Serie A, Spadafora: “Il calcio sia il simbolo della ripartenza”

Serie A, Spadafora: “Il calcio sia il simbolo della ripartenza”

Le voci / Il ministro dello Sport è tornato a parlare della ripartenza del campionato

di Lorenzo Chiariello, @lorechiariello

Il campionato si avvicina alla ripresa, ma le date certe ancora non si sanno. Nel frattempo, il ministro Spadafora, dopo le parole ottimiste degli scorsi giorni, è tornato a dire la propria riguardo alla ripartenza della Serie A. “La preoccupazione continua a esserci, ma è un bene che il calcio sia il simbolo della ripartenza” queste le parole del ministro. Il quale poi ha continuato: “mi fa piacere che sia stato accolto il mio auspicio di ricominciare dalla Coppa Italia. La finale si giocherà il 17 giugno e avrà un valore simbolico importante poter essere allo stadio Olimpico a Roma, perché sarà un giorno speciale. Quel giorno sarà il 50esimo anniversario di Italia-Germania ai Mondiali del 1970” – ha spiegato, cercando nel frattempo di mantenere la prudenza -. Il calcio riparte perché ce lo possiamo permettere, ma dobbiamo fare attenzione perché non siamo fuori dall’emergenza”. 

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VERTICE – Riguardo all’incontro avvenuto nella giornata di ieri al quale erano presenti le Leghe professionistiche, Spadafora ha chiarito: “Quando abbiamo incontrato la FIGC ieri erano presenti anche queste la Lega di Serie B e di Lega Pro. Hanno accettato anche loro i protocolli. La Lega Pro ha palesato difficoltà economiche per questi protocolli, ma queste sono situazione sulle quali dovrà lavorare la Federazione”.

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CALCIATORI – Parlando poi delle rimostranze sollevate dall’AIC, il ministro dello Sport ha confermato come, per alcuni membri dell’Assocalciatori, vi fosse l’intenzione di non far ripartire il campionato: “Alcuni giocatori non volevano riprendere? Sì e le stesse dichiarazioni di Tommasi sono andate a volte in quella direzione”. Ha proseguito il minitro Spadafora, che poi ha concluso: Noi come Governo siamo stati coerenti con la Lega, che invece ha visto al suo interno posizioni diverse. Io mi auguro che adesso ognuno si possa prendere le sue responsabilità”.

 

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  1. maxx72 - 1 mese fa

    Sei il peggior ministro del peggior governo che io abbia mai visto.

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  2. CLAUDIO - 1 mese fa

    Tante parole tanti proclami e alla fine ti sei piegato come tutti al volere dei potenti. Almeno ora taci.

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  3. Bacigalupo1967 - 1 mese fa

    Una sola parola per questo ministro: Inadeguato.

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  4. giancasortor - 1 mese fa

    E alla fine la preuntuosità,l’arroganza e l’ignoranza prevarranno sulla razionalità! Le grandi menti alla testa di questo penoso circo,avevano la possibilità di dimostrare che non sempre gli interessi economici possono prevalere su tutto,anche a fronte di tragedie come questa e invece no,anche questa volta hanno dimostrato la loro mediocrità come dirigenti ma anche come uomini! Nel pieno dell’emergenza quando tutte le certezze pian piano scomparivano,il lavoro che veniva a mancare,la paura del contagio,la libertà che non c’era più,loro navigando in un mondo parallelo,parlavano esclusivamente della riapertura del campionato come se fosse la priorità di tutti.Il 20 giugno finalmente realizzeranno il loro progetto e mentre la gente penserà finalmente di poter ritornare pian piano alla normalità,il tutto riprenderà come se nulla fosse successo.Rimarranno da giocare 12 giornate,con giocatori atleticamente non pronti nel pieno dell’estate,a conti fatti ,forse se tutto va bene,il campionato finirà i primi di settembre e poi? Come pensano di organizzare l’avvio della nuova stagione? Come faranno a fare il mercato le squadre retrocesse o quelle qualificate nelle coppe,nel giro di pochissimo tempo?Come faranno a far combaciare gli impegni della nazionale?E mentre altre nazioni avranno giocatori riposati,noi affronteremo la nuova stagione con giocatori cotti da una folle estate di campionato! E’ vero,il calcio dovrebbe essere uno dei simboli delle ripartenza di questa società malata e ferita ed è per questo che bisognava avere il coraggio di fermarsi,come hanno fatto altre nazioni,per riacquistare credibilità e dimostrare che lo sport è più importante del Dio denaro!
    La vera ripartenza sarebbe stata l’interruzione!

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