Cairo-Cellino, no alla ripartenza: ma ora sono sempre più isolati

Focus on / Sempre meno club convinti del no alla ripartenza del campionato in questa stagione: Cairo e Cellino non demordono

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

Veleni, strategie e una situazione che invece di chiarirsi col passare dei giorni, diventa sempre più inspiegabile. Il dibattito sulla ripartenza ‘immediata’ del calcio ha al suo interno qualcosa di paradossale, addirittura più della solita strana dialettica che si mobilita attorno ai temi della politica calcistica. Una cosa è certa: Urbano Cairo non ha cambiato idea, neanche davanti ai Protocolli FIGC che descrivono le linee guida per permettere ai club di Serie A di ripartire minimizzando le perdite: “La stagione non può andare oltre il 30 giugno altrimenti si danneggerebbe anche la prossima”. 

FRONTE DEL NO – Un fronte, quello di Cairo, che è diventato sempre meno nutrito. Diversi club avevano aderito alla posizione del presidente del Torino, ma ora c’è solo Cellino a schierarsi apertamente, senza mezze misure: “Se ci fanno giocare schiero la Primavera. Meglio andare in B, ma a testa alta che pensare di riprendere l’attività…”. Un paio di settimane fa, infatti, era l’altro fronte ad essere scoperto, quello di Claudio Lotito: poi le ultime evoluzioni hanno convinto quasi tutti (i presidenti dei club si intende, noi comuni mortali no) rispetto alla possibilità di ripartire e la coppia Cairo-Cellino si è trovata sola al fronte.

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RITIRO – Intanto, però, oltre alla bocciatura di Gianni Rezza (direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto Superiore della Sanità) rispetto alla possibilità di far ripartire il calcio, è arrivata la contrarietà rispetto al protocollo FIGC di Brozzi, medico del Milan: “L’approvvigionamento dei tamponi non esiste in forma privata. Far ripartire il calcio vorrà dire farne almeno 60/70 al giorno per ogni squadra: tamponi sottratti ai cittadini che già hanno difficoltà nel farseli fare”. 

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  1. NEss - 6 mesi fa

    Qualcuno sotto scrive del dubbio ‘scientifico’.
    In realta’ non c’e’ alcun dubbio al riguardo. Se, per assurdo, tutto il mondo potesse fermarsi e tutte le persone stare per un mese a 10 metri da ciascun altro il virus scomparirebbe.
    Non c’e’ alcun dubbio che stare lontani sia meglio che giocare una partita di calcio con 70 persone che scorrazzano per l’Italia (tutti in auto singole?).

    Il problema e’ economico, sociale o se vogliamo psicologico. Il rischio di contagio vale il costo economico delle scelte fatte?

    L’Italia e’ sempre terra di estremi. Se si chiede di limitare i contatti c’e’ chi organizza feste in piazza e il sindaco di turno che sprona a uscire e fare compere al grido di: “Cittax non si ferma”. Poi ci si spaventa e allora tutti chiusi in casa, pronti a sparare a chi va a fare una passeggiata da solo in mezzo ai boschi. Perche’ del resto se dici alla gente che e’ ok uscire ma bisogna evitare i contatti questa organizza una maccheronata in piazza grande.
    E poi di nuovo un altro estremo: andiamo a giocare a calcio tanto cosa vuoi che succeda.

    I calciatori rischiano poco, sono giovani e sani, ma tutto cio’ che gira attorno? Possibile che perdere un terzo di una stagione sia un problema cosi’ insormontabile per il mondo calcio? Ci sono mille negozi, ristoranti, lavoratori indipendenti che dovranno affrontare conseguenze piu’ che significative ed il calcio non riesce a ridurre di 1/3 le proprio spese in una annata particolare?

    Come ha ricordato qualcuno ieri, 500 mila euro a settimana ad un calciatore ma gli altri collaboratori via in cassa integrazione. Davvero non si riusciva a trovare i soldi per coprirli?

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  2. Immer - 6 mesi fa

    Cairo ha paura di andate in b dopo aver detto di aver la miglior squadra degli ultimi 50 anni. Per me è gusto ripartire il campionato e giocare fino in fondo però solamente chi ha le palle altrimenti stiamo fuori

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    1. maxx72 - 6 mesi fa

      Grande immer non ti smentisci mai. Vai sempre forte.

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      1. Immer - 6 mesi fa

        Anche te sempre dalla parte della massa del più forte mai dire il tuo pensiero per non andare contro i poteri forti in qualunque campo. Come i pecoroni hai ragione te continua cosi

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        1. maxx72 - 6 mesi fa

          Fai ridere

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  3. maxx72 - 6 mesi fa

    La serie A riparta pure con sta buffonata di non giocare al nord. Però SENZA TAMPONI perché quelli servono a chi ne ha veramente bisogno.

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    1. maxx72 - 6 mesi fa

      Signore del meno ma perché non ti palesi così almeno facciamo una bella chiacchierata?

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      1. Bacigalupo1967 - 6 mesi fa

        Lascialo fare… È il suo flash mob quotidiano.
        C’è chi mette fuori la bandiera del TORO chi mette i meno.

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    2. Bacigalupo1967 - 6 mesi fa

      Comunque per Izzo N’kolou Bremer e Djidji il problema del distanziamento non esiste.
      È da agosto che marcano gli avversari a più di un metro di distanza.
      Potrebbero essere presi ad esempio dall’OMS.

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      1. maxx72 - 6 mesi fa

        I nostri centrali sono coloro che hanno anticipato il “distanziamento sociale”

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        1. Bacigalupo1967 - 6 mesi fa

          Anziché anticipare gli avversari…..

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  4. Bacigalupo1967 - 6 mesi fa

    Il più pulito ha la rogna.
    Ronaldo è in Portogallo che si allena… Secondo voi quando rientrerà gli faranno fare la quarantena chiuso in casa??
    Ma neppure per sogno.

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  5. CUORE GRANATA 44 - 6 mesi fa

    In questa “commedia delle parti”ogni giorno si susseguono dichiarazioni tra loro contraddittorie,segnale tangibile della confusione che regna sovrana e del coacervo d’interessi difficilmente conciliabili.Mi pare che “al coro”, almeno ufficialmente,manchi la voce degli arbitri,nel bene o nel male indispensabili per fare ripartire la “giostra.Solo così per dire:VAR\NO VAR?.Si “straparla” di “passare il Rubicone”(strano il destino di questo modesto torrente..),di blindare i giocatori in ” incontaminati luoghi di clausura”(sarebbero d’accordo?)ed altre amenità del genere laddove la stessa “comunità scientifica”unico soggetto qualificato a farlo non ha posizione univoca essendo di fronte,almeno per ora,ad una “situazione incognita.Taccio sul “protagonismo”delle Regioni e dei loro Presidenti che con “ordinanze” contraddittorie simili “a grida manzoniane” aumentano la confusione.Perchè stupirsi?Pomposamente si “definiscono Governatori”e quindi..Sempre FVCG!!

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  6. Dr Bobetti - 6 mesi fa

    Per me e per come vedo io il calcio Cairo può schierare, come dichiara Cellino, la Primavera.
    Tutte le proposte sono insensate e frutto solo di gestioni di bilancio molto poco virtuose (anzi non virtuose) che non hanno previsto l’eventualità di un disastro, cosa che nelle grandi aziende (il calcio è un’industria grande, lo dicono loro) si fa sempre.

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    1. Luca - 6 mesi fa

      Per me non andrebbe schierata neanche la primavera. A quale titolo e èerchè far rischiare i più giovani, meno retribuiti e meno tutelati.

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      1. Dr Bobetti - 6 mesi fa

        Era una provocazione la mia ma condivido pienamente quello che scrivi perchè la salute viene prima di tutto.

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  7. g.comott_481 - 6 mesi fa

    Io questa volta sto con Cairo, a prescindere dalle motivazioni per cui il nostro ha preso tale posizione. La ripresa del campionato a fine maggio – ovviamente a porte chiuse – è una follia che solo il calcio compie per motivi esclusivamente economici. 12 partite in poco tempo, giocatori fermi da tre mesi che devono giocare ogni tre giorni, ipotesi di far giocare al sud le squadre del nord, ecc. Si può definire solo follia. Tutti gli altri sport si sono comportati in modo diverso.

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