Giù le mani dal Covid

Loquor / La rubrica di Anthony Weatherill torna e cita Sant’Agostino: “Le parole non sono state inventate perché gli uomini si ingannino

di Anthony Weatherill

“Le parole non sono state inventate
perché gli uomini si ingannino”.
Sant’Agostino

Il 15 giugno 1215 Re Giovanni Senzaterra(“Lack Land”) su un vasto prato di Runnymede, una ridente località nei pressi di Londra, concesse ai nobili in rivolta  la “Magna Charta”, che di fatto sanciva una rivoluzione copernicana  nei diritti feudali che regolavano i diritti con la Corona. Questo documento, considerato il primo atto sottoscritto a garanzia delle libertà individuali, stabiliva come anche il re dovesse rispondere alla legge. Da quel giorno dell’estate del 1215 si stabilì che i sudditi del Regno erano di certo sottoposti all’autorità di un re ma non più al suo arbitrio. E’ in quel momento che nasce lo stato di diritto, e non sarebbe stato più possibile negare l’uguaglianza di tutti gli uomini davanti alla legge come concreta ed auspicabile aspirazione. La “Magna Charta” pone, attraverso la legittimazione di un parlamento come istanza suprema di un popolo, un limite invalicabile per ogni tipo di potere, oltrepassato il quale tutte le genti avrebbero avuto la contezza di trovarsi davanti ad una dittatura. Da quel momento ogni inglese venuto al mondo sarebbe stato disponibile anche a morire non per un sovrano, ma per l’Inghilterra.

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L’Habeas Corpus, cioè il principio legale e costituzionale in cui un arrestato deve conoscere la causa del suo fermo e di vederlo convalidato da un magistrato, fu il completamento di un percorso in cui l’Inghilterra indicò una robusta diga contro ogni prevaricazione e abuso di potere. Ma se un tempo il potere assoluto da temere era quello dei sovrani, sempre inclini alla tentazione di darsi all’autoritarismo, oggi le cose, quando si tratta del potere, si sono fatte più complicate e nebulose. La sensazione,in molti settori dell’opinione pubblica, è quella di essere soggetti ad una progressiva sottrazione di libertà da parte di elite guidate da obiettivi chiari e meno chiari.  Nel piano più alto dello sport italiano, ossia quello del presidente del Coni Giovanni Malagò, si cominciano ad avvertire i primi malumori dissonanti dall’attuale governo. Malagò qualche giorno or sono si è chiesto perché, in tema di ripresa delle attività, non si possano affrontare contemporaneamente sia quella della scuola, che quella dello sport. “Non si parla solo di calcio ma degli altri sport,professionistici e non,che sono davvero in difficoltà e non hanno gli introiti dei diritti tv a farla da padrone”, ha detto l’uomo più potente dello sport italiano. Come sono lontani i tempi in cui Malagò si sbracciava per far vedere all’opinione pubblica come fosse estremamente empatico con tutte le misure anti covid del “Governo Conte”.

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Erano i giorni dello slogan surreale “andrà tutto bene”, mentre tutto attorno deflagrava, creando le premesse di una delle più spaventose crisi economiche e sociali che l’Italia abbia mai conosciuto. Erano i giorni delle continue polemiche con il calcio e con Gabriele Gravina, reo agl’occhi del presidente del Coni di provare disperatamente a cercare una soluzione per la ripresa dei campionati di calcio. Era facile sparare sul presidente della Federcalcio, perché l’emotività pubblica aveva aderito completamente, e assai acriticamente, alla necessità di chiudersi in casa senza porsi un perché, e senza essere più capace di pensare una frase preceduta da un “ma”. I potenti d’Italia, o i supposti tali, avevano ben compreso come il potere main stream avesse deciso di dettare la linea della paura come deterrente perfetto contro ogni “perché” potesse farsi largo nell’opinione pubblica. C’era un virus sconosciuto da contenere e, per la prima volta dopo decenni, si era deciso di tenere  pubblico il conto dei decessi per un morbo che continua a fare paura come nemmeno era successo in società più primitive, prive persino dell’aiuto della chimica attraverso i medicinali. I Malagò della situazione, essendo consci del turbamento e della rabbia presenti nella pubblica opinione, avevano usato parole facili per non farsi accusare di essere “ignoranti”, “negazionisti”,”cinici davanti alle morti”, e quant’altro da una collettività, cinta da  un’atmosfera da “fine del mondo”, potesse generare come accusa. Bisogna tenere presente come oggi si viva in una società dove prima degli oneri delle responsabilità, contano i “like” sotto un video o una foto su instagram.

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Ma dopo la sbornia delle parole facili a dirsi per ingraziarsi i terrorizzati, la realtà è tornata a bussare alla porta anche dello sport.  In una situazione in cui studi autorevoli sostengono che, forse, i tassi di crescita nello sport pre-covid potrebbero tornare non prima del 2025, Malagò ha compreso come un dirigente sportivo di alto livello, non sia proprio un passante al quale basta chiudersi in casa nell’illusione sia la soluzione ad ogni problema. In Italia milioni di persone  a vario titolo in relazione con lo sport, fosse anche solo quello di semplice spettatore, attendono una soluzione allo stato di blocco totale voluto da tutte le decisioni governative in difesa dalla pandemia da corona virus. Ma il presidente del Coni, forse per la prima volta nella sua vita, sta scontrandosi contro un potere che, diventato “leggermente” arbitrario, ha come principale caratteristica quello di essere sfuggente e difficilmente inquadrabile. Perché la “Magna Charta” ha sì cominciato il lungo cammino dell’occidente verso la possibilità di ogni individuo di appropriarsi della sua libertà rispetto al potere, ma non ha potuto chiarificare,per ovvie ragioni, come e in quante modalità il potere si sarebbe manifestato nel corso dei secoli. La questione è importante perché, partendo dal principio della necessità di avere una forma di potere a portare un ordine e una visione nelle questioni sempieterne di una qualsiasi organizzazione sociale, risulta importante e decisivo essere perfettamente a conoscenza di chi e in nome di che cosa il potere si esercita. Malagò, a mio avviso giustamente, chiede lumi sul perché mentre il Ministro dell’Istruzione si occupa della riaperture delle scuole, il suo omologo dello sport non possa occuparsi della ripresa dello sport in Italia.

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E’ la sensazione sempre più evidente, con il quale il presidente del Coni si sta scontrando, è quella di come non sia Vincenzo Spadafora, l’attuale Ministro dello Sport, il vero decisore di una possibile ripresa dello sport in Italia. E non solo allo stato attuale non si capisce da quale parte dovrebbe arrivare il via libera allo sport italiano, sono oscuri anche i motivi per cui lo sport continua a rimanere bloccato ai nastri di partenza. “Molte associazioni sono disperate. E’ anche vero che non mi occupo della parte tecnica post coronavirus: se il Cts ha dei motivi per fare questo non possiamo che rispettarli”, era una delle tante dichiarazioni rilasciate fino a qualche tempo fa da Malagò, dove l’attenzione del lettore dovrebbe cadere su un presidente del Coni che sottolinea di essere all’oscuro (“se il Cts ha dei motivi”) sulle strategie governative della gestione post coronavirus. D’altronde si sa come per molto tempo su tutte le relazioni del Cts sia stato posto il “Segreto di Stato”, e come solo dopo molte rimostranze delle opposizioni solo alcune di esse siano state rese note. Non rendere la conoscenza delle motivazioni di provvedimenti di restrizioni di qualunque forma di libertà, è una violazione chiara, da parte del potere di un qualsiasi Stato, dei principi dell’Habeas Corpus, garantiti in Italia dall’art.13 della Costituzione. Dovrebbe essere evidente, a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di seguire la lettura dell’articolo fino a questo punto, come ad un alto dirigente di un’importantissima istituzione dello Stato, siano tuttora tenuti nascosti i motivi delle restrizioni a cui è sottoposto il mondo, quello dello sport, da lui presieduto. Nessun presunto rispetto delle morti può consentire ad un potere politico un azione così soverchiante e palesemente anticostituzionale. Perché se giustamente si deve rispetto a chi ha lasciato la vita di fronte ad un virus maledetto, altrettanto rispetto si deve per chi ha sacrificato la sua vita,e sono stati tanti, per cui tutti noi si potesse godere dell’Habeas Corpus. La libertà è il valore più alto di tutti, perché non sostanzia la lunghezza di una vita, ma la sua qualità. “Trovo vergognoso che tante associazioni sportive non possano usare le palestre scolastiche, si è deciso di mettere in competizione lo sport e l’istruzione”, è stato l’urlo impotente di Malagò, caduto lontano dall’attenzione della pubblica opinione, che in questo frangente pare poco incline ad accettare qualsiasi tipo di controversia sulla questione covid. Ma Solone, uno dei più importanti giuristi dell’antichità, aveva giudicato la mancanza di controversie tra i cittadini alla stessa stregua di un crimine. Non può esserci libertà senza dibattito, e senza libertà non può esserci vera vita. Questo dal 15 giugno 1215 sembrava essere chiaro, ma è bastato un virus per cancellare 800 anni di storia, o almeno così parrebbe. Non sarebbe male cominciare ad interrogarsi su cosa veramente si voglia per le generazioni future. Senza paura, senza pregiudizi e, soprattutto, senza rabbia.

Di Anthony Weatherill

(ha collaborato Carmelo Pennisi)

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Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

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  1. NEss - 1 mese fa

    Toroperduto
    – non vivo in Italia
    – non ho bisogno di seguire i telegiornali, ho accesso alle fonti primarie (su questo argomento)

    – non so cosa significhi ‘tu vedi il distanziamento’. Posso scrivere che non si tratta solo di stare vicini ma anche di stare vicini per un certo tempo. Contagiarsi perche’ hai incrociato uno sul marciapiede richiede una bella iella.
    Diverso stare in fila tanto tempo vicino a qualcuno. Diversi, e molto piu’ rischiosi, i locali chiusi.

    – L’esempio dei festeggiamenti a Napoli non vale molto. Non ci sono stati problemi perche’ non c’era gente infetta (i casi erano molto molto pochi all’epoca). Ci sono tanti esempi di altri grandi eventi che hanno portato a incremento dei contagi (molto documentati quelli in USA, ma non solo).

    – Parere puramente personale, io non credo che nei prossimi 2-3 anni ci saranno mai meno casi di adesso (in Italia, in senso generale). Sia chiaro, non si possono avere certezze al riguardo, chiunque dica altrimenti mente.
    Pero’ c’e’ una possibilita’ (vedete voi quanto grande) che sara’ effettivametne cosi’.
    E allora cosa si fa? Ragazzi e persone in genere non fanno sport per 3 anni? Per numeri di contagio e malati indubbiamente bassi? A me sembra un po’ assurdo.
    Cio’ che e’ importante, pero’, e’ non fare salire i numeri.
    E per non farli salire c’e’ un solo modo: evitare assembramenti inutili, portare la maschera quando serve (si’ al supermercato; no nel bosco per dire) e ‘lavarsi le mani’.
    I numeri italiani cosi’ come in altri posti dimostrano che con, tutto sommato, poche attenzioni si puo’ mantenere l’epidemia sotto controllo.
    Numeri di altri posti, per esempio gli USA, dimostrano cosa succede a fregarsene.
    Non permettere a 30mila persone di andare allo stadio va in questo senso: un piccolo sacrificio oggi per evitare di doverne fare di molti piu’ pesanti in seguito.
    Stessa cosa per la maschera: metterla costa un po’ di fastidio, ma si puo’ fare. E’ come la cintura di sicurezza in auto: non serve a niente tranne qualla volta che hai un incidente e ti salva la vita.

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    1. TOROPERDUTO - 1 mese fa

      No scusa non c’è bisogno di accedere ai telegiornali e ne ai dati c’è solo da girare e rendersi conto, ma capisco che non puoi.
      Quello che tu superficialmente chiami piccolo sacrificio è il lavoro di tanta gente, sappilo e prendine coscienza perché sono sconcertato da tanta superficialità nel trattare argomenti economici.

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      1. NEss - 1 mese fa

        Mettere una maschera per qualche ora e’ un grosso sacrificio?
        Evitare di andare a ballare in un locale affollato?
        Andare a fare una gita/camminata invece di stare in 100 in una birreria per la festa del paese?

        Evitare grandi eventi? Se sei un organizzatore di tali eventi o se si parla del salone dell’auto di Ginevra, e’ un problema, certo; ma la maggioranza delle altre attivita’ rimangono gestibili, pur nelle difficolta’. Anche il turismo non e’ morto come alcuni minacciavano, ma sicuramente e’ cambiato. Sta a chi lavora nel turismo adattarsi alle nuove esigenze.
        La gita a Venezia in torpedone con vendita pentole non e’ piu’ appropriata, almeno per un po’.

        L’alternativa e’ fregarsene e dover pagare un prezzo ben piu’ alto piu’ avanti, se i numeri crescono troppo.

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      2. bloodyhell - 1 mese fa

        non ti affannare toroperduto, molti proprio non riescono a capire. probabilmente perchè non hanno perso il lavoro e non hanno nessun problema economico.vivono nella loro illusoria sicurezza che la crisi non li toccherà mai, e non riescono a vedere la tempesta perfetta sempre più vicina. ritengono il discorso sulla magna charta fatto da weatherill assurdo,perchè non sono mai stati colpiti da abusi di potere. considerano la libertà meno importante della salute, perchè qualcuno l’ha conquistata per loro, e ora ne stanno godendo gratuitamente. Alcuni sono convinti che lo sport fermo danneggi ronaldo o agnelli, dimentincando con una faciloneria incredibile tutte le famiglie che si sostentano attraverso lo sport e il suo indotto.credo sia la prima volta nella storia dell’umanità in cui si impedisca per decreto alla gente di lavorare, di fatto violando l’articolo 1 della nostra costituzione. l’articolo della costituzione più importante. anche l’epatite è altamente contaggiosa, ed ogni anno fa un milione e mezzo di vittime in tutto il mondo, eppure nessuno se ne preoccupa. nessun lockdown, mascherine o guanti per l’epatite. ce ne sarebbero molti di segnali che dovrebbero porci qualche interrogativo, ma una parte di noi ha deciso di ignorarli. hai ragione toroperduto: c’è da essere sconcertati da tanta superficilità

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  2. TOROPERDUTO - 1 mese fa

    @Blodyhell,
    Ma che cazzo vuoi che gliene freghi del collasso economico, eravamo già al collasso prima di tutto ciò senza che nessuno facesse nulla figurati adesso se gliene importa qualcosa.
    L’importante è fare avanzare i colossi, massacrare artigiani e commercianti che fanno il nero per sopravvivere mentre il nero dell’online va preservato, l’ambizione massima che oggi si può avere lavorativamente parlando è comprarsi un furgoncino e fare le consegne per Amazon, la raccolta della frutta e verdura la lasciamo agli stranieri che facciamo entrare per abbassare tutte le pretese salariali ma facciamo finta che non esistano, per il resto diamo qualche monopattino qua e là soldi a cazzo sottoforma di sussidi e va tutto bene.
    Riforme strutturali zero.
    Riforme fiscali zero.
    Come direbbe il grande Meda tasse a martello e si va.

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  3. Granata - 1 mese fa

    Mettiamo da parte la politica,l’uomo solo al comando e la gentaglia che lo circonda. Parliamo di salute. Se una cosa fa paura è perché è pericolosa, non la si conosce e non la si sa affrontare per cui il tutto, al massimo può portare alla morte. Durante la chiusura era vietato fare autopsie ( decisione da coglioni!!!) Perché pericoloso ? Balle!! Si sarebbero fatte in ambienti protetti. Se non in ospedale, dove ? Se non si fa autopsia non si possono sapere molte cose sr non con colpevole ritardo. Molti sono morti per cure sbagliate. Molti con e non per infezione. Oggi, rispetto a mesi fa, i morti sono quasi azzerati. Ma c’è un dato che fa riflettere. In itaGlia muoiono mediamente 1700 persone/giorno. Circa 600 per malattie cardiovascolari. Circa 500 di tumori vari. Circa 600 per cause varie ( vecchiaia, incidenti etc etc) è circa 6 -7 -10 con covid. Non per covi ma con covid. Qual’è l’emergenza? I 6 morti giorno ? O i 1600 e più? Fate voi.

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    1. bloodyhell - 1 mese fa

      i tuoi dati, caro fratello granata, sono incontrovertibili e chiunque può andarli a verificare.non solo hanno vietato le autopsie,hanno impedito,per non aver fatto protocolli adeguati, il lavoro delle agenzie di pompe funebri. ecco perchè poi si è dovuto assistere alla triste immagine tv della fila dei camion militari con le bare sopra. dalla fila di quei camion poi è partita tutta una narrazione indecente e chi ha dei dubbi su come sia stata gestita tutta l’emergenza covid è stato fatto passare per negazionista. come ho già scritto sotto un altro articolo, io non nego un bel niente perchè di covid mi sono ammalato e ho anche rischiato seriamente di morire(sono un miracolato). per il covid ho perso un familiare e due carissimi amici. mi auguro che prima o poi, anche tra trent’anni(esagero), sia istituita una commissione d’inchiesta per far venire alla luce la verità di come realmente si siano svolti i fatti. Tra trent’anni non ci sarò più, ma spero che far emergere la cattiva gestione di questa vicenda possa aiutare i miei figli e miei eventuali nipoti a ragionare proprio sulle questioni sollevate da te, caro fratello granata, e da tanti altri silenziati o ignorati dalla grande stampa.

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      1. Granata - 1 mese fa

        Mi spiace per chi hai perso. Io non voglio mancare di rispetto a nessuno ne minimizzare. Io me la prendo con l’uso che se ne fa della questione. Sono stato in prima linea durante l’emergenza ed ho visto con i miei occhi moltissimi ammalati anche in rianimazione. La gente deve conoscere la verità per non avere paura. Quella paura che molti utilizzano per i loro scopi.

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  4. TOROPERDUTO - 1 mese fa

    Si ma ci sono comunque anomalie nel sistema.
    Stadi chiusi va bene, ma la domanda è perché?
    Perché devono stare chiusi se altre manifestazioni sono invece aperte?
    Non esiste questa cosa, aprili e contingenta le entrate perché stiamo facendo ridere.

    Non è tutto o nero o bianco, gli svedesi sono stati tacciati di essere folli oggi vengono lodati da qualcuno, il tema è che bisogna fare delle scelte, l’Italia da sempre si contraddistingue per non scegliere mai ma stare in mezzo cercando di accontentare tutti che è il modo migliore per scontentare tutti.

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    1. NEss - 1 mese fa

      Stadi aperti, intesi come 30mila persone, e’ sostanzialmente impossibile. Il rischio di generare vari focolai di espansione e’ troppo elevato.

      Aprire in parte ha senso ma ci sono due questioni. 1) minore, chi fare entrare? Chi paga di piu’? 2) il tipico tifoso da stadio ha la responsabilita’ necessaria per comportarsi bene?
      Se fai entrare 100 persone sparse in tutto l’olimpico non c’e’ alcun problema; se le 100 persone sono abbracciate a cantarsi addosso e’ un altro conto.
      Altrove hanno aperto al pubblico, a capienza ridotta, obbligando pero’ a stare seduti e con maschera, per la cronaca.

      Poi immagino che l’altro punto cruciale siano le entrate/uscite. Bisogna evitare calca in quei punti, possibilmente senza far impiegare 8 ore per uscire dallo stadio.

      Insomma, la questione e’ sempre la stessa. Non servono misure draconiane a patto che l’individuo si comporti in modo responsabile.
      Come ho scritto in precedenza, secondo me alzare i toni non aiuta a rafforzare buon senso e responsabilita’.

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      1. TOROPERDUTO - 1 mese fa

        Scusa perdonami ma tu attualmente vivi in Italia o all’estero?
        Secondo te esiste il distanziamento???
        Dove?
        Fammi capire un po’, dove lo vedi dove?
        Per le strade sono a centinaia uno attaccato all’altro senza maschera peraltro.
        Ma fa comodo farsi belli dicendo non riapriamo questo e quello poi per il resto fuori fate il cazzo che volete a noi non interessa.
        Questo è il punto.

        Per quanto riguarda il lato medico mi pare evidente che non c’è una voce unica medica.
        In Svezia hanno lasciato che tanti sviluppassero gli anticorpi hanno pagato un prezzo alto in termini di morti oggi hanno il minor numero di contagi.
        Ti ripeto non è tutto nero e bianco e la scienza di cui la medicina è una branca non è né certezza e né infallibile, prima l’uomo ne è consapevole e prima ci salveremo perché in nome della scienza si sono fatte si fanno e si faranno le peggio cose.
        Di questo sto parlando dei vari pesi e misure adottati che non rispondono tanto si principi di giustizia sociale

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      2. turin - 1 mese fa

        Dopo i festeggiamenti dei tifosi napoletani per la vittoria della coppa italia, il tg1 e dintorni avevano detto che ci sarebbe stata un ecatombe di contagi sotto il vesuvio. Ecatombe poi non avvenuta.Possibile fratello ness, che non siate mai sfiorati dal dubbio che forse qualche balla la stanno raccontando governo e qualche mezzo d’informazione ben ricinoscibile? L’unica cosa che ho capito del covid e’ che non vi sono certezze. Bisognerebbe navigare a vista e conviverci. Milioni di persone si stanno riducendo alla fame, e ancora ci si ostina a prefigurare limitazioni chiaramente inutili? Ma ci si sta rendendo conto verso quale disastro sociale ed economico stiamo andando? E’ un suicidio assistito di una nazione, ma capisco come chi abbia un reddito fisso questo fatichi ancora a comprenderlo. Ma se continua cosi’, presto ci saranno cattive notizie anche per gli impiegati pubblici e i pensionati. Chiedere ai greci. E comunque weatherill ha ragione, qualunque sia la posizione giusta, su un fatto cosi’ grave il governo avrebbe dovuto dire come stavano i fatti, non secretare i documenti che li attestavano.

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  5. bergen - 1 mese fa

    Il suo paradigma Weatherill mi sembra un po’ ardito.

    L’amministrazione delle libertà in una democrazia costituzionale é cosa complessa.
    Specialmente in un momento in cui le opinioni di un “influencer” sono messe sullo stesso piano di quelle del presidente del consiglio, quando non addirittura a confutazione di medici con vite intere di studio e azione sul campo.

    Sulla pochezza della cosiddetta classe dirigente sportiva non credo ci sia bisogno di argomentare oltre.

    Indulgere troppo però al negazionismo é cosa pericolosa e, francamente, sconsigliabile.

    A meno che non si preferisca una linea tipo quella di Dan Patrick, governatore del Texas, che a chi domandava cosa avrebbe fatto quando si fossero esauriti i posti in terapia intensiva (come puntualmente poi si é verificato), rispondeva: “we shall buy more refrigerators”.

    Vede caro Weatherill ci sono stati momenti storici in cui lo sport si é fermato di fronte a guerre e distruzioni e in cui la sua ripartenza é stato un simbolo di nuove fratellanze, di condivisione, di superamento di barriere, del ritrovamento di una normalità, effettiva o ricercata, di nuove consapevolezze.

    Oggi queste discussioni sulla ripresa del calcio vissuto hanno invece un sapore cattivo, che sa di bilanci scricchiolanti, di interessi particolari da difendere, di arroccamento di posizioni ed istituzioni prive di credibilità.

    Sono quindi poco appassionanti e con la Magna Charta centrano comme un tablier à une vache.

    Fossi al suo posto avrei intitolato il mio editoriale: “Giù le mani dallo sport” e avrei cercato di spiegare come un maledetto virus possa magari avere anche qualche merito, nel suo diritto di avere un posto nel ciclo enigmatico della vita.
    Di impartirci le lezioni che altrimenti non siamo proprio in grado di capire.
    Ma mi pare che pure su questo la resistenza sia forte, quanto poco valorosa.

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  6. Blasphemous !Sentenza.3! - 1 mese fa

    Sig. Weatherill, lei mi piace sempre più.

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  7. Madama_granata - 1 mese fa

    Non condivido affatto tutti i voli pindarici fatti dal sig. Weatherill, che, a mio modesto avviso, con sapiente uso della parola, vuole confondere le cosiddette carte in tavola!
    1) lo sport si è fermato, così come le scuole e tutto il mondo produttivo, salvo qualche indispensabile eccezione.
    2) lo sport ha “riaperto” prima delle scuole, visto che il calcio, e a seguire tutti gli altri sports, hanno ricominciato l’attività nella tarda primavera.
    In Italia si è persino “riaperto” e terminato il campionato, cosa non affatto scontata, visto che ad esempio in Francia il campionato è stato chiuso e basta, nel senso che non si è più giocato.
    3) il suddetto sig. Weatherill ha per caso seguito in questi giorni il Tour de France? Evidentemente, no! Sarà stato impegnato altrove!
    Le limitazioni imposte (non pubblico alla partenza e all’arrivo, strade chiuse totalmente ai tifosi nelle più importanti tappe di montagna, o comunque in altre tappe accesso consentito solo a pedoni e ciclisti. Niente auto, niente camper, nessun bivacco lungo la strada) non hanno sortito nessun effetto, o quasi!
    Nell’attraversamento di città e paesi: agglomerati di pubblico lungo le strade. Nessuna distanza di sicurezza; decine, se non centinaia di persone “spalla a spalla”,o meglio “vis à vis”, come dicono appunto i francesi. Molte di loro senza nessuna mascherina, ammassate ad esultare al passaggio dei corridori!
    L’assurdo è che per un tratto di via o su una piazzetta c’è la folla; 50 o 100 metri più in là la stessa via risulta deserta.
    Poi un altro bel “gruppone” di sovreccitati tifosi, e così via!
    Le mascherine non permettono di urlare liberamente, tengono caldo, tolgono il fiato, sono scomode: un attimo togliersele!
    E che sarà mai se ce ne liberiamo??
    Proprio noi deve colpire il morbo letale??
    E gli ospedali e le rianimazioni tornano a riempirsi..
    E guarda caso in Francia i numeri dei nuovi contagiati sono altissimi.
    Per cui: inutile il tentativo di mantenete norme di sicurezza e distanze tra i tifosi sportivi..
    Il “tifo” richiede, pretende il contatto umano, perciò in questo periodo di pandemia non si può avere pubblico alle manifestazioni sportive.
    4) grave crisi sociale ed economica, italiana e mondiale.
    Sinceramente io mi preoccupo per innumerevoli padri e madri di famiglia che perdono il posto di lavoro!
    Molto meno mi preoccupo se Cairo, e Agnelli, e De Laurentiis, e gli sceicchi arabi e tutti i loro colleghi, proprietari e presidenti di squadre di calcio, non incassano i soldini dei tifosi, e magari ci perdono economicamente!
    5) Lo sport c’è, e si sta praticando. Non è vero che è passato in second’ordine per esempio rispetto alla scuola.
    Ne fruiamo tutti quanti, ma ci limitiamo a guardarlo in TV!
    6) sinceramente reputo molto più importante x i giovani e per la popolazione tutta che, in un momento di estrema crisi mondiale e nazionale, si dia precedenza ed importanza alla scuola, piuttosto che non al pubblico presente negli stadi.
    6) Tutte le dissertazioni, da Giovanni Senzaterra ad oggi, in merito alla libertà personale ed individuale dell’ UOMO per me ben poco hanno a che fare con le restrizioni dettate dalla necessità di arginare un morbo che ha mietuto ad oggi circa un milione di vittime nel mondo (e si parla solo dei casi conosciuti).
    La comunità medico-tecnico-scientifica è stata ed è chiara: finché non ci sarà un vaccino, utilizzabile in grande scala per la totalità della popolazione, solo il distacco, la lontananza e la protezione con mascherine e gel disinfettanti, uniti a tanta tanta igiene personale, possono non debellare, ma almeno arginare il “Covid”.
    7) Weatherill, trattando noi e tutti i suoi simili da perfetti idioti, dice che la popolazione ha ubbidito beotamente al potere politico, soggiacendo alla paura del coronavirus senza porsi dei “MA,..”.
    No, caro signore! Io credo che la popolazione italiana e mondiale i “MA” se li sia posti, eccome!
    Poi, scientemente, ha deciso di ascoltare medici e scienziati e di autolimitarsi per evitate di contagiare e di essere contagiati.
    8) il mondo anglosassone, il mondo del signor Weatherill per intenderci,
    “Il MONDO CHE DETTA LEGGE AL MONDO”,
    dal Regno Unito agli USA, almeno nei primi tempi non ha accettato la pericolosità del virus, né ha accettato le limitazioni che esso poneva. Lo ha sfidato in nome della sopraddetta “LIBERTÀ”.
    Il Primo Ministro inglese a momenti “ci lasciava le penne”, prima di imporre l’uso di mascherine e distanze, guanti protettivi e disinfettanti a tutto il Paese!!

    “A l’ha sarà la stala quand che i beau a jero scapá!”
    (“ha chiuso la stalla quando i buoi erano già scappati!”, per i miei amici non-piemontardi).

    Trump ha ora abbassato “il fiero cranio”, e, dopo aver negato e guardato altrove per mesi, con l’accumularsi di morti e malati negli USA, ora, “colpito anche LUI , persino LUI, da umana fifa”, indossa mascherine protettive, invita la popolazione a fare altrettanto, e, per eccesso di zelo, la sollecita persino a bere alcool denaturato..

    No, signor Weatherill, io sono l’ultima degli ignoranti, ma delle sue affermazioni non condivido neanche una parola!!!

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    1. turin - 1 mese fa

      Non so cosa crede di aver letto, ma non e’ stato weatherill a dire che lo sport italiano non riparte, e’ stato giovanni malago’, che essendo presidente del coni forse ne sa qualcosa un po’ piu’ di lei riguardo lo sport in italia. Dello sport italiano non fa certo parte il tour de france, quindi non si capisce su cosa weatherill si sarebbe distratto, se non nella sua testa. Legga con piu’ attenzione, la prossima volta. La comunita’ scientifica non e’ concorde su niente tantomeno sul vaccino, che secondo molti ricercatori non servirebbe assolutamente a niente visto la continua mutazione del virus.Ma questo sarebbe un discorso troppo lungo da affrontare qui. Solo non dia per certe cose che sono certe solo per lei. L’articolo ha solo invitato a riflettere su certe questioni, e solo un alto indice di permalosita’ puo’ asserire che il nostro inglese abbia trattato da perfetti idioti i lettori. Ma capisco che se si confonde il tour con lo sport italiano, allora si puo’ dire proprio di tutto

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      1. Madama_granata - 1 mese fa

        Prosopopea, supponenza e maleducazione vedo che non le mancano!
        Giudizi, non pareri, e sull’interlocutore, prima che in merito agli argomenti..
        Un tono e dei modi che non si possono certo definire eleganti!
        Un nuovo nik-name a celare in vecchio tifoso rancoroso??
        Forse..
        Comunque, mi scusi, ma è lei non ha capito un bel nulla !!
        Lo sport caro signore, sappia che non è racchiuso all’interno dei confini nazionali, quindi Malagò e tutti i dirigenti ialiani devono “fare i conti”, e concordare le scelte con il resto del mondo: mi spiace per lei, ma è così!
        Ho scelto il Tour come esempio perché è la più importante corsa ciclistica al mondo, e perché si sta correndo in questi giorni.
        Se preferiva che parlassi della Tirreno-Adriatico o delle “Strade Bianche” il problema non sarebbe cambiato di molto, ma non tutti forse sarebbero stati informati su queste corse!!
        Ora vedremo al Giro, se le piace di più, ma temo che le cose non cambieranno di molto!
        Per tutto il testo non sto a risponderle: io amo il confronto franco, aperto ed educato.
        L’aggressività, pur se verbale, non mi appartiene, tantomeno lo svilire l’interlocutore e il tentare di farlo passare per scemo e visionario.
        “Legga con più attenzione la prossima volta” o “un alto indice di permalosità”, ecc.. se li tenga per lei: denotano, ripeto, solo maleducazione ed in capacità nel tentare di intraprendere un dialogo rispettoso e civile con altre persone.
        Si rivolga così ai suoi allievi, se è un insegnante frustrato e represso, o alle persone più intime sue, se sono disponibili a tollerare i suoi modi ineleganti ed offensivi!
        E con questo la saluto, pregandola di ignorare i miei scritti, così come io farò x i suoi!

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        1. turin - 1 mese fa

          Non sono stato maleducato in nessun punto del mio commento, le ho solo fatto notare una sua svista evidente. E siccome oltre ad essere permalosa e anche presuntuosa, invece di ammettere che ha attribuito affermazioni a weatherill dette invece da malago’, si sta arrampicando sui vetri. Anthony ha fatto un analisi sulle dichiarazioni del presidente del coni, ha messo tra virgolette le sue parole. Malago’ ha parlato dello sport italiano e non di quello feancese. Il presidente del coni ha parlato soprattutto degli sport amatoriali, e addirittura del governo conte che sta impedendo alle associazioni sportive di utilizzare alcune strutture(dopo aver letto l’articolo mi sono andato a cercare le dichiarazioni complete di malago’) In questo contesto il riferirsi ad altre nazioni e’ proprio fuori luogo e fuori tema.Ma lei, dopo aver preso la topica, continua ad insistere tentando.comicamente, di voler spiegare a weatherill addirittura cosa aveebbe dovuto scrivere. Si guardi allo specchio prima di dare del supponente agl’altri. Lei l’articolo o lo ha letto male o e’ in evidente malafede. Io non sono un nuovo nick e non sono abituato, probabilmente al contrario di lei, ad essere rancoroso. Leggo e, semmai, decido di partecipare ad una conversazione. Malignare non le dara’ ragione. E visto che siamo in forum, l’avverti che non e’ lei che puo’ decidere cosa debba o non debba ignorare. Quindi si rassegni, che qui di intollerante o represso ci sono solo i suoi modi di fare

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    2. gior_425 - 1 mese fa

      Solo dei grandi ingenui possono credere che malagó sia preoccupato principalmente per gli sport minori e per le società dilettantistiche, quando invece cerca di tappare le voragini nei bilanci dei “grandi” club… A proposito, ieri le merde hanno aggiornato il “buco” del bilancio che con la risoluzione del ciccione è passato a 90 milioni di euro.

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  8. Messere Granata - 1 mese fa

    Fantastico Weaterhill, anzi no. Pessimo. Super. Si dice tutto, si dice nulla. Bello, confuso, veritiero, insulso. Potere del linguaggio. Tutto è ammissibile. Nulla è veritiero. Umori del momento. Certezze dall’eternità. Dov’è l’asso? In pratiche “dispense” quindicinali. Arrangiatevi.

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  9. NEss - 1 mese fa

    Finche’ se ne fa una questione politica invece di una questione medica si potranno fare solo danni.

    Le decisioni vanno prese in base alle conseguenze mediche, economiche e sociali. Non in base a lotte partigiane e desideri di vittorie elettorali

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    1. NEss - 1 mese fa

      Ed in questo senso secondo me partire dalla Magna Carta non aiuta, anzi.

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    2. bloodyhell - 1 mese fa

      quando chiudi in casa per mesi milioni di persone, condannando parte di esse alla disperazione economica, la questione non può più essere solo medica,ma diventa fatalmente anche politica. non riconoscere questo, vuol dire non riconoscere che la mattina il sole sorge e la sera tramonta. quando tieni nascosti i dati del comitato tecnico scientifico, perchè come ricorda weartherill sono stati secretati, la magna charta c’entra eccome.poi se retoricamente si vuole ancora pensare come la questione sia soltanto medica, si continui pure. speriamo di non svegliarci dal sonno e dalla retorica quando sarà troppo tardi

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      1. NEss - 1 mese fa

        Non avevo dubbi avresti risposto 🙂
        Pero’ ti e’ sfuggito un passaggio: ‘conseguenze mediche, economiche e sociali’ ho scritto.

        Ma sono convinto che in questo periodo efficacia, equilibrio ed armonia siano ben piu’ importanti che avere ragione, o battere il proprio avversario.
        Sono altresi’ convinto che alzare i toni; tirare fuori la liberta’ inalienabile quando ti viene chiesto di tenere una maschera per qualche ora; oppure, come ho sottolineato sopra, passare da Magna Carta e nazisti non aiuta affatto a prendere decisioni serene e di buon senso.

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        1. bloodyhell - 1 mese fa

          se vuoi la prossima volta non ti rispondo,e ti lascio volentieri parlare da solo. quando vedo un articolo così raffinato e intelligente essere equivocato, mi viene quasi d’istinto rispondere.probabilmente sbaglio, perchè le esposizioni di weatherill sono talmente chiare nelle idee e nelle intenzioni,da non avere bisogno di una mia maldestra difesa, che forse le danneggia più di qualche critica campata per aria. tanto quando un concetto non lo si vuole capire, hai voglia a rispondere.ma, ripeto, se la prossima volta vuoi avere l’agone del forum tutto per te, nessun problema, te lo lascio. detto questo, non mi è sfuggito nessun passaggio, e anche uno studente al primo anno di università legherebbe le conseguenze economiche e sociali alla politica. e quindi ti sei come minimo contraddetto affermando prima che non bisognerebbe farne una questione politica, e poi asserendo che ci saranno conseguenze economiche e sociali. non capisco, poi, di quale avversari da battere parli e a quale aver ragione tu ti riferisca, ma ho il vago sospetto che sia tu, più che weatherill(di cui confesso di non aver ancora capito quale orientamento ideologico abbracci. ma non mi importa,visto le perle che scrive), a buttarla nella politica di parte. e se per te il problema è stato ed è solo tenere la maschera qualche ora, allora hai dei seri problemi di comprensione di ciò che è accaduto e sta accadendo.quella sull’alzare i toni, poi, è davvero incommentabile. quindi non la commento.

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        2. luizmuller - 1 mese fa

          Vero, l’ho spesso notato anch’io: ogni volta, al primo commento anche vagamente critico nei confronti del post di Mr. Weatherhill, inesorabile giunge la reprimenda dell’utente bloodyhell, evidentemente sempre pronto a intervenire. Un tempo ormai lontano esisteva la censura di stato, ora c’è quella fai-da-te, usando una tastiera. Anche, come in questo caso, nelle ore notturne, quando la maggior parte della gente dorme.

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          1. bloodyhell - 1 mese fa

            bravo, sei forte.hai notato un particolare importante.ora ti daranno un premio.ho anche spiegato perchè intervengo sugli articoli di weatherill, ma noto come non sia servito a nulla.io non intervengo se qualcuno è vagamente critico su weatherill.io dico la mia sugli articoli di weatherill come su altri, come sciaguratamente tu dici la tua. non censuro niente,semplicemente argomento. come del resto ha fatto ness.ma è assai evidente come tu non comprenda nemmeno lontanamente il significato del termine “censura”. Asini come te, che ragliano fai- da-te con la tastiera, purtroppo cominciano ad essercene tanti, e bisogna sopportarli come la grandine. Ho anche scritto molto tempo fa, ad un asino come te, che difenderò weatherill dagli attacchi insensati e stupidi,perchè anthony è una preziosa risorsa di questo sito,uno che ha la capacità di invitare a ragionare. che ciò mi capiti di farlo di sera, di pomeriggio, di notte o mentre la gente dorme non è un particolare importante, lo faccio quando posso e quando capita.Pensa che sarei così pronto che ti sto rispondendo a distanza di 4 ore.non so davvero perchè stia perdendo tempo a darti tutta questa spiegazione.comunque, visto che sei così attento ai miei movimenti, ti ricordo che mi sto appassionando alla ricerca del regista per il nostro toro. a volte miè capitato di parlare di questo persino nelle ore notturne con altri fratelli. pensi possa continuare a farlo o anche questo è censura fai-da-te da parte mia? buon raglio, e vedi di tenere pulita la stalla in cui soggiorni

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  10. Roland78 - 1 mese fa

    Il nucleo dell’articolo mi sembra, come sempre, molto più profondo rispetto a una prima lettura. Non si dibatte sulla bontà di una decisione, ma sulla disparità di trattamento che viene rivolta a un’istituzione come la scuola e un’altra come lo sport, e sul silenzio delle motivazioni e sulla mancanza di dibattito, il sale della democrazia. Di primo acchito io credo che, pur plaudendo come sempre la finezza del pensiero di Weatherill, stavolta non si possa equiparare la cosa più importante per il nostro futuro – la scuola – con la più importante tra le meno importanti – il calcio -. Con questa mia opinione, alimento, almeno, uno dei punti critici del bellissimo articolo: la possibilità di dibattere e dire la propria opinione.

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  11. Guevara2019 - 1 mese fa

    L’istruzione non poteva rimanere bloccata,si sono fatti sforzi quasi impossibili per poterla avviare con mille difficoltà,le stesse che ci sono in Francia e Germania avendo iniziato prima e con molte scuole su quelle latitudini che si sono dovute chiudere momentaneamente per l’insorgere dell’infezione.
    Malagò e sua eccellenza Andrea Agnelli si mettano il cuore in pace,in tutta Europa gli stadi sono chiusi al pubblico,si potrà “forse” fare qualche sperimentazione per poterli riaprire con pochi spettatori,tra distanze,mascherine,distanziamento per assistere ai match,entrare e uscire dagli spalti.
    Le ripercussioni economiche,non solo per il calcio sono indubbie,stiamo vivendo un periodo molto difficile,fino a quando non ci saranno cure certe e soprattutto il vaccino,le cautele sono inevitabili per non vanificare tutti gli sforzi fatti sino ad ora.
    Le prossime stagioni fredde saranno determinanti per non ritornare al lockdown,poichè se così fosse il disastro diventerebbe completo e irrimediabile.

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    1. Cuore granata 69 - 1 mese fa

      Ottima disamina come spesso leggo da parte tua..ciao granata

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      1. Guevara2019 - 1 mese fa

        Grazie,buona serata a te e sempre Forza Toro!

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