Piccoli movimenti in uscita

Per ora, il mercato del Torino ha puntato più che altro a liberarsi di quei giocatori che vengono definiti “non nei piani” o, in maniera più spiccia ma forse più rispondente al vero, “zavorre”. Com’é accaduto ieri, con le rescissioni consensuali dei contratti di Diana e Salgado, il primo separato in casa da lungo tempo, il secondo emigrato per ragioni famigliari dopo aver detto definitivamente…

di Redazione Toro News

Per ora, il mercato del Torino ha puntato più che altro a liberarsi di quei giocatori che vengono definiti “non nei piani” o, in maniera più spiccia ma forse più rispondente al vero, “zavorre”. Com’é accaduto ieri, con le rescissioni consensuali dei contratti di Diana e Salgado, il primo separato in casa da lungo tempo, il secondo emigrato per ragioni famigliari dopo aver detto definitivamente addio ai sogni, a lungo coltivati, di fare fortuna in Italia. Dopodiché, partirà anche Loviso; stiamo cercando di comprendere in queste ore con i vari dirigenti se anche per il regista ci sia la possibilità di una risoluzione anticipata del vincolo che lo lega al Torino, ma da via Arcivescovado per ora tendono a respingere questa possibilità. Anche perché, per il centrocampista bolognese, la pretendente c’é: il Frosinone continua a considerarlo “la prima scelta”. Ma questi, così come Saeumel (per il quale si profila un viaggio in Germania), non sono giocatori che pesino sulla “lista dei 19”, di cui già non facevano parte.

Sono alcuni degli elementi già presenti nel famoso novero dei giocatori utilizzabili che dovrebbero fare le valigie per lasciare spazio a qualche volto nuovo. E ad influire sui nomi dei partenti saranno anche le condizioni fisiche.
A volte, ad esempio, é questione di…ernia. Quella cervicale, che ha costretto Rubinho a lunghe assenze e terapie, e che l’aveva messo ad un certo punto fuori dal futuro granata, salvo rientrarvi in conseguenza dei miglioramenti osservati (che a loro volta spingono Morello a cercare altre piazze); quella inguinale, che potrebbe aver colpito Antimo Iunco. Il timore per le condizioni dell’attaccante brindisino, già fuori a lungo causa pubalgia (o almeno così venne identificato il male che lo mise ko), prendono forma con quell’esito sinistro: “ernia”, appunto. Ancora da capire se davvero di questo si possa trattare, piuttosto che di una protrusione discale (prodromo, semmai, dell’ernia stessa).

Se verrà confermata la diagnosi peggiore, allora ecco che potremmo registrare la permanenza in granata di Gigi Scaglia. Tornato a Torino a furor di popolo, il giovane laterale é stato prima ignorato da Lerda, quindi ora nuovamente accantonato nonostante abbia giocato bene le proprie, poche, chances; con dolore stava pensando di iniziare a valutare le eventuali proposte che fossero arrivate, anche in virtù del fatto che Petrachi sta notoriamente cercando un altro esterno offensivo di centrocampo, ma nell’ipotesi in cui l’assenza di Iunco dovesse prolungarsi per un paio di mesi, allora il ragazzo bresciano non avrebbe più dubbi.

Piccoli movimenti che comunque condizionano l’organico futuro della squadra di Lerda, in attesa degli scossoni tellurici che ne ridisegneranno l’undici titolare. Piccoli movimenti come le cessioni di Filipe (al Parma) e Obodo (destinazione incerta, forse Lecce), che però daranno l’opportunità a Petrachi di vedere spalancarsi quei “buchi” che potrà così riempire senza troppi calcoli di età, curriculum e quant’altro imposto dalle norme di composizione delle rose. Movimenti come la possibile cessione di Belingheri, che però non andrà ad Ascoli: la società marchigiana, in gravi difficoltà, non se lo può permettere. O quella di Stevanovic, che in questi giorni sta cercando di far vedere quel che vale, ma forse un po’ tardi. Per arrivare poi ai movimenti di peso, come quello, il più forte, che rappresenterebbe la cessione di Angelo Ogbonna. Di questo però parleremo a brevissimo per fare il punto dei discorsi che il Torino ha intavolato con genovesi, napoletani e inglesi.

(foto M.Dreosti)

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