Decameron granata – Derby indimenticabili: “27 marzo 1983, sembrava di essere in orbita”

Decameron granata – Derby indimenticabili: “27 marzo 1983, sembrava di essere in orbita”

L’iniziativa / La decima puntata della nostra raccolta di novelle tra i lettori

di Redazione Toro News

Cosa narra il Decameron? Narra di un gruppo di giovani che per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di varie tematiche. Sull’idea di Giovanni Boccaccio vorremmo strutturare qualcosa di simile insieme a voi. Il Decreto #iorestoacasa ci costringerà giustamente a rimanere nelle nostre abitazioni fino al 3 aprile. E allora perché non sforzarci con la memoria e provare a ricostruire alcuni nostri frammenti di vita rigorosamente granata. Momenti che giacciono nella nostra testa, ma potrebbero tenere compagnia e regalare emozioni ad altri “colleghi di fede”. Come Toro News, vorremmo creare un casolare virtuale granata, sull’esempio di Boccaccio, così come le storie che vorremmo che voi condivideste con noi e con tutti gli altri “fratelli” del Torino. Un modo per tenerci impegnati e per liberarci per qualche momento dei cattivi pensieri. Continuiamo dunque con la decima giornata di novelle e il tema sono i derby indimenticabili.

PRIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Al Fila nel ’59, Toro in B ma che bolgia…”

SECONDA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio:  La prima volta allo stadio: “Quelle emozioni degli anni 70-80”

TERZA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “La ripresa negli anni ‘ 60 “

QUARTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “L’inizio della sofferenza”

QUINTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Il colore granata, il più bello del mondo “

SESTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Da quel giorno non ci fu storia, diventai del Toro “

SETTIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Mi sentii parte viva della storia della mia squadra “

OTTAVA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Quel giorno capii cosa significa essere del Toro”

NONA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Si giocava in 12, c’era Meroni”

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Decameron granata – Derby indimenticabili: “Si giocava in 12, c’era Meroni”

Il derby che ricordo più vivamente e per cui ho goduto di più fu la tripletta in meno di 5 minuti appioppata ai gobbi il 27 marzo 1983 da Dossena, Bonesso e Torrisi. Da 0-2 a 3-2 in un baleno. In campo i nostri sembravano i cavalieri dell’apocalisse. Non si ebbe il tempo di gioire per il Gol della bandiera che già eravamo al pareggio. E senza riprendere fiato, in vantaggio. Tutto da rifare, zebre!
Ma quel derby finí senza beffe…per noi! Sembrava di essere in orbita.
Tornato in treno da Torino mi ricordo che mio padre, granata come me, aveva seguito la sintesi in TV. Aveva anche telefonato a mio zio (suo cognato – gobbo per sua sfortuna) per chiedergli maliziosamente com’era finito il derby, perché “non si capisce… da noi è saltata l’antenna”…che goduria.
Certo la squadra e tutto il popolo granata godono ancora oggi a rinfacciarlo ai gobbi che si ingobbirono più che mai quella domenica.
Peccato che l’Avvocato Agnelli se ne fosse andato alla fine del primo tempo come suo solito: cosa si era perso! Eh eh!!!!

Ivan Favarin


Ne avrei 2 da raccontare in verità.
Il primo è quello dell’ iniziazione: avevo 8 anni (1977 credo) ero alla casa al lago con i miei nonni e il nonno Antonio passeggiando per le vie del paese mi chiese per quale squadra tifassi: risposi la Juve ed il Torino! Mi fece capire che non era possibile essere tifoso di 2 squadre….e mi informò che proprio quel pomeriggio era in corso il derby. Decisi che la sorte avrebbe scelto per me. Vinse il Toro 3-1 con reti di Pulici e Graziani e cosi diventai un granata.
Crescendo capii che non fu il caso: a me piace soffrire partire apparentemente in svantaggio ma poi sorprendere e alla fine vincere contro tutto e tutti e mantenermi comunque dignitoso nella sconfitta.
Ma il derby che mi ha emozionato di più che ancora oggi mi fa venire i brividi e la pelle d’oca è quello dell’1983 quello della clamorosa rimonta da 0-2 a 3-2 in 5 minuti.
A casa mia non si poteva accendere la TV senza la presenza dei genitori in casa. Ricordo avevo un televisore bianco e nero Saba… ma quel pomeriggio i miei non c’erano ed io mi fiondai in sala per vedere domenica in durante la quale scorrevano in sovrimpressione i risultati. Sullo 0-2 mandai a quel paese tutti quanti e spendi. Riaccesi dopo qualche tempo e vidi apparire 2-2: rimasi di sasso per qualche infinito istante poi corsi verso la cucina per accendere la radio su “tuttoilcalciominutoxminuto” (si proprio tutto insieme è più bello) e nell’accendere dopo il classico gracchio iniziale della radio alla ricerca della sintonizzazione sentii un boato “oooooooooo” e la voce di Ameri che disse “scusate qui é Torino il Toro ha segnato ancora 3-2 grandissima rete di Torrisi“…sogno o son desto? Ma vaiiii!!! Uscii sul balcone gridando con tutto il fiato in gola verso il balcone dell’amico juventino che abitava proprio di fronte a me: goooooooollll!!!
Non si fece vedere ma nel tardo pomeriggio, incontrandomi, mi strinse la mano e si complimentò per la meritata vittoria.

Un abbraccio da Renato Di Noia di Brescia


“Quaranta euro buttate nel cesso!” Peggio ancora: “Quaranta euro regalate ai cugini!” Una beffa! Come se non bastasse, cornuti e mazziati. Come sempre. In Maratona accalcati e gremiti a formare un muro granata pronto a reggere tutto, almeno nelle intenzioni. Dei tre anelli in cui era suddivisa la curva al Delle Alpi, puntualmente il primo e il terzo andavano a svuotarsi dei relativi possessori di tagliandi che si univano fisicamente e carnalmente ai colleghi del secondo. Compatti e uniti contro il destino avverso. Contro il nemico strisciato che riempiva gli altri settori dello stadio. Solita sfida impari. Ricchi contro poveri. Tanti contro pochi. Del Piero contro Dellicarri ! Ma nonostante tutto, la voglia di esserci, di crederci, di sperare che prima o poi qualcosa sarebbe potuto andare in maniera non scontata, non prevedibile, non pronosticabile. Il tutto condito dalle fantasie e dai sogni di ragazzo; di quello che il lunedì comunque a scuola si va con la sciarpa granata, che sia dopo Madrid o dopo Licata. Pronti, partenza, via. All’ingresso delle squadre in campo si domina, come sempre, per intensità, volume, fantasia e coreografia. Noi la passione, loro…non lo so, fatti loro! Pochi minuti dopo però…uno a zero, due, tre! Minchia, siamo a malapena a metà del primo tempo! Ma si deve reggere, ci si deve sforzare di tenere la testa alta, comunque! A un quarto della partita è già un calvario: domenica da paura, chissà il lunedì! Siamo alle solite: “Ma chi ce l’ha fatto fare!” Al duplice fischio lo sguardo incrocia quello del babbo, presente anche lui, lì, fedele da una vita, in mezzo a quel muro. “Andiamo?” Avrei accettato volentieri l’invito di risparmiare lavoro extra a fegato e coronarie, però cazzarola: 40 euro a cranio! Giochiamo fuori casa, oltretutto gli abbiamo pure regalato un botto di soldi. Almeno per noi gente comune, magari è niente per loro. Ma a me rode come non mai. “Facciamo così: saliamo al terzo tranquilli, poi vediamo.” Ci mettiamo in piccionaia, ultima fila di seggiolini. Come a voler prendere le debite distanze. Come a non voler farsi contagiare da quel solito strapotere che si fa prepotenza e oltraggio. A debita distanza, almeno, per non beccarsi il fumo passivo, del cannolo che si aggira tra le labbra di Lippi. Prima gioia al rientro in campo, ci accontentiamo di poco ma almeno… “Osmanovsky-no” resta negli spogliatoi, in campo Ferrante! Poverino Osmanovsky, bravo ragazzo, ma perché li prendiamo tutti noi? Semioli silurato per Vergassola: a noi i miracoli dei Baloon Boys ce li possono raccontare solo più i nonni! Dai che almeno fermiamo l’emorragia. Si riparte: Lucarelli dopo dodici minuti la butta alle spalle di Buffon, sotto di noi! Scendiamo di qualche gradino, giusto per farci più prossimi, per ringraziare chi ha avuto il coraggio di alzare la testa. Coriaceo e testardo amaranto livornese. Vicino nel sangue alla nostra essenza granata. Altrettanti 12 minuti e…Rigore per noi. “Papa? Io non guardo, ma se segna scendiamo ancora di qualche gradino?” Ferrante!!! Ecco, giusto per illudersi un po’ , giusto per avere il contentino… Però ci credono, lottano, si sbattono. Siamo ormai arrivati alla balconata del terzo, sotto di noi il cuore pulsante del secondo anello, ancora più sotto, sul prato verde Antonino, il barista di Monza, che sulla fascia è un trattorino inesauribile. Si fuma Pessottino ( già, il solito che osannato da noi dopo essere stato un perfetto nessuno ha scelto la gloria e il luccichio del padrone). Fuma anche Marcellino, in panca: che sia davvero preoccupato? La mette in mezzo, Antonino: Gigione fa il miracolo su Ferrante ma arriva Maspero, che il miracolo lo fa per davvero: 3 a 3!!! Che goduria, meglio di un terno al lotto. Una rivincita della giustizia sull’ingiustizia. Improvvisamente i 40 euro di cui sopra erano come tornati sull’iban di mio padre: con gli interessi!!! Che rimonta ragazzi. Che spettacolo essere rimasti, aver resistito, averci creduto nonostante tutto! Neanche tempo di pensarci e di godere a pieno il momento che arriva un fischio, non il triplice. Il solito, triste, immancabile schiaffo al nostro orgoglio. Rigore per i cugini, a poco più di 5′ alla fine. Minchia! E’ stato tutto bello, li abbiamo fatti penare. Almeno se la sono dovuta sudare. Il cuore toro si è visto e, tutto sommato, siamo già felici così. Mi fermo qui, la realtà ora ha bisogno di una pausa. Necessità di uno stop per potersi permettere di continuare a sognare. Chiudo gli occhi e immagino che Ricky di miracolo ne inventi un altro, scavando nel profondo dell’ingegno e di quel cuore, granata, che pulsa più che mai. Immagino che capitan Valentino, dal cielo, prenda il pallone scagliato dal cileno Salas e lo porti alle stelle, magari nel terzo anello dei miei dirimpettai in pigiama. Mi cullo nel mio sogno, fratelli granata, e mi addormento sereno: fiero di essere uno di voi!

Fantone Fabio


Continuate a mandarci le vostre novelle sulla mail redazionale (redazione@toronews.net) e, ricordatevi, l’argomento della prima settimana riguarda la vostra prima volta allo stadio. Non dimenticate di firmare l’email e soprattutto continuate a farci sognare e svagare in questo momento complicato per l’intero paese.

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  1. user-14356946 - 4 mesi fa

    Peccato che adesso derby così sono praticamente impossibili da vedersi !!!!!!!!!…troppo divario e troppi pochi uomini indossano la nostra maglia!!!!…ormai in giro ci sono solo mercenari e basta! Fino a qualche anno fa i gobbi quando dovevano giocare contro di noi erano preoccupati………adesso ridono, è come fare una partita di allenamento x loro.

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