Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “Quante emozioni a Bilbao”

Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “Quante emozioni a Bilbao”

L’iniziativa / La ventiduesima puntata della nostra raccolta di novelle tra i lettori

di Marco De Rito, @marcoderito

Cosa narra il Decameron? Narra di un gruppo di giovani che per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di varie tematiche. Sull’idea di Giovanni Boccaccio vorremmo strutturare qualcosa di simile insieme a voi. Il Decreto #iorestoacasa ci costringerà giustamente a rimanere nelle nostre abitazioni fino al 3 aprile. E allora perché non sforzarci con la memoria e provare a ricostruire alcuni nostri frammenti di vita rigorosamente granata. Momenti che giacciono nella nostra testa, ma potrebbero tenere compagnia e regalare emozioni ad altri “colleghi di fede”. Come Toro News, vorremmo creare un casolare virtuale granata, sull’esempio di Boccaccio, così come le storie che vorremmo che voi condivideste con noi e con tutti gli altri “fratelli” del Torino. Un modo per tenerci impegnati e per liberarci per qualche momento dei cattivi pensieri. Continuiamo dunque con la ventiduesima giornata di novelle.

MANDA LA TUA NOVELLA GRANATA A redazione@toronews. net

Gennaio 1984 avevo 13 anni, ho convinto mio padre tifoso romanista a portarmi a Firenze a vedere Fiorentina-Toro, in quel momento eravamo noi secondi e loro terzi. Per me un’emozione grandissima anche perché essendo entrati due ore prima della partita eravamo in curva proprio in mezzo agli ultras. Per la cronaca partita finita 4 a 1 per loro sotto un diluvio pazzesco!

Davide Pedretti


Indimenticabile Bilbao… Emozioni a non finire. Una delle cose più belle che non dimenticherò mai, oltre alla vittoria, i tifosi avversari che ci aspettavano fuori dallo stadio per andare tutti insieme a festeggiare nei vari locali ….grandiosi!

Mariangela Becchio Verroia


Mi chiamo Davide, classe 1975.

Premetto che io sono un tifoso della Cremonese, quindi il racconto adesso arriva dalla tifoseria avversaria, mentre il prossimo sarà dalla tribuna numerata.
Era il 15 settembre 1991, all’epoca noi tifosi della Cremonese eravamo abituati ad un costante ascensore (promozione in A e prontamente a fine stagione si tornava in serie B). Ogni domenica sugli spalti dello stadio Giovanni Zini di Cremona c’era sempre entusiasmo, a prescindere dell’avversario ospite. La domenica precedente avevamo assistito ad uno zero a zero fermando il Napoli di Maradona che arrivava a casa nostra con lo scudetto cucito sul petto. Ora toccava al Torino solcare il campo di Cremona in un bellissimo pomeriggio sole. Ad allenarlo era Emiliano Mondonico, miglior marcatore grigiorosso di tutti i tempi ed allenatore artefice della nostra storica promozione del 1984. Il nostro allenatore era Gustavo Giagnoni, che due decenni prima aveva guidato i granata. Sugli spalti si percepiva rivalità ma anche rispetto misto ad amicizia: la ragione era che la Cremonese è sempre stata acerrima nemica del Piacenza; il Piacenza era gemellata con la Juventus ed ecco che il cerchio si chiude. Ognuno incitava la propria squadra senza minimamente inveire gli avversari. Le squadre si danno battaglia ma a vincere è decisamente il fair Play, sia in campo come anche sugli spalti. Il Torino vince sulla resistenza, sono nel quarto d’ora conclusivo le due reti che regalano la Vittoria al Torino. Finisce con lunghi applausi, per i nostri che han tenuto testa ma pure per gli avversari, EMILIANO SOTTO LA CURVA reclamiamo noi dalla curva Sud, e puntualmente ecco il saluto del tecnico di Rivolta d’Adda, e Gustavo Giagnoni saluta gli ospiti da metà campo dopo aver dato la mano a Ceccarini che ha diretto egregiamente l’incontro. Ora noi grigiorossi ed i granata siamo ancora accomunati. Da cosa? Dalla nostalgia. Viviamo di ricordi. Noi non siamo in serie A da quasi un quarto di secolo, mentre i granata videro l’ultimo trionfo in coppa Italia nel 1993, allenati dal “nostro” Emiliano Mondonico. Spero per ambedue le tifoserie che presto non vivano ricordando, ma festeggiando.
Davide di Cremona.

Decameron granata: raccontateci la vostra trasferta indimenticabile

PRIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Al Fila nel ’59, Toro in B ma che bolgia…”

SECONDA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio:  La prima volta allo stadio: “Quelle emozioni degli anni 70-80”

TERZA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “La ripresa negli anni ‘ 60 “

QUARTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “L’inizio della sofferenza”

QUINTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Il colore granata, il più bello del mondo “

SESTA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Da quel giorno non ci fu storia, diventai del Toro “

SETTIMA PUNTATA – Decameron granata – La prima volta allo stadio: “Mi sentii parte viva della storia della mia squadra “

OTTAVA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Quel giorno capii cosa significa essere del Toro”

NONA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Si giocava in 12, c’era Meroni”

DECIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “27 marzo 1983, sembrava di essere in orbita”

UNDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Ricordo il ruggito della Maratona e l’urlo di tutti i tifosi”

DODICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Non vedo l’ora di tornare a gioire”

TREDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – Derby indimenticabili: “Quel rosso a Glik…”

QUATTORDICESIMA PUNTATADecameron granata – L’idolo d’infanzia: “Provavo a imitare Pulici nelle rovesciate”

QUINDICESIMA PUNTATA – Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “La figurina a colori se ne sta in una pagina aperta per caso”

SEDICESIMA PUNTATA –  Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Si chiamava Giorgio, veniva da Trieste ed era il mio supereroe”

DICIASSETTESIMA PUNTATA –  Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Bianchi è rimasto nei momenti più difficili”

DICIOTTESIMA PUNTATA – Decameron granata – L’idolo d’infanzia: “Ero malato, Mondonico mi venne a trovare”

DICIANNOVESIMA  PUNTATA –  L’idolo d’infanzia: “Puliciclone, l’emblema del tremendismo granata

VENTESIMA  PUNTATA – Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “San Siro rappresentava un’entità suprema”

VENTUNESIMA  PUNTATA – Decameron granata – La trasferta indimenticabile: “Quella partita a Madrid…”


Continuate a mandarci le vostre novelle sulla mail redazionale (redazione@toronews.net). Non dimenticate di firmare l’email e soprattutto continuate a farci sognare e svagare in questo momento complicato per l’intero paese

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  1. Dr Bobetti - 2 mesi fa

    L’apice del percorso di crescita (incipit…) di GPV. Non era più la squadra di Cerci ed Immobile ma aveva Maxi e Quagliarella e giocava da squadra, soffrendo.
    Da lì iniziò il fisiologico calo che portò poi a chiudere mestamente l’anno successivo (oggi sarebbe un successo…).
    Ventura era spocchioso e talvolta irritante (imperdonabile il trattamento riservato a Bianchi nell’ultima partita col Catania), indubbiamente nel ruolo di Mister molto ha fatto per noi e per il portafoglio del Presidente con le plusvalenze generate.
    Dovremo ripartire da un percorso simile, sarebbe molto bello se fosse Longo il condottiero. Se fosse Di Francesco sarebbe una soluzione stuzzicante parecchio.

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