Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Ero malato, Mondonico mi venne a trovare”

Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Ero malato, Mondonico mi venne a trovare”

L’iniziativa / La diciottesima puntata della nostra raccolta di novelle tra i lettori

di Redazione Toro News

Cosa narra il Decameron? Narra di un gruppo di giovani che per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di varie tematiche. Sull’idea di Giovanni Boccaccio vorremmo strutturare qualcosa di simile insieme a voi. Il Decreto #iorestoacasa ci costringerà giustamente a rimanere nelle nostre abitazioni fino al 3 aprile. E allora perché non sforzarci con la memoria e provare a ricostruire alcuni nostri frammenti di vita rigorosamente granata. Momenti che giacciono nella nostra testa, ma potrebbero tenere compagnia e regalare emozioni ad altri “colleghi di fede”. Come Toro News, vorremmo creare un casolare virtuale granata, sull’esempio di Boccaccio, così come le storie che vorremmo che voi condivideste con noi e con tutti gli altri “fratelli” del Torino. Un modo per tenerci impegnati e per liberarci per qualche momento dei cattivi pensieri. Continuiamo dunque con la diciottesima giornata di novelle.

PRIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Al Fila nel ’59, Toro in B ma che bolgia…”

SECONDA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio:  La prima volta allo stadio: “Quelle emozioni degli anni 70-80”

TERZA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “La ripresa negli anni ‘ 60 “

QUARTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “L’inizio della sofferenza”

QUINTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Il colore granata, il più bello del mondo “

SESTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Da quel giorno non ci fu storia, diventai del Toro “

SETTIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Mi sentii parte viva della storia della mia squadra “

OTTAVA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Quel giorno capii cosa significa essere del Toro”

NONA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Si giocava in 12, c’era Meroni”

DECIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “27 marzo 1983, sembrava di essere in orbita”

UNDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Ricordo il ruggito della Maratona e l’urlo di tutti i tifosi”

DODICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Non vedo l’ora di tornare a gioire”

TREDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Quel rosso a Glik…”

QUATTORDICESIMA PUNTATADecameron granata – L’idolo d’infanzia: “Provavo a imitare Pulici nelle rovesciate”

QUINDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “La figurina a colori se ne sta in una pagina aperta per caso”

SEDICESIMA PUNTATA –  Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Si chiamava Giorgio, veniva da Trieste ed era il mio supereroe”

MANDA LA TUA NOVELLA GRANATA A redazione@toronews. net

Decameron granata: raccontateci il vostro idolo dell’infanzia

Ci è pervenuta, tramite una mail che ci è stata scritta dalla madre, una lettera di Migliore Francesco. Il compito assegnato a scuola a Francesco era quello di scrivere una lettera a un personaggio famoso e lui l’ha voluta indirizzare ad Andrea Belotti. Di seguito lo scritto di Francesco:

Villastellone 1/04/2020

Ciao Andrea Belotti, molti mesi fa ho avuto la possibilità di poterti incontrare al Filadelfia dopo un allenamento , della squadra.

E stato molto emozionante poterti vedere da vicino, e poter avere un tuo autografo….che felicità..

Posso ringraziare molto mio papà per la passione che ha sempre avuto negli anni a partire dalla sua infanzia per la squadra dei granata., con sofferenze e gioie , con rabbia ed emozioni ed averla trasmessa a ME insegnandomi a capire quanto è importante non essere sempre primi perché nella nostra vita bisogna saper lottare SEMPRE come stiamo facendo tutti in questo momento così difficile.

Tu per me sei il MIGLIOR GIOCATORE ., perché la prima volta che ho potuto vederti allo stadio mi hai fatto provare un emozione IMMENSA , come se mi fosse stata fatta una MAGIA nel mio CUORE , da lì ho capito che tu sarai per ME sempre il MIO giocatore preferito.

Sai quando vado ad allenarmi all’oratorio del mio paesino, io non sono cosi bravo a giocare a calcio come te, ma quando negli allenamenti possiamo indossare un nostro abbigliamento io metto la MAGLIA N°9 comprata alle bancarelle dello Stadio, e da li mi sento un LEONE proprio come sei TU, e quando ci alleniamo a fare i rigori e segno, io esulto proprio come te , finita la partita , quando si va a casa a fare la doccia , mi metto davanti allo specchio a sistemarmi i capelli proprio come li hai tu , che bello sentirmi un po’ Andrea Belotti. 

Grazie di poterci dare queste emozioni , di rimanere in questa squadra e di farci sentire dei VERI GRANATA.

Ti vorrei anche chiedere una cosa se fosse possibile: “visto che nella classifica della Serie A siamo al quindicesimo posto, riesci a portare la squadra almeno al sesto posto ?, ne sarei molto felice”.

Un abbraccio Virtuale 

Migliore Francesco.


Non so se sia il destino che lo abbia voluto, ma tutto succede in un pomeriggio al mitico fila. Ero con il mio babbo, e venivamo da un paesino che si trova tra Milano e Crema, io piccolino con la mano ben salda nella sua e con una sciarpa al collo bianca e granata più  lunga di me  entrammo e ci accostiamo vicino ad una recinzione che delimitata il prato che sapeva di quelle storie che mi venivano raccontate, dei mitici ed invincibili atleti con le maglie rosso sangue. Ad un certo punto mio padre mi disse: “Vedi quello con i calzettoni abbassati è Emiliano Mondonico, abita vicino a casa nostra ed e un  un tipo un po’ strano ma forte”. Allora io con tutta la mi voce gridai: “Emiliano”,lui si girò e mi sorrise e mi mandò un bacio con la mano, da allora non l’ho più lasciato. Dove andava a giocare mi informava ed anch’io nel mio percorso calcistico (ho fatto le giovanili dell’Inter) lo volevo imitare.

Finché un giorno all età  di 14 anni presi la bici di nascosto  dei mie e dal mio paese  andai a Rivolta per poterlo incontrare. Quando arrivai alla Brusada, dove abitava non lo trovai e per paura dei cani che facevano guardia scappai di fretta e quando arrivai a casa ne presi tante per lo spavento che avevo fatto prendere ai miei. Nel suo percorso divenne allenatore e quando arrivò  al mio Toro divenni la persona più  felice. Lo andai subito a Lodi, dove il Toro giocò un amichevole, e anche lì purtroppo non riuscì a parlargli. Il mio Toro con lui ritrovò quello spirito che solo i grandi ed la squadra del 75/76 ci seppero dare, ero al settimo cielo e quella sedia ad Amsterdam io la alzo ogni volta che il mio Toro vince

Poi purtroppo un giorno il destino vuole che mi ammalai. Si trattava di un cancro, radioterapia e cure varie mi fanno venire due infarti ma il buon Dio dice no. Non è il mio tempo, quando finalmente sembra tutto ok un ictus mi impedisce di deglutire, quindi di alimentarmi ,allora mi portano una macchina  che mi permette con delle sacche nutrizionali di vivere. Vi starete chiedendo cosa centra con Mondonico. Ebbene, qui subentra un miracolo. Una giornalista di Lodi sapendo la mia situazione e sapendo che ero un suo fan, lo chiama e gli spiega la situazione. E lui da grande uomo prese la macchina e venne a casa mia a trovarmi  appena  ci vedemmo ci vennero le lacrime, ci abbracciamo e parlammo per quasi tre ore, ma la cosa più bella e che lui si ricordo di quel bimbo che lo chiamò. Mi portò  l’ultima sua maglia autografata e parlammo della malattia che stavamo combattendo, dicendo che la sua era una bazzecola a confronto. Da quel giorno ci sentivamo spesso addirittura venne all’oratorio del mio paese per la finale del torneo era felice, mi diceva: “Questo è il calcio che amo”. Lui che a Rivolta ha dato un segno di rivalsa ai suoi magnifici ragazzi dell’Approdo.
Ma come tutte le belle cose, per noi del Toro non finiscono mai in bellezza. Un giorno accendo la radio e sento la triste notizia il mio Mondo è volato con gli immortali, con Meroni, con Ferrini ,non ci potevo credere lo avevo sentito la settimana prima e mi aveva detto: “Tra poco ci vediamo e per Pasqua ci facciamo gli auguri”.
Sai Emiliano io per Pasqua gli auguri te li ho fatti, non ho avuto risposta ma ho guardato in alto e ho visto una sedia che si alzava al cielo e una persona  che mi diceva: “Forza, perché  noi del Toro non molliamo mai”.
Un abbraccio a Clara Mondonico e alla sua famiglia
Massimo Pifferi

Ho visto Ferrini giocare al Fila. C’era anche Beatzot Law Backer, Panetti, Scesa, Buzzacchera, Lancioni Crippa… La partita era Torino-Lecco e terminò 2-1 per i granata. Andarono in gol Bearzot e Law per il Toro. Era gennaio 1961 e vidi la partita insieme a mio padre nel vero Filadelfia. Non lo potrò mai dimenticare.

Lettera scritta su Instagram da gengran52


Continuate a mandarci le vostre novelle sulla mail redazionale (redazione@toronews.net) e, ricordatevi, l’argomento della prima settimana riguarda la vostra prima volta allo stadio. Non dimenticate di firmare l’email e soprattutto continuate a farci sognare e svagare in questo momento complicato per l’intero paese

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy