Il Natale di Cairo e De Laurentiis

Il Natale di Cairo e De Laurentiis

Loquor / Torna l’appuntamento con Anthony Weatherill. La citazione della puntata è di Altan: “Mi racconti una favola? No, ti racconto una balla, così ti abitui”.

di Anthony Weatherill

“Mi racconti una favola? No, ti
racconto una balla, così ti abitui”.
Altan

Ogni volta che sento parlare Aurelio De Laurentiis e Urbano Cairo, confesso di sentirmi un tantino a disagio per il loro frequente traballante modo di approcciarsi alla realtà. Comprendo bene come l’autopromozione personale possa a volte essere una debolezza umana accettabile, ma qualcuno dovrebbe adoperarsi a ricordare continuamente ai due presidenti come una bugia, per avere una qualche funzione di utilità, dovrebbe avere il pregio di non essere subito scoperta. Legare, da parte di Cairo, la rinascita del “Filadelfia” ai suoi quindici anni di presidenza a molti tifosi granata è parsa più di una bugia di un bambino che prova a giustificarsi di fronte ad un barattolo di marmellata da lui stesso reso vuoto, è stata vissuta come un’autentica provocazione. Cercare di stabilire la verità esatta sulle vicende della ricostruzione del “Filadelfia” non è lo scopo di questo articolo (come non era scopo dell’ultimo articolo stabilire l’esattezza o meno delle dichiarazioni di Alfredo Pedullà sulle questioni fiscali legate al calcio. Ma qualcuno fatica sempre a capire), che invece vuole essere un tentativo di analisi sulla preoccupante situazione di dichiarazioni pubbliche rilasciate senza pensare se abbiano un fondamento di realtà.

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A volte c’è da chiedersi quale sia il reale stato psichiatrico del Paese, inondato da tanta di quella cattiva informazione, da far apparire le balle e la verità posizionate simmetricamente sullo stesso pianale della decodificazione dei fatti. Perché il problema, sempre di più, non è quello di apparire credibili, ma piuttosto di “vendere” una narrazione pubblica confacente ai propri bisogni o alle proprie suggestioni. Tanto tutto passa nel tritacarne di un’informazione diventata piena di “redazionali” travestiti da articoli o di peana scritti per corroborare gli interessi della propria fazione. La mancanza di memoria provvede a far quadrare ogni conto. Quanti oggi si ricordano di un Berlusconi che trionfalmente annunciò un programma di governo dove si sarebbe sconfitto il cancro in pochi anni? Un paio di anni fa, in una esilarante intervista fatta da Walter Veltroni, Aurelio De Laurentiis discettò su tutto lo scibile presente in quel momento presente nella ribalta della cronaca nazionale. In un crescendo da statista mancato, con punte memorabili di piaggeria da “pizzicarolo” verso Veltroni (“alla Lega ci voleva un politico, ci volevi tu”), il presidente del Napoli volle comunicare alla nazione come lui, e solo lui, aveva avvertito la necessità di trattare il calcio italiano con logica da industria, confacente ad una vera cultura imprenditoriale. Ma nessuno, tale intuizione improvvisa, la voleva cogliere. Né l’allora presidente federale Carlo Tavecchio, considerato troppo vecchio dal settantunenne “giovane” Aurelio (ma si sa, l’anagrafe è una condizione dell’animo, non un mero certificato di nascita), né, chissà perchè, da Andrea Abodi, oggi presidente del Credito Sportivo dopo il fallito assalto alla posizione apicale della federazione di Via Allegri.

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Ma è quando l’ex segretario del Pd gli chiede di fare un bilancio della sua gestione del Napoli, che De Laurentiis raggiunge le più alte vette dell’emozione. Lui ha preso Napoli per dare un riscatto, almeno il lunedì, ai napoletani tenuti in condizione di schiavitù per tutta la settimana. Tenuti schiavi, pensate un po’, come gli ebrei costretti a costruire le piramidi. Come gli africani costretti a imbarcarsi su dei barconi per sfidare pericolosamente il Mediterraneo per giungere in Europa, solo per soddisfare un giro di affari di 250 milioni di euro per i gestori del “trasporto”. Vano è stato il tentativo di Veltroni di ricordare al vulcanico produttore cinematografico come, forse, problemi così complessi non possano certo riguardare i presidenti delle società di calcio. Memorabile la risposta di “don” Aurelio: “sì, però noi presidenti parliamo direttamente al popolo”. A quel punto il politico riciclatosi divulgatore culturale sotto varie forme e piattaforme, resosi conto della visione surreale operata da De Laurentiis su se stesso, non deve proprio aver avuto il coraggio di rivelare al suo interlocutore come gli ebrei non avevano avuto proprio niente a che fare con la costruzione delle piramidi. Gli Egiziani non avrebbero permesso a nessuno schiavo di calpestare un suolo diventato sacro, perché futura dimora eterna dei Faraoni. Trattasi di “fake news” fatta girare dall’antichità ai giorni nostri da Erodoto. Spero nessuno ardisca a correggerlo, perché il rischio che il presidentissimo azzurro prenda in considerazione solo l’analogia della sua figura con quella del celebre storico greco, è altissimo.

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Molto più modestamente il presidente del Toro, da pubblicitario in perenne servizio attivo, nel 2019 è arrivato a paragonarsi a Ferruccio Novo, perché aveva resistito alla tentazione di vendere qualcuno della squadra protagonista, pensate un po’, di un settimo posto nell’ultimo campionato della Serie A. E credendo sul serio di essere agl’albori della costruzione di un nuovo Grande Torino, Urbano Cairo, desiderando trovare un nuovo Valentino Mazzola, proprio alla porta di De Laurentiis va a bussare, aggiudicandosi le prestazioni di Simone Verdi per 22 milioni di euro. Lo shock provocato da un tale esborso di denaro deve essere stato tale, che l’imprenditore alessandrino ha avuto bisogno di aggrapparsi, per non crollare per terra dopo un conseguente barcollamento insistito, a qualcosa di familiare: “Verdi l’ho pagato 22 milioni, un regalo così bello non l’ho fatto nemmeno a mia moglie”. Ora, in attesa di scoprire prima o poi lo stato emotivo di una consorte improvvisamente venuta a sapere mezzo stampa di valere per il marito meno di una squadra di calcio, la cosa a fare più effetto è aver considerato un “regalo” l’acquisto di un calciatore “eroicamente” avvenuto a seguito di una presumibile strategia sportivo/imprenditoriale. Ma i tifosi granata stiano sereni, il loro presidente, ferito sul fronte del Piave dalla pallottola Verdi, ha provveduto dopo qualche mese a innestare una tale retromarcia da avergli fatto recuperare, probabilmente, un po’ di serenità coniugale: “ho sbagliato a paragonarmi a Novo. Un giorno venderò il Torino ad uno migliore di me”.

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Sono parole, ovviamente, passibili di cambiamento all’indomani del raggiungimento di un sesto posto in campionato. Perché le parole, più che esprimere un significato, nel mondo surreale di Cairo e di De Laurentiis devono essere utili stampelle per sorreggere gli eventi. La sguaiataggine intellettuale di colui che è stato il “grande” produttore dei film di Natale e la furbizia levantina dell’epigono di Berlusconi per antonomasia, hanno molti punti in comune, ma soprattutto la certezza, chissà perché, di avere fatto qualcosa,nel calcio, spinti da un vero istinto affettivo e ideale. Urbano Cairo ha preso il Torino per realizzare un desiderio dell’amata madre, che era una tifosissima granata, De Laurentis per combattere, almeno il lunedì, la cupa forma di schiavismo in cui gli abitanti della città partenopea sono caduti. Non oso immaginare il nostro eroe cosa sarebbe stato capace di fare di fronte alla nutrita presenza di schiavi afro/americani nelle piantagioni di cotone dell’Alabama pre Guerra di Secessione americana.

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Veltroni non ha avuto la ventura di chiederglielo, preferendo prefigurare un nuovo “Piano Marshall” per l’Africa, sotto lo sguardo di De Laurentiis diventato, a quel punto, un po’ smarrito. Ma il novello Napoleone del cinema italiano si è ripreso subito, confessando addirittura di essersi ispirato a Rupert Murdoch nell’acquisto del Napoli. L’idea gli è venuta ascoltando, apprendendola, la lezione di un tizio che aveva consigliato al magnate australiano, detentore dei diritti una poderosa “library” di film (quella della “Twenty Century Fox”), di farsi una televisione di importanza mondiale: “I film ce li hai – aveva detto il tizio -, basta aggiungerci un po’ di sport e il gioco è fatto”. La nascita di Sky spiegata in un attimo, con un’analogia evidente e alquanto audace fatta con il Napoli e i film di Natale difficile da spiegare, non dico ad un auditorio di un master di marketing della Columbia University, ma persino agl’avventori “avvinazzati” di un’osteria della profonda Via Emilia. Il vero problema risiede, temo, nella convinzione dei due presidenti di essere due fulgide stelle comete del calcio italiano. E non importa se ancora non si siano individuati i “Re Magi” intenti a seguirle, perché l’importante è che siano il segno evidente come un nuovo Natale sia sempre alle porte.

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(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

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  1. NEss - 4 settimane fa

    “A volte c’è da chiedersi quale sia il reale stato psichiatrico del Paese, inondato da tanta di quella cattiva informazione, da far apparire le balle e la verità posizionate simmetricamente sullo stesso pianale della decodificazione dei fatti.”

    Vero, se si sostituisce ‘Paese’ con ‘mondo’.
    E’ tuttavia molto importante che chi scrive cio’ stia ben attento a non propagare errori, bugie e mezze verita’ tendenziose.
    Altrimenti e’ parte del problema, non della soluzione.

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  2. TOROPERDUTO - 4 settimane fa

    Guai a dare del bugiardo a Cairo, esce immediatamente lo stuolo di avvocati difensori acritici, peraltro sempre gli stessi e sempre senza argomentare mai nulla di concreto.
    Tu parli male di Cairo e loro taaaaac arrivano come i tafani sulla merda……. Mi sento bucolico oggi

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  3. Gallochecanta - 4 settimane fa

    Finché scrivono i tifosi su un forum va (quasi) tutto bene, se invece scrive un articolista o un opinionista ci si aspetta che lo stesso e la testata su cui scrive argomentino in modo puntuale affinché l’opinione sia presa sul serio e poi razionalmente discussa sia in senso favorevole sia in senso contrario.
    Quando le premesse di un ragionamento sono errate, è difficile che si possa poi ritenere razionale lo svolgimento successivo e preso come opinione autorevole e la toppa è peggio del buco se si dice che non importano le premesse perché il concetto è ben altro.
    Per mia opinione personale lo stesso ragionamento vale quando opportune premesse sono omesse.
    Nel caso di specie, se si vuole fare un ragionamento a tutto tondo su Cairo e De Laurentiis da opinionista e non da hater di forum, occorrerebbe a mio parere precisare che stiamo parlando di due grandi imprenditori di successo nel loro mestiere, per questo bisognerebbe guardare a loro con gratitudine e rispetto.
    Che poi abbiano, nel mondo del calcio, evidenziato certe loro caratteristiche da parvenu è di tutta evidenza anche se, sempre fermandosi al mondo del calcio, mi pare che i risultati di De Laurentiis partito dalla serie c siano ‘leggermente’ superiori a quelli di Cairo.
    La maggior parte dei tifosi, tra cui ci sono anch’io, ritengono che Cairo debba lasciare, ma non perché sarebbe un bugiardo seriale in tutta la sua vita, ma semplicemente perché non ha portato il Toro dove vorremmo, con la speranza che arrivi una nuova proprietà seria e non i cialtroni da conferenza stampa, loro sì bugiardi professionisti in mala fede.

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    1. bloodyhell - 4 settimane fa

      visto che insisti, dopo che weatherill ti ha adeguatamente risposto,insisto anche io.la premessa dell’articolo precedente non era l’errata questione fiscale posta da pedullà, non da weatherill. la premessa dell’articolo precedente era come il concetto di normalità sia entrato nel linguaggio giornalistico quando si parla di certi stipendi indecenti. sembra logico si possano riconoscere a dei giocatori certi sconsiderati ingaggi.questa era la premessa dell’articolo. weatherill è tornato a chiarire la questione, e a mio parere l’ha chiarita bene.ma capisco come l’orgoglio impedisca a volte di riconoscere delle cose. che a te non importi che cairo sia un bugiardo seriale, ma ti importi solo il fatto che non abbia portato risultati sportivi, rientra nella tua logica ragioneristica con cui hai commentato l’articolo della settimana scorsa.

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  4. r.ponzon_13686323 - 4 settimane fa

    articolo mediocre e populista

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    1. bloodyhell - 4 settimane fa

      puoi definirlo un articolo mediocre(per me non lo è,ma i gusti sono gusti),ma attribuirgli anche del populista dimostra solo come tu non abbia la minima idea di cosa significhi questa parola.ti piaceva sparare un termine alla moda e l’hai sparato, preso evidentemente da un odio personale contro weatherill.

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      1. turin - 4 settimane fa

        Bloody, ma perche’ perdi tempo con uno cosi? Lascialo tranquillamente abbaiare alla luna.

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      2. r.ponzon_13686323 - 4 settimane fa

        Non conosco l’autore dell’articolo, poche volte in passato l’ho letto. Conosco però bene il vocabolario italiano, ti consiglio di ripassarlo prima di insultare a sproposito.

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        1. bloodyhell - 4 settimane fa

          ecco,compralo un buon vocabolario,magari scopri anche che ti serve. e qui di “sproposito” c’è stato solo il tuo commento. ah, dovessi comprare un vocabolario vai subito alla parola populista, così finalmente impari cosa vuol dire.

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          1. r.ponzon_13686323 - 4 settimane fa

            Gli studi classici prima ed universitari dopo rendono superfluo l’approfondimento da Lei richiesto, anche se confesso che sarebbe comunque un piacere sostituire le mie letture serali con un ripasso della lingua italiana

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          2. bloodyhell - 4 settimane fa

            bene,visto che per lei è un piacere, cominci pure.poi ritenti a commentare. magari sarà più fortunato, e la prossima volta ci prende

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  5. Mimmo75 - 4 settimane fa

    Il problema non sono le balle di Cairo e DeLa ma il fatto che nessun giornalista osi contestargliele durante l’intervista, incalzandoli se replicando si arrampicano sugli specchi.

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  6. LeoJunior - 4 settimane fa

    Oggi mi sono svegliato controcorrente e faccio il Robin Hood al contrario! E’ facile e gratificante sparare sempre sugli stessi. Ma visto che parliamo di balle, parliamo anche di quelle che fanno male. Quelle di Cairo e De Laurentis in fondo fanno male solo a loro stessi.
    Ma le balle che ci ha raccontato l’OMS durante la pandemia solo per coprire le loro magagne? Ci siamo dimenticati che le mascherine non servivano a nulla? Per poi diventare la salvezza del mondo? Bene quella balla quanti morti, soldi e disperazione ha portato?
    E le balle governative che vi vengono propinate quotidianamente, quelle vanno bene pur producendo disastri evidenti ed occulti.
    Guardiamo sempre il dito e poco la luna, mi raccomando.

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    1. Prawda - 4 settimane fa

      Credo sia fondamentale tenere conto del contesto in cui si argomenta. TN e’ un sito di una squadra di calcio e quindi le tematiche e gli argomenti trattati sono inevitabilmente limitati a questo; trovo assurdo parlare di politica o di OMS in un sito calcistico, tra l’altro nello specifico mi scandalizza molto di piu’ sapere come e da chi viene finanziato.

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      1. LeoJunior - 4 settimane fa

        Prawda mi hai malinteso. Lungi da me voler parlare di politica, OMS o altro in questo sito. Nè la mia era un’esortazione a farlo. Era solo per dire che di ballisti in giro per il mondo ce ne sono, anche in ruoli più delicati di quanto possa esserlo un presidente di squadra.
        E anzi il mio invito era indirettamente quello di parlare di calcio. A mio avviso giudizi sulle persone, anche se presidenti di squadre di calcio, e facili attacchi acchiappa consensi poco hanno a che fare con il calcio.
        Allora parliamo di schemi, moduli, acquisti e lasciamo perdere la moralità e i comportamenti delle persone.

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        1. Prawda - 4 settimane fa

          In un momento in cui c’e’ poco da scrivere, ci sono pochi soldi, questo per il Torino in realta’ non e’ una novita’ ma una spiacevole consuetudine, diventa inevitabile passare ulteriormente sotto la lente le dichiarazioni degli addetti ai lovori.
          Purtroppo Cairo sotto questo aspetto non brilla di sicuro o se si vuole brilla ma in senso negativo e diventa gioco forza che sia preso come bersaglio: “squadra difficilmente migliorabile, tengo tutti come il Grande Torino, grazie a me e’ rinato il Filadelfia”, sono solo alcune delle perle che Cairo ha dispensato, ovvio che poi ne paghi le conseguenze.
          Questo considerando che Cairo e’ il presidente, non un semplice dirigente, che lo e’ da ben 15 anni, che in questo lungo periodo ha collezionato risultati oggettivamente penosi; forse dovrebbe essere lui per primo a comprendere che a volte sarebbe preferibile un silenzio ma proprio perche’ “un bel tacere non fu mai scritto” difficilmente Cairo rinuncera’ a finire sotto i riflettori anche se questo significa fare pessime figure.
          Come scrisse Oscar Wilde “There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”, motto che Cairo segue fedelmente.

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          1. TOROPERDUTO - 4 settimane fa

            Peccato che le pessime figure se le subiscano solo e tutte i tifosi visto che non c’è un giornalista che sia uno che gliele spiattelli in faccia.

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    2. bloodyhell - 4 settimane fa

      un giornalista che sia libero di affrontare un argomento come vuole no, eh? deve affrontarlo proprio come dici tu, altrimenti guarda sempre il dito e non luna. l’articolo parla di come la bugia sia diventata, da parte dei nostri “capi”,un lugubre e patetico vezzo di comunicazione pubblica. che poi qualcuno di questi capi prima o poi consegua anche qualche successo è irrilevante, specie se questo capita nel mondo dello sport dove l’etica dovrebbe avere una sua importanza. altro che del dito, weatherill ha parlato proprio della luna. e se si è riferito a due due presidenti di calcio,è perché è su un sito di sport che ci troviamo. non è molto difficile da capire

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      1. turin - 4 settimane fa

        Concordo. Che poi ci siano gia’ quattro asini che ti hanno messo il segno meno, rientra nella mentalita’ bacata dei tempi che stiamo vivendo

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      2. LeoJunior - 4 settimane fa

        vedo che ti scaldi quando parliamo di Weatherill e quindi non vorrei toccare la tua suscettibilità. Per me può scrivere quello che vuole ma altrettanto io posso esprimere il mio giudizio. Per prima cosa facciamo chiarezza sul termine bugia: a casa mia una bugia è l’opposto della verità. Le cose che dicono Cairo e Adl possono essere modi impropri di raccontare una verità, autocelebrativi, inopportuni ma non sono bugie. Se la mettiamo sullo stesso piano allora il primo a dire bugie è proprio lui. Forse possiamo giustificarlo per il fatto che non conosce a fondo la lingua italiana ma prima di dire che qualcuno dice una bugia devono esserci gli elementi per farlo.
        Potete dirmi dove Cairo si è paragonato a Novo? Sempre che si capisca il concetto di paragonarsi a qualcuno. Dire che si tengono i giocatori di una squadra come fece Novo non credo sia classificabile come tentativo di mettersi sullo stesso piano di Novo.
        Dire che il Fila è stato ricostruito durante il suo mandato è vero. Discutibile è dirlo, vantarsi, utilizzare l’argomento per farsi bello ma non è una bugia.
        Sostenere la propria tesi usando frasi relative all’acquisto di un giocatore da 22 milioni con i regali fatti alla moglie (vorrei sapere chi fa regali da 20 milioni …) e ricamarci su a te pare un esercizio di finezza giornalistica? A me pare una cretineria senza senso.
        Poi mi dici di non parlare di OMS o politica. Ma guarda che è lui che parla per diverse righe di Egiziani e fake news sugli ebrei che le avrebbero costruite: può fregare a qualche tifoso un argomento come questo?
        Diciamola tutta: come sempre, su questo sito, anche dire che a Cairo puzzano i piedi diventa motivo di acclamazione e quindi ci si gongola per questo.
        Le bugie di presidenti egocentrici sono il dito e non la luna.

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        1. bloodyhell - 4 settimane fa

          non mi scaldo per niente, sto solo dicendo la mia come la stai dicendo tu. degli egiziani ne ha parlato de laurentiis, e weatherill lo cita seguendo il filo di un ragionamento. ed io non ti ho detto di non parlare di oms e di politica, leggi bene. per quanto mi riguarda un giornalista può parlare di quel che vuole, se lo ritiene opportuno. è il suo mestiere scrivere. sul concetto di bugia ci vorrebbero troppe pagine per risponderti, e non mi sembra il caso. mi sento solo di dirti che sul verosimle, che a mio parere è una sottile perversione della bugia, sono stati scritti trattati psicoanalitici di straordinaria rilevanza. dire, come cairo ha detto, di aver tenuto tutti come fece novo con il grande torino, vuol dire provare a venderci un concetto pubblicitario, che porta fatalmente le anime più semplici, che sono la maggioranza, ad avere un approccio errato,quindi bugiardo, con la realtà dei fatti. esistono due cose, le sineddoche e le metonimie, molto usate nella comunicazione.specie quella pubblicitaria.il caso di specie è proprio quello del citare, da parte di cairo, la moglie a proposito di regali costosi. notare questi tentativi di manipolazione della realtà(manipolare la realtà, se non lo sapessi, è uno dei vari modi per imporre bugie), sono finezze intellettuali, che ormai dall’uditorio italiano vengono scambiate per cretinerie. e se mi scaldo, come dici tu, è perchè vedo uno che ha evidentemente molto studiato,weatherill, e una torva di saputelli che apre bocca, anzi la tastiera,per commentare ragionamenti che non hanno compreso nemmeno alla lontana. Ma ormai l’Italia è questa, un posto dove ormai appare perfettamente normale che uno come luigi di maio sia ministro degli esteri. non ci scandalizza più niente, nemmeno due presidenti che ogni volta che aprono bocca,come minimo alterano la realtà delle cose. io forse mi scaldo,ma a te evidentemente va bene così.mi chiedo perchè una persona della levatura culturale di weatherill debba stare qui a sopportare commenti ridicoli e privi di qualsiasi riferimento culturale. spero lo paghino bene, almeno.

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        2. turin - 4 settimane fa

          E’ proprio cosi’, bloody. Uno prova a fare un ragionamento, weatherill, altri, specie alcuni soliti noti, si ergono a censori di qualcosa assolutamente incapaci di afferrare. Dire che weatherill scrive cretinerie, si commenta da solo. Ma ormai, come ho detto, il mondo e’ questo.

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  7. Prawda - 4 settimane fa

    Se Weatherill costruisce un articolo, come fatto nel precedente, partendo da una castroneria detta da un giornalista, le basi su cui poi costruira’ la sua analisi saranno inevitabilmente poco solide, non si deve risentire se qualcuno mette in evidenza l’errore di partenza.
    Detto questo e sottolineato come la prosa sia sempre piacevole, sicuramente sia Cairo che De Laurentis sono due “ballisti” cronici, con il grosso difetto di spararle talmente troppo grosse da finire per fare spesso figure decisamente molto misere. Su questo sono sicuramente entrambi sullo stesso piano; non lo sono invece, purtroppo per il Torino, sulle capacita’ gestionali e soprattutto sull’essere tifosi della propria squadra. De Laurentis e’ tifoso del Napoli, al contrario di Cairo che non e’ tifoso del Torino, ma soprattutto ha dimostrato di saper coniugare risultati sportivi con sostenibilita’ economica. Ha gestito oggettivamente molto bene il Napoli ottenendo risultati sprtivi che tolto gli anni di Maradona mai si erano visti ed erano inimagginabili, inoltre lo ha fatto chiudendo per sette anni consecutivi il bilancio in utile.
    Cairo oltre a parlare spesso a vanvera ed ad autoincensarsi senza in realta’ avere alcuna ragione per farlo, non puo’ mostrare nessun risultato sportivo degno di menzione; quindici anni di nulla da un punto di vista sportivo a cui purtroppo si aggiungono spesso dichiarazioni improponibili e farneticanti.

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  8. LeoJunior - 4 settimane fa

    Mi piace molto Anthony quando ci trasferisce i valori del calcio inglese: tifo, tradizione, storia. Un pò meno quando pontifica su persone e vizi italici. Cairo e DeLaurentis (che tra parentesi non sopporto) sono due esempi molto diversi di imprenditore e presidente. Vero che non c’è un parallelo ma un accostamento sì e devo dire che lo trovo forzato. Di balle se ne sentono su tutti i fronti. L’alterazione della verità è ovunque. Quindi puntare solo su due mi sembra riduttivo e un pò pretestuoso. La classe dirigente italiana è quello che è, vero. I presidenti delle squadre ne sono uno spaccato.
    Però aspetto Anthony con un’indagine sulle proprietà inglesi e sull’economia della sua isola in generale. Che approfondisca il perchè la Brexit favorirà ulteriore comoda “culla” a capitali di dubbia provenienza che poi sono finiti nel calcio drogandolo.
    Non so come ne uscirebbero …

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  9. CUORE GRANATA 44 - 4 settimane fa

    A mio parere il “senso”dell’articolo non è quello di mettere a confronto i due “personaggi” sul piano dei risultati sportivi bensì il loro “modo di essere”ed al riguardo Urbano con la “Sua furbizia levantina” è inarrivabile!Applausi!FVCG!!!

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  10. Granata Forever - 4 settimane fa

    Non si puo’ certo paragonare De Laurentis con Urbano. Entrambi parlano a vanvera pero’ il primo almeno qualche risultato lo ha portato.
    Comunque vero e’ che quando parlano mi si attorcigliano le budella!

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  11. ddavide69 - 4 settimane fa

    Questa volta Anthony mi hai fatto sghignazzare parecchio. Comunque posso dire che per Cairo le balle non esistono , esistono invece dei gradi di approssimazione della verità per eccesso o per difetto. Ed è per questo che ne racconta tante di balle , lui in fondo pensa di dire la verità..

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    1. ddavide69 - 4 settimane fa

      Solo per difetto, non per eccesso. .

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    2. abatta68 - 4 settimane fa

      Ma certo! È come mettersi le scarpe col rialzo e pensare di essere mediamente alti no? Non lo farà mai nessuno ma… ah no mi dicono che qualcuno lo ha già fatto! 🙂

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  12. granatasky - 4 settimane fa

    Bellissimo articolo, ennesima dimostrazione che ci sono personaggi che sono mentitori seriali, altri che non conoscono vergogna quando parlano, altri ancora che distorgono la realtà dei fatti unicamente a loro vantaggio. E potrei continuare ancora.

    Il mandrogno li annovera tutti quanti e fa letteralmente vomitare.

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  13. marione - 4 settimane fa

    Paragone assolutamente improponibile: Dela ha ridato dignità al Napoli, costui l’ha tolta al Toro. Chiedete ai tifosi del Napoli se vogliono fare cambio: 3 coppe Italia e una SupeRcoppa contro 15 annoi di figure di merda.

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  14. Tarzan - 4 settimane fa

    Applausi

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