Tommasi: “Mascherine in campo? Impossibile”

Tommasi: “Mascherine in campo? Impossibile”

Il presidente dell’Aic: “Difficile da rispettare in campo il metro di distanza”

di Marco De Rito, @marcoderito

“A me, più delle mascherine, suscita perplessità il distanziamento sociale, questo metro di distacco che oggi come oggi bisogna rispettare anche sul campo”, Damiano Tommasi nelle colonne de La Gazzetta dello Sport, esprime le sue perplessità sul rientro in campo. Il presidente dell’Assocalciatori poi continua: “È strano, è una misura che allenta l’energia tipica dello sport. Il calcio depotenziato. Poi ho letto che il pallone può essere elemento di contagio e sono stranito. Il pallone è l’oggetto che sul campo lega tutti e crea attrazione perché tutti lo tengono d’occhio e puntano a toccarlo”.

SPOGLIATOIO E MASCHERINE – Questi sono i dubbi principali di Tommasi, che poi però si dedica anche ad altri argomenti nella sua chiacchierata con il quotidiano sportivo: “Lo spogliatoio venuto meno, in questa fase, è una cosa che mi lascia abbastanza indifferente, non ho mai creduto nella sua sacralità, penso che le squadre diventino tali per altre vie”.  Infine, sulla possibilità di giocare le partite con le mascherine il numero uno dell’Aic dichiara: “Non mi risulta che si pensi a un accorgimento simile. Anzi, non penso che sia possibile”.

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  1. NEss - 4 mesi fa

    Non serve avere zero casi in Italia o zero rischi contagio per tornare a giocare.
    Basta che i numeri siano sufficientemente bassi da permettere di identificare e contenere immediatamente i nuovi casi (focolai) di contagio. Ovviamente devono anche essere sufficientemente pochi da non mandare in crisi il sistema sanitario.

    Ma c’e’ un pero’: finire 12 partite di questo campionato non e’ una attivita’ necessaria. Se ne puo’ fare a meno.
    Innanzitutto e’ incredibilmente anomalo e disgustoso leggere (Cellino) che ‘falliscono tutti’ se perdono meno del 30% degli introiti stagionali. Specie quando si parla di cifre spesso inferiori al cartellino di certi giocatori.

    A parte questo, se proprio vogliono giocare in fretta facciano partire la prossima stagione in anticipo rispetto agli anni scorsi. Anche perche’ c’e’ la concreta possibilita’ che si possano avere misure rilassate in estate ma maggiori restrizioni il prossimo autunno/inverno, in vista di una plausibile ‘seconda ondata’.
    Oltretutto potrebbe essere la volta buona per spostare la stagione e risolvere ‘il problema preliminari’ delle squadre italiane.

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  2. bertu62 - 4 mesi fa

    Quello che rende perplesso ME, caro Tommasi, è proprio “in generale” come si possa pensare di riprendere a giocare in questa situazione dove, LO RIPETO, non si è venuti a capo di nulla! Adesso tutti a parlare di “numeri di discesa” in merito ai contagiati, ai ricoverati ed anche (E MENO MALE!!) ai decessi MA SONO NUMERI FIGLI DEL LOCKDOWN, del BLOCCO (quasi) TOTALE, NON CONFONDIAMOCI! Non esiste (ancora) un “vaccino” una “cura preventiva” e neppure una “cura sicura” perché i contagiati che PRIMA erano guariti ma che DOPO sono tornati ad ammalarsi stanno lì a dimostrarlo!
    SE e QUANDO il calcio giocato riprenderà sarà SOLO perché ci sono degli interessi economici (tradotto= SOLDI) in ballo, la salute ANCHE di Voi calciatori e dei Vostri familiari, ricordatevelo, passa IN SECONDO/TERZO/QUARTO piano!
    Sarà tutta un’ulteriore FARSA, una BUFFONATA: di sicuro non sarà possibile che si giochi con le mascherine (!!!!!), neppure rispettare “il distanziamento sociale” sarà possibile, e che dire del sudore, dei contatti (inevitabili in questo “sport”..) con il corpo degli avversari, con il pallone stesso (come si fa a battere le rimesse laterali, a posizionare il pallone nel punto di battuta delle punizioni, dei calci d’angolo?), come si fa ad “impedire” di sputare se l’eccesso di salivazione è conseguente ad uno sforzo prolungato?
    SE e QUANDO arriverà il nulla osta alla ripresa del calcio i casi saranno solo 2:
    O si arriverà ad un nuovo INEVITABILE e DEFINITIVO STOP, oppure
    si finirà con “insabbiare” il tutto, nascondendo gli eventuali nuovi “contagiati” magari “spacciandoli” per infortunati e via, all’insegna del THE SHOW MUST GO ON….
    NAUSEA A MILLE, DUEMILA, TREMILA!!!!

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  3. Bacigalupo1967 - 4 mesi fa

    Per N’kolou, Izzo, Bremer, Djidji non ci sarebbero problemi…. Sono allenatissimi a marcare ad 1 metro di distanza

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    1. maxx72 - 4 mesi fa

      Lo abbiamo gia detto fratello, sono stati loro gli anticipatori del distanziamento sociale.

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      1. Bacigalupo1967 - 4 mesi fa

        È l’unica cosa che sono riusciti ad anticipare quest’anno.

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