Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “Quella partita a Madrid…”

L’iniziativa / La ventunesima puntata della nostra raccolta di novelle tra i lettori

di Marco De Rito, @marcoderito

Cosa narra il Decameron? Narra di un gruppo di giovani che per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di varie tematiche. Sull’idea di Giovanni Boccaccio vorremmo strutturare qualcosa di simile insieme a voi. Il Decreto #iorestoacasa ci costringerà giustamente a rimanere nelle nostre abitazioni fino al 3 aprile. E allora perché non sforzarci con la memoria e provare a ricostruire alcuni nostri frammenti di vita rigorosamente granata. Momenti che giacciono nella nostra testa, ma potrebbero tenere compagnia e regalare emozioni ad altri “colleghi di fede”. Come Toro News, vorremmo creare un casolare virtuale granata, sull’esempio di Boccaccio, così come le storie che vorremmo che voi condivideste con noi e con tutti gli altri “fratelli” del Torino. Un modo per tenerci impegnati e per liberarci per qualche momento dei cattivi pensieri. Continuiamo dunque con la ventunesima giornata di novelle.

MANDA LA TUA NOVELLA GRANATA A redazione@toronews. net

Era il gennaio 1967.

Stavo facendo il servizio di prima nomina come sottotenente AUC presso la caserma Babini di Bellinzago novarese. Era poco più di un mese che eravamo tornati da Firenze, dove, con la mia Compagnia del Genio Pionieri comandata dal Capitano Giacomo Cellerino, avevamo dato il nostro contributo per liberare la Città del Giglio dal fango dell’alluvione del novembre del ’66.

Un sabato mattina, il tenente Lopreiato mi propose di andare, il giorno seguente, a Brescia, a vedere il Toro, dato che sapeva che ne ero grande tifoso.

Partimmo il mattino seguente con due Genieri di Brescia, per poter, dopo la partita, far salutare loro un attimo le famiglie.

Alle 14,30, in uno stadio Rigamonti gremito da venticinquemila spettatori, il via a Brescia-Torino.

In porta avevamo il grande Lido Vieri; terzini Poletti e Fossati; in mediana Bolchi Cereser e Puia; in attacco Meroni Ferrini Combin Moschino Simoni. Buona squadra, gente tosta. Mi sono limitato a dare del grande a Lido, ma lo meriterebbero tutti.

La partita era un susseguirsi di azioni del Brescia che comunque non creavano grossi problemi alla nostra difesa.

Nell’intervallo, sullo 0-0, parlai con due tifosi del Brescia davanti a me, raccontando loro e loro a me, delle vicissitudini delle nostre squadre che alternavano buone prestazioni ad altre meno buone. Il colloquio fu cordiale e questo fu importante per quello che successe dopo.

E sì, perché, nonostante i continui sforzi delle rondinelle, il Toro non mollava, ed anzi, all’86° Combin ricevette una palla al limite destro dell’area, fatti due passi, fece partire una sberla di sinistro che lasciò di stucco il loro portiere, infilando l’angolino basso!

Vi lascio immaginare la mia gioia. Ma al mio “Gol, Gol!!!”, in uno stadio ammutolito, un “signore” da alcune file sotto, facendosi largo a grandi sbracciate, col viso paonazzo, mi si avvicinava minaccioso, urlandomi tutti gli insulti che poteva. Per fortuna i due bresciani con cui avevo parlato nell’intervallo, lo bloccarono dicendogli che non avevo insultato nessuno, ma solo gridato “Gol”.

Allora (avevo vent’anni, ed il sangue mi stava ribollendo), visto che continuava ad insultarmi, cercai di rispondere, almeno verbalmente. In quel momento mi arrivò uno scalpellotto in testa. Mi voltai, e l’autore del gesto mi disse: “E stai zitto, se non di qui non esci!”.

Quella è stata l’unica volta nella mia vita in cui ho sperato, per qualche minuto, che il Toro prendesse un gol, per la mia incolumità.

Per fortuna non successe; A poco a poco, dopo il fischio finale, la gente defluì dalle gradinate ed io tirai un sospiro di sollievo! Il Toro, con mio gaudio, aveva vinto in un campo difficile.

Però dissi ai miei tre amici: “Vi ringrazio perché mi avete aiutato molto…”, ma in fondo ormai non mi importava più. L’importante che il Toro avesse vinto, grazie al grande Nestor, ma anche a tutti gli altri, da Ferrini a Poletti ed a Meroni.

Luciano Toso, classe 1945

Sempre Forza Toro


La data è storica per noi granata, il primo APRILE ’92 andata della semifinale Uefa, stadio Santiago Bernabeu di Madrid contro il mitico REAL!

È deciso si parte la sera prima, siamo in 5: Albi, il Gis, il Frink, B. e Luca con la prisma metallizzata di B.
L’euforia è alle stelle, tanto che sbagliamo strada e ci ritroviamo sui tornanti innevati del col di Tenda, mentre via Monginevro sarebbe stata più corta,, sono alla guida io e un po’ l’auto slitta sulla patina nevosa ma a noi pare di volare verso la storia, siamo giovani leggeri ed elettrizzati…
Il mattino dopo tappa alla JONQUERA, confine franco/ispanico per il desayuno, primo assaggio dal ‘SABOR del ESPANA’ ole’!
Dopo 1400 km e rotti di strada, verso le 17 arriviamo nei dintorni del monumentale impianto madrileno, si parcheggia e ci si avvia verso lo stadio; siamo una marea GRANATA, si vocifera di quasi 5000 anime, tutte con gli occhi sbarrati e il cuore gonfio!
Con noi anche i cori dei ‘colchoneros’ i tifosi del Atletico storici rivali cittadini ad accompagnarci nel tragitto.
Nei pressi dello stadio ci ritroviamo con Fede, che un destino beffardo ci ha portato via 2 anni e mezzo fa e la ragazza del Frink che sono arrivati via aerea e così la combriccola, salita a 7 unità inizia a salire sulle rampe che portano ala settore ospiti.
Mentre saliamo scoppiano alcuni tafferugli con gli addetti al servizio d’ordine perché invece che al secondo anello, come da biglietto, che in realtà è un largo corridoio di passaggio, trattamento vergognoso!
Tant’è, l’elettricità nell’aria è al massimo partono i cori per incitare i nostri beniamini ‘Luca Luca Luca’ è il primo per il nostro portierone che si piazza sotto di noi, ma intanto la partita è iniziata e nella bolgia generale il primo tempo scivola via…
Poi al 59′ un lampo accende la notte madrilena, ‘RAMBO’ Policano, quasi dalla bandierina, fa partire una rasoiata delle sue all’altezza del primo palo, Buyo respinge corto e sul pallone si avventa come un falco Valterone Casagrande detto ‘CASAO’ e la butta dentro proprio sotto il nostro settore!
È l’apoteosi il TORO è in vantaggio a Madrid contro il Real neanche nei sogni da bambino potevi immaginarlo!
Il Frink si arrampica sulla grata alta 3 metri che ci divide dal secondo anello e ci vorrà un po’ per tirarlo giù!
Altri cori contro Hagi che con un entrataccia rischia di rompere una gamba a capitan CRAVERO!
Poi il Real rimontera’ e vincerà la partita, ma poco importa, veniamo via dallo stadio ugualmente euforici e fiduciosi nel ritorno, che infatti avremmo poi vinto raggiungendo la nostra prima storica finale europea!
Anche se ci sono altri 1400 km e rotti da rifare (sigh!) un po’ più stanchi e abbacchiati dell’andata, ma ugualmente orgogliosi di essere del TORO!
Alberto Pereno ‘Granata70’

Liverpool due anni fa.  Anche se si trattava solo di un amichevole è stato fantastico vivere Anfield. Ricordo quanto è stato bello bere birra con i tifosi inglesi e ricevere i loro applausi per il nostro tifo durante tutto l’incontro.

Maurizio Ferrarotti

Decameron granata: raccontateci la vostra trasferta indimenticabile

PRIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Al Fila nel ’59, Toro in B ma che bolgia…”

SECONDA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio:  La prima volta allo stadio: “Quelle emozioni degli anni 70-80”

TERZA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “La ripresa negli anni ‘ 60 “

QUARTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “L’inizio della sofferenza”

QUINTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Il colore granata, il più bello del mondo “

SESTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Da quel giorno non ci fu storia, diventai del Toro “

SETTIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Mi sentii parte viva della storia della mia squadra “

OTTAVA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Quel giorno capii cosa significa essere del Toro”

NONA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Si giocava in 12, c’era Meroni”

DECIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “27 marzo 1983, sembrava di essere in orbita”

UNDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Ricordo il ruggito della Maratona e l’urlo di tutti i tifosi”

DODICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Non vedo l’ora di tornare a gioire”

TREDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Quel rosso a Glik…”

QUATTORDICESIMA PUNTATADecameron granata – L’idolo d’infanzia: “Provavo a imitare Pulici nelle rovesciate”

QUINDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “La figurina a colori se ne sta in una pagina aperta per caso”

SEDICESIMA PUNTATA –  Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Si chiamava Giorgio, veniva da Trieste ed era il mio supereroe”

DICIASSETTESIMA PUNTATA –  Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Bianchi è rimasto nei momenti più difficili”

DICIOTTESIMA PUNTATA – Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Ero malato, Mondonico mi venne a trovare”

DICIANNOVESIMA  PUNTATA –  L’idolo d’infanzia: “Puliciclone, l’emblema del tremendismo granata

VENTESIMA  PUNTATA – Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “San Siro rappresentava un’entità suprema”


Continuate a mandarci le vostre novelle sulla mail redazionale (redazione@toronews.net). Non dimenticate di firmare l’email e soprattutto continuate a farci sognare e svagare in questo momento complicato per l’intero paese

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