccellenza nelle cose di tutti i giorni. Capricorno ascendente Toro, calmo e paziente e orientato all’ottimismo, scrivo nel segno di una curiosità che non conosce confini.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

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